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Prior incantatio: tutto quello che c’è da sapere

10 Luglio 2020 gret-albo 5 min read

Prior incantatio: tutto quello che c’è da sapere

10 Luglio 2020 Bellatrix 5 min read

Non è Expelliarmus, non è nemmeno Avada Kedavra. Il Prior Incantatio è solo un incantesimo generico di livello avanzato, eppure ha svolto un ruolo chiave nella trama di Harry Potter, portando quasi lo stesso Voldemort alla pazzia per capirne il vero significato.

Lo vediamo per la prima volta all’inizio di Harry Potter e il Calice di Fuoco, ma non ne capiamo appieno le potenzialità fino alla fine del libro stesso. Infatti, è proprio il Prior Incantatio a salvare la vita di Harry, nel cimitero di Little Hangleton.

Ma perché è così importante? In cosa consiste? Che ruolo ha giocato nello svolgimento degli eventi?

La prima volta che l’abbiamo sentito

Contrariamente a ciò che la maggior parte delle persone potrebbe ricordare, ancor prima del cimitero di Little Hangleton, durante la coppa del mondo di Quidditch un mago del ministero a evocare questo incantesimo, di cui per la prima volta vediamo gli effetti:

«Prior Incantatio!» gridò. 
Harry udì Hermione trattenere il respiro, terrificata, mentre un enorme teschio con la lingua di serpente sbucava dal punto in cui le due bacchette si toccavano, ma era solo una pallida ombra del teschio verde alto sopra di loro, sembrava che fosse fatto di denso fumo grigio: il fantasma di un incantesimo.

Da Harry Potter e il Calice di Fuoco, Capitolo 9 – Il marchio nero

Quel mago del Ministero era nient’altro che Amos Diggory. Insieme ad Arthur Weasley e altri colleghi, Amos era alla ricerca del mago che aveva evocato il Marchio Nero pochi momenti prima. La bacchetta dimostrata poi colpevole viene ritrovata in mano all’elfa domestica Winky, allora al servizio della famiglia Crouch. Il problema era però che la bacchetta sotto accusa era proprio di Harry.

Harry viene accusato di aver evocato il Marchio Nero

Prior Incantatio: che cos’è?

Finalmente risponderemo a questa domanda: come visto nella citazione al paragrafo precedente, in risposta all’incantesimo dalla bacchetta fuoriesce una pallida riproduzione del Marchio Nero. In pratica, il Prior Incantatio – noto anche come Incanto Reverso – è in grado di dire a chi lo evoca quali siano stati gli ultimi incantesimi praticati dalla bacchetta in esame.

Anche se in un primo momento potrebbe sembrare banale, in realtà questo incantesimo consente di far chiarezza – e se vogliamo anche provare delle accuse – in occasione di dinamiche poco chiare, anche se in realtà alla coppa del mondo non fa altro che confondere ulteriormente le idee. La bacchetta di Harry Potter? In mano ad un’Elfa? L’evocazione del Marchio Nero proprio da colui che ha perso tutto a causa del Signore Oscuro?

Harry, Ron e Hermione assistono all’evocazione del Marchio Nero

Verrà tutto poi tristemente chiarito alla fine de Il calice di fuoco, con l’introduzione del Personaggio di Barty Crouch, Jr.


Il cimitero di Little Hangleton

Un fiotto di luce verde sgorgò dalla bacchetta di Voldemort mentre un fiotto di luce rossa esplodeva da quella di Harry: s’incontrarono a mezz’aria, e all’improvviso la bacchetta di Harry prese a vibrare come percorsa da una corrente elettrica; la mano gli si serrò attorno; nemmeno volendo l’avrebbe potuta lasciare… e un sottile raggio di luce ora univa le due bacchette, né rosso né verde, ma di un luminoso oro intenso. E Harry, seguendo il raggio con sguardo attonito, vide che anche le lunghe dita bianche di Voldemort stringevano una bacchetta che tremava e vibrava. 

Da Harry Potter e il Calice di fuoco, Capitolo 34, Prior Incantatio

Eccoci: il Signore Oscuro è risorto, ha di nuovo i suoi poteri e non aspetta un minuto di più per fare i conti con colui che lo ha sconfitto quando era appena un neonato. Eppure, sappiamo tutti che Voldemort finisce sempre per peccare di superficialità: non si sforza di conoscere Harry, non sa che le loro bacchette condividono lo stesso core.

E così, le loro bacchette si uniscono e Harry riesce a sfruttare la sorpresa di Voldemort per far forza sul “proprio lato” del filo dorato. Come risultato, viene evocato l’Incanto Reverso e la bacchetta di Voldemort comincia a letteralmente sputare fuori gli ultimi incantesimi da lui evocati. L’omicidio di Cedric, il custode della villa dei Riddle e, infine, Lily e James in persona – o meglio in fantasma.

Lily e James al fianco di Harry durante l’Incanto Reverso

Alla fine, Lily, James e Cedric riescono a dare a Harry abbastanza tempo per tornare indietro e riportare il corpo del giovane ucciso da Voldemort.


Perché è successo?

«Proprio così» rispose Silente. «La bacchetta di Harry e quella di Voldemort hanno la stessa anima. Entrambe contengono una piuma della coda della stessa fenice. Di questa fenice, in effetti» aggiunse, indicando l’uccello oro e scarlatto appollaiato tranquillo sul ginocchio di Harry.  […]

«E che cosa succede quando una bacchetta incontra sua sorella?» chiese Sirius.

«Non funzionano correttamente l’una contro l’altra» rispose Silente. «E se i loro proprietari costringono le bacchette a scontrarsi… si verifica un effetto molto raro. 

«Una delle bacchette costringe l’altra a emettere gli incantesimi che ha operato — al contrario. Prima il più recente… e poi quelli che l’hanno preceduto…»

Da Harry Potter e il Calice di fuoco, Capitolo 36, Le strade si dividono

Le spiegazioni di Silente sono sempre quelle che ci hanno fatto esclamare un grande. “Aaaaah!”. L’incontro di due bacchette con gli stessi nuclei non consente a due potenziali avversari di scontrarsi propriamente, come accade nel caso di Voldemort e di Harry.

Dopo tempo, Voldemort riesce a capire che finché userà la propria bacchetta di tasso e finché Harry avrà la propria di agrifoglio, entrambe con il nucleo di piuma della fenice Fanny, non potrà uccidere il suo nemico.

Tra i due, si instaura un legame talmente potente che non basterà utilizzare un’altra bacchetta, come quella di Lucius Malfoy. Questa sarà distrutta da un ennesimo Prior Incantatio evocato dalla bacchetta di Harry, che ormai riconosce la magia di Voldemort e non più il solo nucelo.

Lo scontro tra la bacchetta di Lucius e la bacchetta di Harry

La ricerca dei doni

«E se invece Silente voleva che noi capissimo il simbolo in tempo per prendere la Bacchetta?»

«E se scoprire il significato del simbolo ti avesse reso ‘degno’ di prendere i Doni?»

«Harry, se quella è davvero la Bacchetta di Sambuco, come cavolo facciamo a battere Tu-Sai-Chi?»

Da Harry Potter e I doni della Morte, Capitolo 25, Villa Conchiglia

Alla fine, il Prior Incantatio conduce Voldemort sulla via dei Doni della Morte: alla ricerca di un modo per aggirare la connessione dei nuclei, il signore Oscuro si mette alla ricerca della Bacchetta di Sambuco.

Una volta rubata dalla tomba di Silente, la usa per tentare di uccidere Harry nella foresta (se volte sapere come mai non sia morto, leggete qui). A quel punto però, Harry aveva già disarmato il nuovo proprietario della bacchetta, Draco Malfoy, che a sua volta aveva disarmato Silente prima della sua morte.

Complice la presunzione di Voldemort, che sottostima ciò che non è in grado di capire, sappiamo tutti come è andata poi a finire la storia: la bacchetta di sambuco non ha potuto uccidere il legittimo proprietario, Harry stesso.

Lo scontro finale

Anche se abbiamo letto e riletto mille volte la saga, speriamo di avervi dato un nuovo punto di vista da cui seguire lo svolgersi degli eventi, il punto di vista di un incantesimo in apparenza banale, ma fondamentale.

Se volete saperne di più sulle bacchette che hanno fatto la storia dei Serpeverde, consultate questo articolo su Wizarding World!

Grazie per essere rimasti con noi!

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