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Alla scoperta dell’Aritmanzia

24 Settembre 2020 gian-tucc 3 min read

Alla scoperta dell’Aritmanzia

24 Settembre 2020 Neville 3 min read

Che cos’è l’Aritmanzia? Com’è nata? Come funziona? Alla scoperta di una pratica divinatoria tanto antica quanto affascinante.

Predire il futuro attraverso i numeri

Quello di Aritmanzia è uno dei corsi facoltativi di Hogwarts a cui si può accedere dal terzo anno. La conoscenza di questa disciplina, insegnata dalla professoressa Septima Vector, è fondamentale per chiunque intenda lavorare alla Gringott. Ma in cosa consiste, esattamente?

Dopo aver abbandonato il corso di Divinazione, Hermione decide di studiare Aritmanzia, che, basandosi sull’interpretazione dei numeri, è secondo lei una tecnica decisamente più “scientifica” per predire il futuro. Alla fine, Aritmanzia diventa la materia preferita di Hermione.

Dell’aritmanzia insegnata a Hogwarts non sappiamo altro. Nei libri della saga, infatti, non sono riportate numerose informazioni in merito a questa disciplina. Ma quel po’ che sappiamo ci basta per presuppore che il modo in cui i Maghi intendono l’aritmanzia non è molto distante da quello in cui la intendono i Babbani. Che hanno a che fare con l’aritmanzia da migliaia di anni


«Tutto è numero»

Secondo la filosofia di Pitagora, i numeri costituiscono la chiave d’accesso privilegiata per la comprensione delle leggi armoniche dell’universo. Di qui il loro valore simbolico fondamentale per indagare l’ordinamento cosmico divino. Ogni forma, secondo i pitagorici, è esprimibile numericamente. E i numeri stessi sono modelli divini nascosti nel mondo ma evidenziabili attraverso la conoscenza delle relazioni tra le leggi che regolano il cosmo.

Sono queste le remote origini dell’aritmanzia, o meglio, dell’aritmomanzia (dal greco arithmós, “numero”, e mantéia, “divinazione”): “aritmanzia”, infatti, è una parola inesistente in italiano, presente solo nella saga di Harry Potter (un calco dell’inglese arithmancy).

In realtà, l’aritmomanzia vera e propria nasce nel corso del Cinquecento, grazie a Cornelio Agrippa (1486-1538). Ai pitagorici si deve piuttosto la nascita delle prime sistematiche concezioni riguardanti la numerologia, che è quell’ambito dell’esoterismo (strettamente correlato, tra l’altro, all’alchimia) che indaga le proprietà mistiche e divinatorie dei numeri. L’aritmomanzia, dunque, non è altro che una branca della numerologia.

I frattali (figure geometriche caratterizzate dal ripetersi sino all’infinito di uno stesso motivo su scala sempre più ridotta) possono essere considerati un’espressione dell’ordine matematico del mondo

Lettere e numeri

La tecnica interpretativa alla base dell’aritmomanzia si basa sulla trasformazione delle lettere che compongono un nome, una data o una qualsiasi parola d’interesse in numeri da uno a nove: sommando il valore numerico attribuito a ogni lettera, si ottiene un’unica cifra che consente di indagare determinate caratteristiche di persone, cose, eventi e, quindi, di fare predizioni.

La pratica divinatoria propriamente basata sull’interpretazione numerica del solo nome di una persona si definisce onomanzia, e può essere considerata una “figlia” diretta dell’aritmomanzia.

Ma in che modo è possibile associare ogni lettera a un valore numerico? I metodi utilizzati sono numerosissimi: alchimisti, maghi ed esoteristi di ogni tempo hanno provato a definire un procedimento univoco. Quello più celebre è il cosiddetto “metodo di Pitagora” o “di Agrippa” (che con Pitagora e Agrippa, però, non ha niente a che vedere), che consente di associare ogni lettera dell’alfabeto latino a un numero da uno a nove. Nelle lingue fondate su altri alfabeti si utilizzano metodi diversi: per gli arabi vale la numerazione abjad, per gli ebrei la gematria, per i greci l’isopsefia.

Il “metodo di Pitagora” o “di Agrippa”

Divinazione e interpretazione

Una volta effettuate le corrette trasformazioni lettere-numeri, si passa al momento più difficile dell’aritmomanzia: quello prettamente divinatorio-interpretativo. Bisogna conoscere profondamente i significati e i valori di ciascun numero, oltre che i caratteri e i segreti che a ogni numero sono associati.

Alcuni esempi: i numeri Uno si caratterizzano per una personalità indipendente e per uno spirito carismatico; il Due è il numero dell’interazione, mentre il Tre rappresenta l’integrità; le qualità dei numeri Quattro sono la stabilità, la praticità e l’affidabilità, mentre i Sette sono sensibili e intuitivi.

Va comunque tenuto presente che, non trattandosi di un sistema di conoscenze scientifiche costruito su basi solide, le opinioni e i giudizi in merito all’aritmomanzia, il più delle volte,  divergono in maniera sostanziale. Per non parlare – sperando sia inutile ricordarlo – di chi dichiara di utilizzare l’aritmomanzia e le pratiche divinatorie per risolvere problemi e difficoltà altrui. Dal canto nostro, siamo convinti del grande valore culturale dell’aritmomanzia e della divinazione in genere (i contributi che le pratiche divinatorie hanno donato alla filosofia sono fuori discussione); ciarlatani e imbroglioni, invece, meriterebbero Azkaban.


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Neville

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