Categorie

Archivi

Meta

Il lupo mannaro dalla mitologia a Harry Potter

29 Novembre 2021 gian-sarl 8 min read

Il lupo mannaro dalla mitologia a Harry Potter

29 Novembre 2021 Newt 8 min read

Il lupo mannaro, noto anche come licantropo, è un animale mitologico presente nell’immaginario comune già ai tempi degli antichi Egizi, anche se la sua rappresentazione era molto diversa da come la conosciamo oggi.

Vediamo come questa figura si è evoluta nel corso dei secoli, fino ad arrivare alla nostra cultura popolare in film, libri e persino giochi da tavolo (chi non conosce Lupus in Tabula?). Ovviamente, vedremo anche come si inseriscono in questa storia i lupi mannari di Harry Potter e le loro differenze con quelli presenti nel folclore.

Le origini

Quella del lupo è una figura da sempre ambivalente nelle sue rappresentazioni. Essendo una forma più potente del cane, esso è utilizzato per rappresentare la forza e l’astuzia. Possiede però anche connotazioni negative, essendo meno addomesticabile rispetto al cane.

Questo sarà il destino anche del lupo mannaro. Come vedremo, esso passerà da una demonizzazione totale a una connotazione totalmente diversa e non più necessariamente malvagia.

Partendo dalle origini, possiamo rintracciare leggende che coinvolgono lupi già dall’antichità. Ad esempio, in Kamchatka (sì, proprio quella penisola all’estremo oriente della Russia presente come territorio nel gioco del Risiko) realizzavano simulacri di lupi ai quali chiedevano che le donne in età da marito si sposassero entro l’anno.

Il legame tra l’uomo e i canidi si è rafforzato nel corso dei secoli, tanto che gli Egizi veneravano Anubi, dio dal corpo di un uomo e dalla testa di sciacallo.

Statua di Anubi a Pietrasanta (LU). Immagine da Pinterest.

I primi “uomini-lupo”: mitologia greca e romana

Come ci spiega il professor Piton nella versione cinematografica del Prigioniero di Azkaban, il termine lupo mannaro deriva dal latino lupus hominarius, cioè uomo lupo, o meglio lupo umano.

Le trasformazioni da uomo a lupo e viceversa, però, nonché altri miti legati alle notti di luna piena, si trovano già in epoche antecedenti agli antichi Romani. Abbiamo infatti anche il termine greco equivalente, quello di licantropo (lykos=lupo, anthropos=uomo).

In Arcadia, infatti, venivano praticati dei sacrifici umani in onore di Zeus Liceo, in cui i celebranti venivano trasformati in lupi per otto anni. Essi potevano poi tornare umani a patto di non aver mangiato carne umana.

Ispirandosi probabilmente a questa storia, lo scrittore romano Ovidio nelle sue Metamorfosi racconta una versione particolare della storia di Licaone.

Secondo la versione della mitologia greca, Licaone era un sovrano dell’Arcadia che incontrò Zeus il quale, travestito da contadino, chiese ospitalità presso la sua corte in modo da provare che egli fosse empio. Quando Zeus si vide offrire della carne umana, fulminò Licaone. Secondo Ovidio, invece, Licaone fu trasformato in un lupo avido di carne umana.

Si fe d’un huom’, un lupo empio, e rapace

Servando l’uso de l’antica forma,

Che l’human sangue più che mai li piace,

De’ suoi vecchi desir seguendo l’orma.

Ovidio, Metamorfosi, Libro I
Licaone trasformato in un lupo mannaro (incisione di Hendrik Goltzius)

Il Medioevo: la caccia alle streghe… e ai lupi!

Oltre che all’esistenza delle streghe, nel Medioevo si credeva che alcuni uomini potessero davvero trasformarsi in lupi durante le notti di luna piena. Se un uomo veniva accusato di licantropia, veniva torturato e mandato al rogo. Il loro destino quindi non era molto diverso da quello delle donne accusate di stregoneria.

Questa credenza è rimasta tra la popolazione fino al Settecento. Oggi rimane una rarissima sindrome, la licantropia clinica, che induce un uomo a credere che egli si possa trasformare in un lupo.


I warg: mitologia norrena e Tolkien

Nella mitologia norrena non sono presenti veri e propri lupi mannari, ma va citato Fenrir (da cui deriva il nome del nostro Greyback, di cui parleremo più avanti).

Fenrir è uno dei warg, insieme a Hati e Skǫll, due lupi che inseguivano rispettivamente la luna e il sole. La connessione con la luna è un altro punto di contatto con i lupi mannari.

I warg verranno poi ripresi da J. R. R. Tolkien. Tradotti in italiano come mannari selvaggi, essi sono una razza di Arda creata da Sauron imprigionando degli spiriti maligni nei corpi dei lupi. Tra i tanti appellattivi dell’antagonista della saga del Signore degli Anelli (di cui potete trovare qui le somiglianze con quella di Harry Potter) c’è infatti proprio Signore di Lupi Mannari.

Nella trasposizione cinematografica a opera di Peter Jackson, i warg servono anche da cavalcature per gli Orchi (Il Signore degli Anelli – Le due Torri, 2002)

L’ingresso nella cultura popolare grazie a… Michael Jackson!

Negli anni Ottanta il lupo mannaro è entrato a far parte della cosiddetta cultura pop. Tutto è partito dalla sua apparizione nel film horror Un lupo mannaro americano a Londra (1981), per il quale Rick Baker vinse l’Oscar per il miglior trucco.

Il successo del film fu tale che Michael Jackson assunse lo stesso Rick Baker, insieme al regista del film John Landis, per il videoclip di Thriller, in cui lui interpreta un lupo mannaro.

L’omonimo album divenne il più venduto della storia della musica. Dall’altra parte il singolo, accompagnato da questo videoclip memorabile, raggiunse sei milioni di vendite.

Michael Jackson si trasforma in un lupo nel videoclip di Thriller (1983)

Gli ultimi anni del Novecento e i lupi mannari “buoni”

Da allora in poi, sono state innumerevoli le apparizioni dei licantropi nelle opere letterarie e cinematografiche. Questa figura si è quindi staccata sia dalla mitologia quanto dai film dell’orrore o per adulti. I licantropi hanno iniziato a non essere più soltanto gli antagonisti, ma i protagonisti delle storie, costretti loro malgrado a portare questo stigma sociale (proprio come Remus Lupin, di cui parleremo tra poco) che li porta a trasformarsi una volta al mese nelle notti di luna piena.

Ne è un esempio il film Teen Wolf del 1985, uscito in Italia con il titolo “Voglia di vincere”, in cui il protagonista è un adolescente che, dopo aver scoperto di essere un lupo mannaro, viene a sapere che anche il padre è nella sua stessa condizione. Nel 2011 ne verrà tratta una serie TV di grande successo.

Un’altra opera che coinvolge i licantropi è “Il diario di un vampiro” (“The Vampire Diaries”), in cui i licantropi sono in lotta con un’altra fazione, quella dei vampiri appunto. Alla fama del ciclo di romanzi, iniziato nel 1991, si sarebbe poi aggiunta, anche in questo caso, quella dell’omonima serie TV, andata in onda dal 2009.

Molti di voi, soprattutto quelli nati negli anni ’90, ricorderanno certamente Weregarurumon, il Digimon dalle fattezze di un lupo mannaro (dall’inglese werewolf).

Weregarurumon nella serie Digimon Adventure 2020, remake dell’anime andato in onda per la prima volta nel 1999 (GiuseppeDiRosso, DeviantArt)

La fama di questo animale mitologico non si ferma a libri e film ma arriva addirittura ai giochi di società. Nel Lupus in Tabula, ad esempio, bisogna scoprire chi dei partecipanti ha ricevuto la carta del lupo mannaro. Quest’ultimo vince se riesce ad eliminare tutti gli altri.


Il lupo mannaro in Harry Potter: Remus Lupin e il suo stigma sociale

Nella saga di Harry Potter i lupi mannari sono nominati fin dal primo libro, dove sappiamo che popolano la Foresta Proibita, ma dobbiamo attendere il terzo per fare la conoscenza di uno di loro. Intanto, nella Camera dei Segreti Gilderoy Allock ci racconta di averli affrontati e sconfitti tramite la Pozione Omosembiante, che li ritrasforma in esseri umani. Sono ovviamente informazioni da prendere con le pinze, conoscendo il personaggio.

Remus Lupin, che conosciamo appunto all’inizio del terzo libro, è un essere umano dall’animo buono, per certi versi persino il migliore dei Malandrini (ne parliamo qui). Cosciente del suo problema, per evitare di ferire persone innocenti si rifugia nella Stamberga Strillante, utilizzando il passaggio presente nel Platano Picchiatore, fatto piantare appositamente da Silente.

Se non fosse per alcune cicatrici sul volto, sarebbe perfettamente uguale a ogni altro essere umano. Infatti, soltanto una studentessa riesce a capire la sua vera identità: si tratta ovviamente di Hermione Granger.

Come la Rowling ha specificato nei Racconti di Hogwarts (la serie di e-book rilasciata nel 2016), la condizione di Lupin è una metafora per alcune malattie:

La licantropia di Lupin (cioè il suo essere un lupo mannaro) è una metafora per tutte quelle malattie che portano con sé uno stigma, come l’HIV e l’AIDS. Le malattie a trasmissione ematica sono circondate da superstizioni di ogni genere, forse a causa dei tabù che riguardano il sangue stesso.

Racconti di Hogwarts: prodezze e passatempi pericolosi, Capitolo 2 (Remus Lupin), Le riflessioni di J.K. Rowling

Gli altri lupi della saga

Un lupo mannaro più simile a quelli presenti nell’ immaginario antico e medievale è invece Fenrir Greyback, colui che ha contagiato Remus. Anche Greyback ha però una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri lupi mannari di questa e di altre saghe: continua a mordere le sue prede, provando piacere nel farlo, anche senza la luna piena.

È ciò che accade a Bill Weasley, che non diventa un vero lupo mannaro proprio perché viene morso in una notte in cui non c’è la luna piena (probabilmente, non è la prima volta che accade, dato che Remus è perfettamente in grado di diagnosticare la sua malattia).

Hogwarts Mystery, il videogioco per smartphone, ci regala la storia di Chiara Lobosca, l’unica strega conosciuta a essere diventata un lupo mannaro. Coetanea di Bill, quando aveva sette anni fu morsa (indovinate un po’!) da Greyback, che aveva anche provato a reclutarla nel suo esercito. I suoi genitori riuscirono a portarla via dal branco, ma non in tempo da evitare il morso e dunque il contagio.


Dopo Harry Potter

Il lupo mannaro ha continuato a essere presente nella cultura popolare anche nel nuovo millennio. Anche qui si tratta spesso di una condizione con cui dei personaggi tutt’altro che malvagi devono fare i conti.

Pensiamo ad esempio a Jacob Black, uno dei protagonisti della saga di Twilight, nata dalla penna di Stephanie Meyer nel 2005, che resta un personaggio positivo anche dopo aver scoperto i suoi poteri, che anzi sfrutterà per scopi nobili.

Nella saga viene dato ampio spazio alla lotta tra vampiri e lupi mannari, un tema piuttosto moderno che mette in contrapposizione questi due tipi di esseri mutaforma. Vengono quindi riprese alcune atmosfere di The Vampire Diaries, anche se in quest’ultima opera i licantropi non restano coscienti una volta trasformati, a differenza che in Twilight.

Taylor Lautner nei panni di Jacob Black (The Twilight Saga: New Moon, 2009)

Negli anni Duemiladieci, il successo delle già citate serie TV di The Vampire Diaries e Teen Wolf, seguite da milioni di adolescenti, ha definitivamente consegnato il lupo mannaro alla cultura popolare di tutti i giorni.

Ormai questa creatura è pienamente riconoscibile da persone di ogni fascia d’età e si è completamente staccata dalla concezione medievale che la vedeva soltanto come qualcosa di spregevole e da eliminare.


E voi cosa pensate di questa figura mitologica? Ricordate altri lupi mannari presenti nella nostra cultura? Fatecelo sapere nei commenti!

Commenti

Newt
Newt

Ingegnere meccanico, 29 anni, Tassorosso.

All posts
×