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Perché Ron nei film sembra così stupido?

1 Marzo 2024 gian-sarl 5 min read

Perché Ron nei film sembra così stupido?

1 Marzo 2024 Newt 5 min read

Chi ha letto con attenzione i sette libri della saga di Harry Potter avrà sicuramente notato che uno dei personaggi principali è totalmente diverso dalla sua trasposizione cinematografica. Parliamo di Ron Weasley, che in una classifica dei personaggi più “stravolti” nei film sarebbe forse secondo solo alla sorella Ginny.

Cerchiamo di capire le ragioni di un cambiamento così epocale in un personaggio così importante per la saga, partendo dall’inizio. Vedremo che la cosa non è “colpa” di Rupert Grint, anzi probabilmente una sua abilità gli si è ritorta contro.

L’inizio della fine: la scena del Tranello del Diavolo

Il primo film è l’unico in cui il personaggio di Ron è simile a quello che incontriamo nei libri. Nel treno fornisce a Harry importanti spiegazioni su Hogwarts, che a sua volta aveva appreso dai genitori o dai fratelli maggiori. Lo vediamo anche vincere un’importantissima partita a scacchi, una delle prove necessarie a raggiungere la Pietra Filosofale. Non dimentichiamo poi il discorso motivazionale a Harry alla fine della prova stessa.

Eppure, proprio qui l’inizio della fine può già essere rintracciato, almeno secondo una teoria a opera di Quinn Curio su Youtube. Approfondendo le già citate prove da superare per raggiungere la Pietra Filosofale, notiamo come esse siano state superate grazie al lavoro di squadra dei componenti del Golden Trio, che nonostante la loro giovanissima età (ne abbiamo parlato qui) riescono a far risaltare di volta in volta le loro qualità. Cosa c’entra questo con il Ron dei film? Nulla, almeno all’apparenza.

Pensateci un attimo: se Ron vince la partita a scacchi e Harry supera la prova delle chiavi volanti del professor Vitious, dov’è che Hermione si mette in luce? Ebbene sì, nell’indovinello delle pozioni di Piton. Essendo stato quest’ultimo cancellato nella versione definitiva del film, Hermione sarebbe dovuta “risplendere” in un’altra prova. Così, è stato “aumentato” il suo contributo in quella del Tranello del Diavolo!

Nel libro è infatti Ron a suggerire a Hermione di usare un incantesimo, con quel suo “Sei una strega o no?” che riassume l’intero suo personaggio. Il suo ragionare “da mago” è una cosa che agli altri due non riesce in modo naturale, avendo scoperto questo mondo meno di un anno prima. Tale cambiamento sembra essere stato deciso quando il film era già in produzione, dato che Hagrid afferma che Piton è uno degli insegnanti che proteggono la Pietra, ma poi non vediamo prova delle pozioni.

Probabilmente, però, proprio la bravura di Rupert Grint in quella scena e la sua abilità nelle facce “buffe” hanno fatto sì che, paradossalmente, Columbus e i suoi successori puntassero tanto su questo tipo di scene. Bisogna anche dire, se vogliamo trovare un’attenuante, che la serie dei libri era in produzione. È poi ne L’Ordine della Fenice, uscito nel 2003, durante le riprese del terzo film, che Ron subisce la crescita caratteriale più vistosa.


Le scelte di Steve Kloves

Certamente una singola scena non può giustificare tutto ciò che è avvenuto dopo. Le scelte di sceneggiatura di Steve Kloves sono sembrate sempre più orientate a valorizzare il personaggio di Hermione, forse anche per la presenza scenica di Emma Watson man mano che lei cresceva. Ciò ha anche fatto emergere Hermione come “perfetta”, cosa che non è nei libri. Spesso ci ha anche fatto sottovalutare Harry stesso (ma questo è un altro discorso e ne abbiamo parlato qui).

Inoltre, lui pensava che alla fine Hermione si sarebbe fidanzata con Harry e ha continuato a ricalcare questa coppia anche quando era evidente che non si potesse più formare, tenendo fuori Ron dai discorsi finali sugli Horcrux nel sesto film e “inventando” la scena del ballo nella tenda (potete trovare qui la spiegazione della Rowling a riguardo).


I migliori momenti di Ron “cancellati”

Risulta davvero difficile dare un senso ai cambiamenti del secondo e terzo film che vedono frasi di Ron “passate” a Hermione. Basta pensare alla spiegazione sui Mezzosangue/Sanguemarcio. Oppure al fatto che parlare ai serpenti non sia visto di buon occhio. O, ancora, al fatto che Sirius sarebbe dovuto passare sul suo corpo prima di far male a Harry. La cosa che assume anche più valore vista la gamba rotta. L’unica ragione può soltanto essere quella, appunto, di far apparire Hermione sullo schermo.

Ancora più inspiegabile, apparentemente, è la risposta che Ron dà a Piton durante la lezione di Difesa contro le Arti Oscure che lo vede supplente (quella della pagina 394, per intenderci). Severus toglie punti a Grifondoro perché Hermione è un’ “insopportabile so-tutto-io”. Ebbene, Ron nel libro non dice “beh, non ha tutti i torti”, ma prende le parti di Hermione beccandosi anche una punizione e una vera e propria minaccia da Piton.

“Lei ci ha fatto una domanda e Hermione sa la risposta! Perché lo chiede, se poi non vuole ascoltarla?”

Prigioniero di Azkaban, capitolo 9

Le ragioni di quest’ultimo cambiamento possono forse essere trovate nella “necessità” di aggiungere un litigio Ron-Hermione avendo ridotto all’osso la questione Crosta-Grattastinchi, ma lì Ron aveva pienamente ragione (dal suo punto di vista) ad arrabbiarsi, e il Ron dei libri non avrebbe mai risposto così a Piton dopo che lui ha sottratto punti alla sua casa.


La cancellazione del Quidditch nel quinto film

Per ridurre al minimo un libro di 850 pagine, nel film de L’Ordine della Fenice sono state cancellate tante scene molto importanti. Una delle scelte più dolorose è stata quella di rinunciare alla stagione di Quidditch, che pure era presente nelle prime versioni della sceneggiatura a opera di Michael Goldenberg. Essa, però, era troppo importante per Ron, anche per la canzone “Perché Weasley è il nostro re”, cantata prima dai Serpeverde come scherno e poi dai Grifondoro come coro di esaltazione.

Ron è forse il personaggio che subisce il cambiamento maggiore dopo Neville. La vittoria di quella Coppa del Quidditch da assoluto protagonista è uno dei momenti chiave per il ritrovamento di un’autostima che gli è sempre mancata. Sappiamo bene, infatti, quanto abbia sofferto il confronto con i fratelli e con Harry. Inoltre, era uno dei suoi desideri nello Specchio delle Brame.


I lunghi dialoghi dei libri

Bisogna dire che per una perfetta trasposizione di Ron nei film c’era anche un problema puramente logistico. Per far risaltare le sue conoscenze, c’era bisogno di dialoghi molto lunghi. Si è preferito, nei film, dare più spazio all’azione. Pensate ad esempio all’infiltrazione nel Ministero della Magia nel settimo libro. Ne I Doni della Morte: parte 1 sembra tutto improvvisato. In realtà le conoscenze di Ron sull’organigramma del Ministero sono state utilissime per studiare il piano.

A questo proposito, fa molta rabbia una scena del quarto film registrata e poi non inclusa nel montaggio finale. In essa si commenta la morte di Barty Crouch Sr., sebbene avvenga in maniera diversa dal libro. Ron che immagina i risvolti tragici che essa può comportare e trae interessanti conclusioni.

Trovate la scena al minuto 8:27

È probabile che conosciate altre ragioni per questo cambiamento così epocale del personaggio di Ron. In tal caso, vi aspettiamo nei commenti!

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