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Cosa simboleggiano le creature magiche in Harry Potter? Parte II

27 Giugno 2026 eric-bard 6 min read

Cosa simboleggiano le creature magiche in Harry Potter? Parte II

27 Giugno 2026 Mikasa 6 min read

Nella prima parte di questa rubrica abbiamo analizzato cosa simboleggiano le diverse creature magiche che sono apparse nel corso del primo libro/film di Harry Potter, La Pietra Filosofale. Proseguiamo questo percorso attraverso Harry Potter e la Camera dei Segreti.

Harry Potter e la Pietra Filosofale è stato l’apripista per una serie di creature magiche, che abbiamo avuto modo di conoscere per la prima volta. Il modo e il momento in cui sono entrate in scena hanno avuto un significato preciso nella storia, dunque vediamo chi e cosa è entrato in scena ne La Camera dei Segreti.

Dobby

Dobby appare per la prima volta nella camera di Harry, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, per avvertirlo – più o meno lecitamente – di non tornare a Hogwarts.

La sua entrata cambia immediatamente l’immagine che il pubblico ha del mondo magico. Fino a quel momento Harry aveva conosciuto soprattutto professori, studenti e creature magiche spettacolari; Dobby rivela invece l’esistenza di esseri magici costretti a servire le famiglie dei maghi.

Il suo piccolo corpicino, l’abito simile a una federa e il continuo bisogno di punirsi mostrano che la magia non elimina automaticamente le ingiustizie. Al contrario: Dobby introduce il tema della libertà: possiede poteri notevoli, ma non può usarli liberamente perché è legato agli ordini dei Malfoy. E così come lui, tanti elfi domestici sono obbligati a una vita di prigionia o di sottomissione.

La sua apparizione dimostra quindi che si può essere potenti e, allo stesso tempo, non essere liberi.


Il Platano Picchiatore

Harry e Ron incontrano il Platano Picchiatore quando raggiungono Hogwarts con la macchina volante, schiantandosi contro il suo tronco. Pur essendo un semplice albero all’apparenza, nel film viene presentato quasi come una creatura vivente: reagisce all’invasione, muove i rami come braccia e attacca violentemente l’automobile.

La sua apparizione modifica simbolicamente il ritorno a Hogwarts. Nel primo libro l’arrivo alla scuola era solenne e rassicurante, accompagnato dalle barche e dalla vista illuminata del castello; nel secondo, Harry e Ron arrivano in modo caotico e vengono quasi respinti da Hogwarts stessa.

Il Platano rappresenta quindi una soglia diventata più difficile da attraversare. Hogwarts è ancora la casa desiderata da Harry, ma non è più un luogo che lo accoglie senza problemi. Il pericolo non si trova soltanto nei sotterranei o nella Foresta Proibita: può essere già all’ingresso.

La scena mostra inoltre che Harry e Ron stanno diventando più indipendenti, ma anche più impulsivi. Decidono da soli come risolvere il problema del binario, e l’albero trasforma la loro iniziativa in una lezione concreta sulle conseguenze delle azioni.

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Le Mandragole

Le Mandragole (o Mandragone) appaiono per la prima volta durante la lezione di Erbologia della Professoressa Sprite. Sono piante, ma hanno l’aspetto e il comportamento di bambini: quando vengono estratte dai vasi gridano, si agitano e obbligano gli studenti a indossare paraorecchie per non svenire.

La loro prima apparizione ha un tono comico, ma prepara fin dall’inizio la soluzione al principale problema del film: curare le persone (fantasmi compresi) pietrificate. Simbolicamente le Mandragole uniscono comicità e pericolo. Sembrano ridicole e fastidiose, ma il loro grido può essere letale e le loro proprietà possono salvare delle vite. Mostrano quindi che, nel mondo magico, ciò che sembra buffo non è necessariamente inutile o innocuo.

All’inizio dell’anno sono giovani e non possono ancora essere impiegate, ma mentre gli attacchi aumentano, maturano fino a rendere possibile la guarigione delle vittime.


I folletti della Cornovaglia

I folletti appaiono durante la prima lezione pratica di Gilderoy Allock. Sono piccoli, blu e apparentemente poco pericolosi, ma appena vengono liberati provocano il caos nella classe.

Sollevano gli studenti, distruggono gli oggetti e dimostrano che Allock non è capace di controllare nemmeno creature che lui stesso ha portato come esercitazione. La loro apparizione serve soprattutto a smascherare il professore, che prima di quel momento era stato presentato come un uomo famoso, elegante, nonché autore di numerose imprese.

Simbolicamente rappresentano il contrasto tra reputazione e capacità reale. Sono creature minuscole che fanno crollare la gigantesca immagine pubblica di Allock. Non occorre un grande mostro oscuro per dimostrare la sua incompetenza: bastano esseri piccoli e dispettosi.

La scena mostra anche la differenza tra l’autorità dichiarata e quella autentica. Allock fugge e abbandona gli studenti, mentre Hermione riesce a immobilizzare i folletti. Nel loro essere piccoli e fastidiosi, ci insegnano che la vera competenza appartiene a chi conosce e applica la magia, non a chi racconta di aver compiuto imprese straordinarie.

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I ragni e Aragog

I piccoli ragni cominciano ad apparire mentre fuggono dal castello, diretti verso la Foresta Proibita. Prima ancora di incontrare Aragog, hanno quindi la funzione di indizi viventi: percepiscono il pericolo del Basilisco e si allontanano. Gli studenti e i professori cercano spiegazioni nei libri, nelle leggende e nelle accuse reciproche; i ragni, invece, reagiscono istintivamente alla presenza del vero mostro.

Seguendoli, Harry e Ron incontrano Aragog e la sua colonia. La creatura appare enorme, intelligente e terrificante, ma rivela di non essere il mostro della Camera. Questo capovolge le possibili aspettative del lettore: Aragog ha tutte le caratteristiche esteriori del colpevole, ma è stato usato da Tom Riddle per accusare ingiustamente Hagrid.

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Simbolicamente rappresenta quindi il pericolo di confondere ciò che fa paura con ciò che è colpevole. Aragog rimane una creatura pericolosa e permette ai suoi figli di attaccare Harry e Ron, ma non è responsabile delle pietrificazioni.

Secondariamente, la scena riguarda nello specifico anche Ron. Entrare nel territorio dei ragni significa affrontare la sua paura più evidente. Non smette di avere paura e non diventa improvvisamente sicuro, ma continua perché Hermione è stata pietrificata e perché vuole aiutare Harry (e un po’ anche perché è obbligato da quest’ultimo, diciamolo).


Il Basilisco

Il Basilisco viene percepito, per buona parte della storia, attraverso la voce che soltanto Harry riesce a sentire e poi attraverso le conseguenze dei suoi attacchi. Infine, appare fisicamente nella Camera dei Segreti.

Questa progressione è essenziale: per gran parte del tempo il mostro non ha un corpo visibile, ma la paura che provoca influenza tutta la scuola. È una minaccia nascosta che agisce sotto la superficie di Hogwarts. Vive letteralmente sotto il castello, eppure è invisibile, ed è proprio su questa invisibilità che si alimenta la paura verso di esso.

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Quando il Basilisco finalmente appare, il terrore indistinto assume una forma concreta e può essere affrontato. Il Basilisco non è soltanto un grande serpente da sconfiggere. È lo strumento attraverso cui un pregiudizio antico ritorna nel presente. Viene controllato dall’erede di Serpeverde e diretto contro gli studenti considerati indegni di frequentare Hogwarts.

Rappresenta quindi un’idea discriminatoria trasformata in violenza concreta. La scuola, che dovrebbe riunire e proteggere gli studenti, contiene al proprio interno una creatura allevata per eliminarne alcuni.

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Fanny

Fanny appare inizialmente nell’ufficio di Silente nel momento in cui prende fuoco davanti agli occhi di Harry, che crede stia morendo, rinascendo tuttavia dalle proprie ceneri. Questa prima apparizione prepara simbolicamente il suo ruolo finale: la fenice dimostra che una situazione che sembra conclusa o senza speranza può contenere l’inizio di qualcosa di nuovo.

Nella Camera dei Segreti, Fanny raggiunge Harry, acceca il Basilisco e guarisce la ferita provocata dalla sua zanna attraverso le proprie lacrime. La fenice rappresenta quindi una magia protettiva contrapposta a quella del mostro.

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Entrambe sono creature magiche antiche e potentissime, ma usano il proprio potere in modo opposto: il Basilisco distrugge e obbedisce all’erede di Serpeverde; Fanny protegge e interviene in risposta alla fedeltà di Harry verso Silente.

La rinascita di Fanny rispecchia anche l’esperienza di Harry nella Camera. Il ragazzo viene ferito e sembra vicino alla morte, ma viene salvato e ritorna in superficie portando con sé Ginny. La fenice non cancella il pericolo, ma rende possibile superarlo.

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Questa era la nostra analisi delle creature magiche apparse in Harry Potter e la Camera dei Segreti. Prossimamente analizzeremo quelle di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban!

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