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Gli indizi nel Principe Mezzosangue di cui non ti sei mai accorto (parte 2)

29 Marzo 2020 gian-sarl 6 min read

Gli indizi nel Principe Mezzosangue di cui non ti sei mai accorto (parte 2)

29 Marzo 2020 Newt 6 min read

Continua la nostra ricerca alle frasi insospettabili del Principe Mezzosangue che rivelano il loro vero significato solo nell’ultimo libro.

Avevamo già visto le prime otto, ora ne vediamo altre otto (più una).

9) Aberforth Silente

Allora se dovessi andare alla Testa di Porco adesso, non ne troverei un gruppo – Nott, Rosier, Mulciber, Dolohov – in attesa del tuo ritorno? Amici fedeli davvero, per viaggiare fin qui con te in una notte di neve solo per augurarti buona fortuna, mentre tu cerchi un posto da insegnante”. Il fatto che Silente sapesse con esattezza con chi viaggiava era senza dubbio ancor meno gradito a Voldemort; tuttavia si riprese quasi subito. “Onnisciente come sempre, vedo”. “Oh no, solo in buoni rapporti con i baristi” rispose Silente con leggerezza.

Capitolo 20

Ne avevamo già parlato negli articoli sugli indizi del quarto e del quinto libro. C’erano vari indizi che facessero pensare che il barista della Testa di Porco fosse il fratello di Albus Silente. Nel Principe Mezzosangue ne troviamo addirittura due.

Oltre a questa frase, abbiamo anche la sua presenza al funerale del Preside, indizio in realtà più debole dei precedenti viste le tantissime persone arrivate a Hogwarts a rendere omaggio.


10) “È colpa di Voldemort”

“Cercando di ucciderti, Voldemort stesso ha designato la persona eccezionale seduta davanti a me e le ha dato gli strumenti per agire! È colpa di Voldemort se sei riuscito a leggere nei suoi pensieri, nelle sue ambizioni, se comprendi perfino il linguaggio serpentesco con cui dà gli ordini; eppure, Harry, nonostante il tuo privilegiato accesso al mondo di Voldemort (tra l’altro, un dono per il quale qualunque Mangiamorte sarebbe capace di uccidere), non sei mai stato sedotto dalle Arti Oscure. Mai, nemmeno per un istante, hai mostrato il desiderio di diventare uno dei suoi.”

Capitolo 23

Questo discorso di Silente, oltre all’essere l’ennesima quasi-rivelazione a Harry riguardo la sua natura di Horcrux, nasconde forse un messaggio ancora più profondo. Silente sta riflettendo sul fatto che una parte dell’anima del più grande mago Oscuro si trova all’interno di un ragazzo forse un po’ ribelle ma dal cuore puro e immacolato.

E, a proposito di Horcrux, non è un vero indizio ma bisogna menzionare come in quel capitolo scopriamo che Voldemort è affezionato a Nagini più di ogni altra cosa e ne esercitava un controllo insolito anche per un Rettilofono. Vi dice qualcosa Animali Fantastici: i crimini di Grindelwald?


11) Tutta la differenza del mondo

Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l’essere trascinato nell’arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell’arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch’io, pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio, e lo sapevano i miei genitori – che c’era tutta la differenza del mondo.

Capitolo 23

Non è un vero e proprio indizio, essendo questo un pensiero dello stesso Harry. Ma se abbiamo già letto i Doni della Morte non possiamo evitare di ricollegarci allo scontro tra Harry e Voldemort nella Foresta Proibita.

Harry scende nell’arena a testa alta, deciso a voler morire, e si sacrifica per il bene del Mondo Magico, così come avevano fatto i genitori per salvare lui. Alla fine, proprio questa sua determinazione e questa sua scelta di non opporsi alla morte lo salveranno.


12) Il diadema di Corvonero

Sollevò il busto sbeccato di un vecchio stregone dalla cima di una botte vuota, lo posò sull’armadio dove il libro era nascosto, mise una vecchia parrucca polverosa e una tiara annerita sulla testa della statua per renderla più riconoscibile…

Capitolo 24

Incredibile a dirsi, ma quando Harry era intenzionato a nascondere il libro del Principe Mezzosangue e segnalare il punto dove l’avrebbe conservato, ha messo sopra alla statua un Horcrux! Quel “qualcosa di Grifondoro o di Corvonero” che era l’Horcrux mancante era proprio lì.

Questo ha fatto in modo che tutti gli Horcrux fossero già apparsi nei primi sei libri e ognuno di essi fosse già stato visto da Harry, anche se la Coppa di Tassorosso fece la sua comparsa solo nei ricordi di Silente.


13) Il rimorso di Piton

“Non hai idea del rimorso che provò il professor Piton quando capì che Lord Voldemort aveva interpretato la profezia, Harry. Credo che sia il rimpianto più grande della sua vita e la ragione per cui tornò”.

Capitolo 25

Qui Harry ha appena saputo che a spiare la profezia della Cooman e a riferirla a Voldemort, anche se incompleta, era stato Piton. Questo è l’indizio supremo. Piton è responsabile della morte dei Potter, prova rimorso, ma odiava James dal primo momento in cui l’aveva visto.

Ciò si può spiegare solo con la sua ossessione (perché di questo si tratta) nei confronti di Lily, la “ragione inoppugnabile” che Silente aveva per fidarsi di lui, come dirà la McGranitt dopo la morte del Preside.

Coppie - Lily e piton

14) L’importanza del sangue di Harry

“Sei molto gentile, Harry” rispose Silente, passandosi sul braccio la punta della bacchetta. Il profondo taglio si rimarginò all’istante, come le ferite di Malfoy guarite da Piton. “Ma il tuo sangue vale più del mio”.

Capitolo 26

Harry sarebbe stato disposto a versare il tributo di sangue richiesto per entrare nella grotta, ma Silente preferì usare il proprio. Quell’ultima frase possiamo interpretarla in vari modi. Il primo è che Silente sapeva già di dover morire di lì a poco, quindi un po’ di sangue in meno non avrebbe fatto la differenza, ma probabilmente c’è dell’altro. Silente ha voluto sottolineare l’importanza del sangue di Harry visto che Lily vi ha impresso la massima protezione possibile: il suo amore materno.


15) Il disgusto e odio di Piton

Piton scrutò per un attimo Silente, e incisi nei suoi duri lineamenti c’erano disgusto e odio.

Capitolo 27

Piton, nel momento in cui sta per uccidere Silente, prova disgusto e odio… per chi? Visto che fu costretto a farlo, possiamo pensare che l’odio sia per se stesso e per la sua vita piena di sofferenze.


16) Piton il vigliacco

“NON…” urlò Piton, e il suo viso si fece all’improvviso folle, disumano, come se provasse tanto dolore quanto il cane che guaiva e ululava rinchiuso nella casa incendiata alle loro spalle, “CHIAMARMI VIGLIACCO!”

Capitolo 28

Piton ha appena rivelato a Harry di essere il Principe Mezzosangue. Abbiamo già parlato delle cause del suo dolore e della sua rabbia, e possiamo immaginare quanto abbia fatto male a Severus sentirsi accusato da Harry di essere un vigliacco. Soprattutto perché solo pochi minuti prima Severus stesso aveva compiuto l’ennesimo atto di coraggio spezzando anche, suo malgrado, la propria anima attraverso l’omicidio del Preside di Hogwarts, prendendo il posto del giovane Malfoy.


Bonus: i Doni della Morte riuniti

“Non è il caso che ci carichiamo di queste cose adesso” disse, e sfoderò di nuovo la bacchetta. “Le spedirò alla Tana ad aspettarci. Tuttavia vorrei che tu portassi il Mantello dell’Invisibilità… non si sa mai”.

Capitolo 3

Ah, quel burlone di un Silente! Pur non possedendoli tutti, si è tolto lo sfizio di riunire tutti e tre i Doni della Morte! Si sa che nessuno li ha mai posseduti al completo, ma nel Principe Mezzosangue ci sono state varie occasione durante le quali i Doni erano effettivamente nella stessa stanza.

Al momento della visita ai Dursley, aveva con sé la Bacchetta di Sambuco e l’anello con la Pietra della Resurrezione. Quando parte con Harry per far visita a Lumacorno, intima al ragazzo di portare il Mantello; quindi durante il viaggio e per tutta la permanenza a casa di Lumacorno i tre Doni erano a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro. Anche durante le lezioni private del Preside a Harry questi tre oggetti erano molto vicini.


Se avete trovato altri indizi nel Principe Mezzosangue, fatecelo sapere nei commenti!

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Newt
Newt

Ingegnere meccanico, 26 anni, Tassorosso.

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