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Come è cambiata la vita dei maghi dopo il ritorno di Voldemort?

9 Febbraio 2020 alic-darr 3 min read

Come è cambiata la vita dei maghi dopo il ritorno di Voldemort?

9 Febbraio 2020 Alis 3 min read

Il ritorno di Voldemort ha senz’altro rappresentato uno spartiacque nella vita dei maghi: pensare per anni di essersi lasciati il male alle spalle per poi vederlo tornare prepotentemente nella propria quotidianità non è cosa da niente. Quindi è indubbio che ci siano stati dei cambiamenti repentini nel mondo magico, dopo che Voldemort è tornato.

Ma come è cambiata la vita dei maghi? Sicuramente si è trasformata innanzitutto in una vita dominata dalla paura, una paura che ha generato diffidenza e fretta, vediamo come.

Ritorno a un clima di paura

Non è stata una novità, i maghi avevano già sperimentato questa paura nel periodo della prima ascesa di Voldemort (a proposito di Voldemort, secondo voi ci sono correlazioni tra lui e Joker? Provate a scoprirlo qui). Famiglie divise, famiglie distrutte. L’impossibilità di sentirsi al sicuro anche a casa propria. Il timore per la vita delle persone care. Tutte sensazioni che sono ricomparse prepotentemente, una sorta di incubo che si ripete. Chiaramente la paura opera sulle menti delle persone come una serie di catene che bloccano e limitano i movimenti, sia fisici che mentali. E si tratta di una paura che ha colpito tutti. Sia logicamente persone come Harry o l’Ordine della Fenice, coinvolti in prima persona nella lotta contro Voldemort, sia la gente comune, perché si sa, Voldemort non fa sconti a nessuno.


Diffidenza, misure di sicurezza e imbrogli

La paura diffusasi dopo il ritorno di Voldemort, ha agito anche sulla fiducia dei maghi rendendo molto complicato il rapporto con le altre persone. Se dietro a chiunque poteva nascondersi un Mangiamorte o anche solo un malcapitato sotto maledizione Imperius, è chiaro che un mago o una strega di buon senso avrebbero esitato prima di regalare la propria fiducia a qualcuno. Un rischio era anche quello di incappare in qualche furbone, qualcuno che sull’onda della paura cercava di sfruttarla per il proprio guadagno: è il caso di venditori abusivi di amuleti (non realmente funzionanti) o oggetti simili, come vediamo in Harry Potter e Il Principe Mezzosangue.

Per cercare di raggirare questi pericoli, il Ministero della Magia ha fatto recapitare alle famiglie di maghi degli opuscoli con le norme di sicurezza. Una di queste misure è l’utilizzo di una domanda o parola d’ordine prima di far entrare una persona in casa propria (ed è così che scopriamo che Arthur Weasley chiama Molly Lollymolly). Una precauzione che ha una sua dubbia utilità, perché come osserva la signora Weasley (che è la mamma orsa di cui tutti avremmo bisogno, ne parliamo qui), un Mangiamorte potrebbe benissimo strappare a qualcuno la risposta sotto tortura per poi usarla lui stesso.


La fretta, cattiva consigliera

Oltre alla diffidenza, una conseguenza della paura dettata dal ritorno di Voldemort è stata la fretta: parliamoci chiaro, se le probabilità di morire da un momento all’altro sono elevate, qualcosa bisogna pur fare. Con una guerra in agguato, una guerra di una certa portata, molti maghi e streghe hanno affrettato eventi e situazioni che in condizioni normali si sarebbero svolte successivamente. Un esempio su tutti è il matrimonio tra Bill Weasley e Fleur Delacour (a proposito, sapete tutti i nomi delle ship di Harry Potter? Date un’occhiata qui!), l’ultimo momento di felicità – interrotto però dalla minaccia dei Mangiamorte – prima di scivolare nell’oblio della guerra. A Bill e Fleur è andata bene, il loro matrimonio si è fondato su un amore sincero e forte, ma non è difficile immaginare che per altri maghi e streghe le cose siano andate diversamente.

Paura, diffidenza e fretta sono solo tre delle conseguenze derivanti dal ritorno di Voldemort nel mondo dei maghi. Quello che è certo è che molte vite – praticamente tutte – non sono più state le stesse: chi non è morto ha dovuto fare i conti con la morte degli altri. Per fortuna, però, alla fine il bene ha vinto. Insomma, Vold è mort, con le ossa tutte rotte, come direbbe Pix.

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