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Gli incantesimi più difficili del Mondo Magico

9 Febbraio 2017 nico-dido 5 min read

Gli incantesimi più difficili del Mondo Magico

9 Febbraio 2017 Albus 5 min read

La magia, quasi per definizione, è difficile. Ecco il perché di Hogwarts: i maghi e le streghe ci vanno per imparare a controllare i loro poteri magici. Tuttavia, ci sono certi incantesimi che vanno al di là delle capacità del mago medio. Ecco gli incantesimi più difficili e impegnativi!


Smaterializzazione

La Smaterializzazione (la versione magica del teletrasporto) non è troppo difficile da padroneggiare. Infatti, è piuttosto comune nel mondo di Harry Potter. Tuttavia, è un incantesimo piuttosto impegnativo, e diventa anche molto doloroso se dovesse essere eseguito male. Questo è il motivo per cui, per potersi smaterializzare, i maghi devono avere almeno 17 anni e ottenere una sorta di “patente” dal Dipartimento dei Trasporti Magici, tramite il superamento di un esame. Diciamo che il tutto è molto simile agli esami di guida Babbani, ma in quelli magici la possibilità di lasciare le gambe a casa è piuttosto elevata.

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La Smaterializzazione è così difficile perché richiede una fortissima concentrazione, che spesso i bambini non riescono a raggiungere. Nel Principe Mezzosangue, l’Istruttore di Smaterializzazione Wilkie Twycross descrive l’incantesimo con le Tre D: “Destinazione, Determinazione, Decisione”. Se la mente dei maghi fosse proiettata in due posti diversi contemporaneamente, può avvenire la Spaccatura, cioè trovarsi ad avere parti del corpo diverse in due posti diversi.


Magia non verbale e senza bacchetta

Come già detto, la magia non è facile. Ma per portare al massimo la difficoltà, non devi pronunciare gli incantesimi, o non usare affatto una bacchetta.

Gli incantesimi non verbali sono fatti con l’ausilio della bacchetta, ma la formula magica non viene pronunciata. Il vantaggio, secondo il professor Piton, è che “coloro che avanzano nell’uso della magia senza strillare formule magiche guadagnano l’elemento sorpresa”. Tuttavia, questa tecnica richiede una concentrazione e forza mentale enormi, perché il mago deve eseguire l’incantesimo nella mente, anziché dirlo a voce. Più o meno è come passare dall’imparare l’alfabeto a leggere Guerra e Pace.

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Ancora più difficile della magia non verbale c’è quella senza bacchetta. Eseguire un incantesimo senza di essa è al di là delle capacità di parecchi maghi. Molto similmente al fuoco, la magia è caotica e volatile (ecco perché i maghi usano le bacchette per incanalarla), e controllarla richiede la massima disciplina. Eseguire una magia senza bacchetta è come andare in bicicletta senza mani. Durante un terremoto.


Incanto Patronus

Per eseguire correttamente un Incanto Patronus, il mago deve concentrarsi con tutto sé stesso al ricordo più felice che ha: è ciò che alimenta un Patronus, che è proiezione di energia positiva. In seguito, il mago deve disegnare dei cerchi con la bacchetta e pronunciare l’incantesimo “Expecto Patronum”. Se funziona, si possono evocare due tipi di Patronus: uno senza corpo, che è semplicemente una luce argentea che fuoriesce dalla bacchetta; o uno completo, che prende forma nell’animale che più rappresenta il carattere del mago.

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Evocarne uno (che sia di un tipo o dell’altro) è considerato un traguardo non indifferente, anche se ottenerne uno completo è così difficile che viene considerato un evento raro. Questo è perché pochi maghi riescono a concentrarsi sia sull’incantesimo che sulle loro emozioni. Ciononostante, Harry Potter fu in grado di padroneggiare quest’incantesimo durante i suoi anni a Hogwarts. Arrivò perfino a insegnarlo ai membri dell’Esercito di Silente, molto in anticipo rispetto al normale.


Occlumanzia

Un incantesimo che Harry non riuscì a imparare durante la sua permanenza a Hogwarts fu l’Occlumanzia, l’arte antica di bloccare la propria mente ai Legilimens. Essi sono coloro che possono leggere il pensiero altrui. In termini di difficoltà è alla pari con l’Incanto Patronus, ma i due incantesimi richiedono una mentalità diversa.

Infatti, mentre nell’Incanto Patronus devi far emergere le tue emozioni, l’Occlumanzia richiede che queste vengano represse: si deve svuotare la mente. Solo in questo modo si può impedire a un Legilimens di scoprire i tuoi sentimenti o pensieri, perché non c’è niente da guardare.

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Quindi l’Occlumanzia richiede una certa mentalità perché funzioni. Ecco perché Draco Malfoy, dovendola usare per nascondere il suo piano di uccidere Silente dai Legilimens, era molto bravo in essa. D’altro canto, Harry non riuscì mai a padroneggiare la tecnica.

In un’intervista del 2005, J.K. Rowling confermò quanto detto: “Penso che Draco sia molto dotato in Occlumanzia,” disse, “a differenza di Harry. Il suo problema è la sua incapacità a trattenere le emozioni e, in un certo senso, ha subito fin troppi traumi. Allo stesso tempo tiene vivo il ricordo di quanto gli è successo. Non reprime i suoi sentimenti. Anzi, li affronta con molta onestà. Ho sempre pensato a Draco come uno che è molto abile nell’isolare la sua vita e le sue emozioni in compartimenti stagni, cosa che ha sempre fatto.”


Volo

Se Lord Voldemort non fosse stato uno dei maghi più malvagi che il mondo magico avesse mai conosciuto, sarebbe ricordato come uno dei più brillanti. Il motivo? Riuscì a ottenere ciò che per molto tempo veniva ritenuto impossibile, inventando un incantesimo capace di far volare il mago che lo pronunciava. Non levitare, non cavalcare una scopa, ma letteralmente volare. Quanto dev’essere fico? È un peccato che la prima dimostrazione di questa magia fosse stata un tentativo di uccidere Harry Potter.

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E Harry lo vide. Voldemort volava come fumo nel vento, senza una scopa o un Thestral. Il suo volto da serpente brillava nel buio, le dita bianche levarono di nuovo la bacchetta…

Dato che solo Voldemort può compiere questa magia, non possiamo essere sicuri sulla sua difficoltà. Tuttavia, dato che è stato il primo (e unico) mago in assoluto a creare e usare un simile incantesimo, possiamo stare tranquilli sul futuro di Madama Bumb.


Creare un Horcrux

Ed eccoci arrivati a come creare un Horcrux, uno degli incantesimi più difficili, se non il più difficile.

Un Horcrux si crea quando un mago prende un oggetto e nasconde un pezzo della sua anima al suo interno. Lo scopo di ciò è raggiungere l’immortalità: finché c’è almeno un pezzo della tua anima che vive, non puoi veramente morire. La sua magia è così oscura che è stata tenuta nascosta dagli occhi del mondo magico. Finora solo due maghi sono stati in grado di compiere questo incantesimo. Il primo fu un mago oscuro dell’Antica Grecia chiamato Herpo il Folle, che creò un Horcrux. L’altro fu Voldemort, che lo padroneggiò e ne produsse ben sette. Di nuovo, come per il volo, questo è un esempio di come i talenti eccezionali di Tom Riddle siano stati usati per far del male.

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Il processo esatto per creare un Horcrux è sconosciuto; secondo J.K. Rowling, serve pronunciare un incantesimo e compiere una serie di azioni che sarebbero troppo orrende da descrivere. Ciò che sappiamo, tuttavia, è come si può dividere un anima: con un omicidio. Come affermò Horace Lumacorno, l’omicidio è “l’azione malvagia suprema. Uccidere lacera l’anima. Il mago che intende creare un Horcrux usa il danno a suo vantaggio: rinchiude la parte strappata.”

Così come le Maledizioni senza Perdono, la difficoltà nel dividere la tua anima dipende dal tipo di persona che sei. Quanto ti è facile uccidere qualcuno?

Come se non bastasse, semplicemente esistere non è più così scontato. Dividere la propria anima significa vivere con una parte sempre minore di essa. Spezzandola in sette parti, ciò che restava dell’anima di Voldemort divenne instabile (e questo spiega in parte il motivo per cui si frantumò quando cercò di uccidere un Harry neonato a Godric’s Hollow). Quello che seguì è la parte più complessa nel creare un Horcrux: la distruzione del corpo fisico. Continui a vivere, ma non più in un corpo.

Fui strappato via dal mio corpo, diventai meno che spirito, meno del più miserabile fantasma… eppure ero vivo.

Come disse una volta il Professor Lumacorno, “La morte sarebbe preferibile”.

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Albus
Albus

La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda... di accendere la luce.

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