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Perché Ron è così insopportabile nel Calice di Fuoco?

30 Novembre 2021 gian-sarl 8 min read

Perché Ron è così insopportabile nel Calice di Fuoco?

30 Novembre 2021 Newt 8 min read

Ammettiamolo: anche i più grandi fan di Ronald Weasley, quando leggono il Calice di Fuoco, gli vorrebbero dare tante tirate d’orecchie. I litigi prima con Harry e poi con Hermione sono stati difficili da mandare giù, tanto che Ron si è reso insopportabile per tanti capitoli del libro.

Non c’è nulla, o quasi, che possa giustificare il Ron irriconoscibile del quarto libro. I suoi comportamenti sono riprovevoli e non ci sono attenuanti. La sua crisi, però, non nasce certamente dal nulla. Cerchiamo allora di capire cosa passava nella sua mente, tanto da indurlo a comportarsi in una maniera così sbagliata e così poco “alla Ron”.

La crisi adolescenziale

Spesso viene dimenticato, pur essendo uno degli aspetti fondamentali dell’opera della Rowling, che i maghi e le streghe sono uomini e donne come noi. Allo stesso modo, gli studenti di Hogwarts sono prima di tutto dei ragazzi, o meglio degli adolescenti. Tutti, prima o poi, attraversano un periodo di crisi, trovandosi ad affrontare problemi che a quell’età sembrano insormontabili e che, nella maggior parte dei casi, si rivelano non così terribili. Spesso è persino la nostra stessa mente a crearli.

Ron non è l’unico personaggio che va incontro a un periodo del genere. Hermione al terzo anno è a tratti insopportabile e ingestibile, anche a causa dell’enorme carico di lavoro che lei stessa si accolla (12 materie, oltre alla difesa di Fierobecco e alla ricerca di Sirius). E vogliamo parlare di come diventa Harry al quinto anno?

Il cambiamento di Ron è però certamente il più evidente e anche quello con le conseguenze più gravi, almeno nel breve periodo, perché arriva a non rivolgere più la parola a Harry prima e a Hermione poi. Dunque tutto questo non può essere ridotto a una pura questione adolescenziale. C’erano altri motivi che, sebbene avessero senso solo nella mente di Ron, hanno portato a tutto questo.


Ron e la sua paura di non essere all’altezza

Quando un ragazzo di 14 anni attraversa un periodo del genere, la causa principale, in genere, è che si sente inferiore agli altri e non all’altezza dei propri compiti. Ron non era proprio il primo della classe a Hogwarts e ha sempre sofferto il confronto con i fratelli maggiori.

I primi tre erano diventati Prefetti (e se qualcuno avesse detto a Ron che l’anno successivo sarebbe toccato a lui non ci avrebbe mai creduto) e avevano carriere già avviate, Fred e George non eccellevano nei voti ma erano popolari all’interno della scuola per i loro prodotti, la cui vendita di lì a poco sarebbe diventata un lavoro.

Ron, inoltre, aveva come amici il famoso Harry Potter, il Ragazzo che è Sopravvissuto, e Hermione Granger, la strega più brillante della sua età. A loro difesa va però detto che Harry non ha mai sfruttato la sua popolarità (a tratti l’ha persino odiata) e che Hermione è stata quasi sempre gentile con Ron (il quasi si riferisce alla vicenda Grattastichi-Crosta dell’anno precedente). In ogni caso, non era facile essere il migliore amico del Prescelto (ne abbiamo parlato qui).


Ron e Harry si invidiavano a vicenda

Ron non voleva essere superiore agli altri, cercava solo di sentirsi alla pari e all’altezza delle aspettative, cosa che non sempre riusciva a fare. In quel frangente, semplicemente, Ron non ha ragionato. Quando il Calice di Fuoco ha sputato fuori il nome di Harry, dei pensieri strani hanno preso il sopravvento.

Ron aveva creduto di poter ammirare dagli spalti, insieme all’amico, le imprese di Cedric, Krum e Fleur. Invece sarebbe stato costretto a tifare per un ragazzino della sua età che aveva tutto (a sentir dire lui) mentre lui era solo l’ultimo arrivato e l’ultimo figlio maschio dei Weasley. Tifando per qualcuno più grande di te, puoi sognare un giorno di essere al suo posto. Non è altrettanto facile farlo per qualcuno della tua età senza provare un briciolo di invidia.

Inoltre, è stato chiaro fin dall’inizio che Harry e Ron avessero entrambi qualcosa che mancava all’altro. Harry, suo malgrado, era popolare, cosa a cui aspirava Ron. Ricordiamo, a tal proposito, che Ron si era visto nello Specchio delle Brame con in mano la Coppa del Quidditch, che poi avrebbe vinto persino due volte su due, e con i distintivi di Prefetto e Caposcuola. Harry, invece, avrebbe voluto condurre un’esistenza “normale” come quella di Ron e avere una famiglia.

Per quanto si volessero bene e alla fine questo sentimento ha prevalso, entrambi hanno sempre invidiato la condizione dell’altro. Harry odiava essere il Ragazzo che è Sopravvissuto e avrebbe preferito essere un mago qualunque senza la cicatrice. Ron invece temeva l’anonimato più di qualunque altra cosa per il desiderio di emergere. Questi “problemi”, sebbene fossero autoprodotti, si sono manifestati tutti nello stesso momento. È bastata una piccola scintilla.


Secondo Ron, Harry aveva elaborato un piano malefico

La sensazione di essere l’ultimo della famiglia e anche l’ultimo dei tre all’interno del Trio ha preso quindi forma nella mente di Ron. Lui però era arrabbiato non tanto per il fatto che Harry “ce l’aveva fatta” ed era diventato un Campione Tremaghi, ma per il fatto di essere all’oscuro del piano che l’amico aveva elaborato e non ne era stato coinvolto.

Nella mente “complottista” di Ron, Harry aveva messo a punto un piano simile a quello di Fred e George, ma ancora migliore, dato che alla fine era stato ammesso e persino sorteggiato.

Ron ha quindi creduto che Harry avesse fatto tutto da solo, di nascosto da lui, in modo che lui non avrebbe potuto mettere anche il suo nome nel Calice e Harry avrebbe avuto un concorrente in meno. Oppure Ron ha pensato che persino il sorteggio come quarto Campione era previsto nel piano malefico di Harry, che quindi non poteva prevedere la sua presenza. O, ancora peggio, Ron ha pensato che Harry non si fidasse abbastanza di lui per potergli confidare il piano.

Se anche solo fosse riuscito a mettere il nome nel Calice, anche senza essere sorteggiato, Ron sarebbe riuscito in qualcosa dove avevano fallito Fred e George.


Hermione era dalla parte di Harry

Questa era la cosa peggiore che poteva succedere a Ron. Hermione, pur cercando di calmare gli animi tra i due, credeva alla versione di Harry.

Questo era un altro duro colpo per Ron, che pur non avendolo mai ammesso veramente (forse neanche a se stesso), aveva già una cotta per Hermione. Ricordiamo, a tal proposito, le continue lamentele verso Gilderoy Allock, l’insegnante prediletto di Hermione. Ron è stato forse il primo in assoluto a mettere in discussione le imprese che millantava. Su loro due, comunque, torneremo più avanti.


La reazione di Harry

Non si possono certamente addossare colpe a Harry per ciò che è successo, dato che aveva pienamente ragione. Ovviamente, non era stato lui a mettere il suo nome del Calice di Fuoco. L’unica cosa che possiamo rimproverargli è che, in un’occasione, ha perso anche lui la testa.

Ci riferiamo a quando Harry parla con Sirius nel camino ed è costretto a salutarlo per aver udito dei passi, che poi si rivelano essere quelli di Ron. Nel libro ci sono due dettagli assenti nel film: prima di tutto, Harry aveva intenzione di chiedere al padrino come superare un drago (nel film, invece, la conversazione avviene prima di quella con Hagrid e dunque Harry non sapeva nulla dei draghi); inoltre, cosa più importante, ha cercato di ferire fisicamente Ron.

Harry afferrò una delle spille POTTER FA DAVVERO SCHIFO dal tavolo e la scagliò con violenza attraverso la stanza. La spilla colpì Ron sulla fronte e rimbalzò a terra. “Tieni” sibilò Harry. “Portati questa, martedì. Magari adesso avrai anche tu una cicatrice, se sei fortunato… è questo che vuoi, no?”

Calice di Fuoco, Capitolo 19

Harry è stato quindi il primo a passare dalle parole alle mani, dimostrando anche lui di possedere la fragilità di un adolescente a cui stanno capitando troppe cose strane. La cicatrice che torna a bruciare gli porta ansia e angoscia (quello però è un altro discorso, vi rimandiamo a quest’articolo di Wizarding World se volete approfondire).


Il litigio con Hermione

Dopo la prima prova, quindi dopo oltre tre settimane di nervi tesi, arriva finalmente il disgelo tra Ron e Harry. La coscienza dei pericoli corsi nel Torneo ha risvegliato la ragione in Ron, che però non sapeva di dover fare i conti, di lì a breve, con un’altra situazione poco piacevole.

Abbiamo discusso qui come quello del quarto anno sia stato uno dei peggiori litigi tra Ron e Hermione. Ovviamente, Hermione non aveva colpe. Non aveva passato alcuna informazione su Harry a Krum. Lo stesso Viktor, poi, si è rivelato essere un ragazzo a posto, nonostante i pregiudizi di Ron e Hagrid sulla sua provenienza e sulla scuola frequentata.

Se capire cosa passava nella testa di Ron quando ha litigato con Harry è complicato, lo è ancora di più comprendere perché si sia comportato così con Hermione in occasione del ballo.

Sembra assurdo che si sia dimenticato di invitarla, eppure è proprio quello che è successo. In realtà, non si è accorto in quel momento che lei era una ragazza, piuttosto ha provato un moto di gelosia quando ha scoperto che qualcun altro l’aveva invitata e lui non ne aveva avuto il coraggio.

“Ma è pazzesco” disse Ron, “siamo i soli a non avere nessuno… be’, a parte Neville. Ehi, indovina chi ha invitato? Hermione!” “Cosa?” esclamò Harry, preso in contropiede dalla straordinaria notizia. “Sì, è vero!” disse Ron, e un po’ di colore gli tornò in viso mentre cominciava a ridere. […] “Ah! Figuriamoci! È solo che non voleva andarci con Neville… voglio dire, chi la inviterebbe?”

Calice di Fuoco, Capitolo 22

Abbiamo già discusso prima di come Ron era già interessato a Hermione. Forse è stato proprio in quel momento che ha preso veramente coscienza del fatto. Forse il coraggio che gli era mancato non era quello di invitarla, ma di ammettere a sé stesso che ne era infatuato.

Ma Ron stava fissando Hermione come se la vedesse in una nuova luce. “Hermione, Neville ha ragione… tu sei una ragazza…”

Calice di Fuoco, Capitolo 22

La “nuova luce” non è quindi una cotta che nasce, ma qualcosa che Ron ormai non può più negare. Il resto è storia, con Ron che assiste a una “caduta degli dei” vedendo il suo idolo di sempre Krum con la ragazza che gli interessava. Arriverà persino a distruggere il suo modellino.

coppie

Di certo non possiamo giudicare dall’esterno le azioni compiute da questo personaggio. Una cosa però è certa: mai come in quei capitoli, ci siamo ricordati che i nostri protagonisti sono dei ragazzi, degli adolescenti, con tutte le fragilità e i momenti critici che ne conseguono. Essi risultano inevitabilmente amplificati dalla circostanza di vivere in un mondo “magico”, certo, ma con una guerra incombente della quale iniziano ad arrivare i primi segnali.

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