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I peggiori difetti del film del Principe Mezzosangue

19 Febbraio 2021 gian-sarl 8 min read

I peggiori difetti del film del Principe Mezzosangue

19 Febbraio 2021 Newt 8 min read

Il Principe Mezzosangue è spesso in fondo alle classifiche di gradimento dei fan. Sono tante le critiche che sono state mosse a David Yates e al suo team per la produzione del sesto film: le scene inventate, il troppo spazio dedicato alle storie d’amore tra i ragazzi e la mancanza di alcuni passaggi fondamentali del libro.

Cerchiamo quindi di capire davvero cosa è andato storto nel sesto film, dato che i difetti, purtroppo, non si limitano alla famosa scena dell’attacco alla Tana.

Il mistero del Principe Mezzosangue e il rapporto simbiotico di Harry con il libro

Iniziamo dall’oggetto che dà il titolo al sesto libro, ossia la copia di Pozioni Avanzate di “proprietà del Principe Mezzosangue“, come recita la sua quarta di copertina. Harry si affeziona particolarmente a questo libro, nonostante esso si riveli via via più pericoloso. Hermione, infatti, aveva destato le sue preoccupazioni fin dall’inizio. Il Sectumsempra che Harry usa su Malfoy è solo il più potente di tanti incantesimi che aveva imparato da quel libro. Nel film questo libro appare soltanto tre volte, mentre nella controparte cartacea la parola “Principe” compare ben 66 volte (fonte: Potterpedia).

Dunque la frase di Ginny “Harry, te ne devi disfare” sembra non avere senso, dato che quasi ci dimentichiamo di quell’oggetto nel corso del film. In realtà è una frase carica di significato, perché la stessa Ginny quattro anni prima si era pericolosamente affezionata a un oggetto simile (il diario di Tom Riddle) fino a riversare dentro di esso la sua anima. Oltre a questo, tutto il mistero che c’è dietro al nome (i ragionamenti di Harry, i sospetti che possa essere il padre, Hermione che teme si tratti di un Mangiamorte, la spiegazione finale), viene eliminato.

Il testo di Pozioni Avanzate di proprietà del Principe Mezzosangue

Il passato di Voldemort

L’eliminazione della maggior parte dei ricordi di Voldemort è imperdonabile. Conoscere il passato di Tom Riddle è fondamentale per sconfiggerlo ed è proprio Silente a dirlo:

“Signore… è importante sapere tutte queste cose del passato di Voldemort?”. “Lo reputo molto importante” rispose Silente. “E ha… ha qualcosa a che fare con la profezia?”. “Ha tutto a che fare con la profezia.”

Principe Mezzosangue, Capitolo 10

Non caratterizzare l’antagonista principale della storia costituisce già di per sé un’enorme mancanza. Il tutto viene aggravato dal fatto che Voldemort verrà sconfitto proprio per la sua incapacità di capire i sentimenti umani. Aveva provato a sfruttare l’incantesimo di protezione di Lily risorgendo con il sangue di Harry, motivo per il quale Harry non muore nella Foresta Proibita, come spieghiamo in questo articolo.

Tom Riddle non era in grado di capire quell’incantesimo, cieè la forza dell’amore, proprio perché frutto di un’unione senza amore. Un accenno alla tragica storia di Merope Gaunt era quindi necessario. A peggiorare la situazione, nel momento in cui Silente parla dell’anello di Orvoloson, dice erroneamente che era appartenuto alla madre di Voldemort.

Per di più, tagliando le altre storie (come quella di Hepzibah Smith) e i discorsi di Silente, Harry è stato lasciato senza alcun indizio riguardo gli altri Horcrux. Per compensare questo, nei Doni della Morte: Parte 2 si è resa necessaria una forzatura: la capacità di Harry di percepire i pensieri di Voldemort aumenta esponenzialmente nel film. Cosicché, ad esempio, lui non solo vede il Signore Oscuro a Hogwarts, ma vede anche la Torre di Corvonero e il fantasma di Priscilla.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue: Tom Riddle adolescente

La storia di Tonks e il Patronus che cambia

Ora veniamo a un altro difetto le cui conseguenze si trascinano fino ai Doni della Morte: Parte 2. Nel Principe Mezzosangue scopriamo che il Patronus di Ninfadora Tonks, in origine una lepre, è cambiato diventando un lupo. La ragione sta nell’amore che prova per Remus Lupin, al quale sono quindi legati i suoi ricordi positivi. Questa questione dei Patroni che possono cambiare è di importanza fondamentale per comprendere uno dei momenti più toccanti di tutta la saga. Quando Piton evoca il suo Patronus in modo che Silente gli rinnovi la fiducia in lui, il Preside non è stupito per il fatto che il Patronus sia una cerva, ma per il fatto che sia ancora una cerva. Dopo tutto questo tempo, ovvero a 16 anni dalla morte di lei, gli unici ricordi felici di Piton sono legati sempre e soltanto a Lily.

Questi ultimi due difetti hanno l’aggravante della data di uscita del film, che segue di due anni quella dell’ultimo libro. Dunque si era già a conoscenza di quali sarebbero stati gli eventi importanti per capire ciò che accade nei Doni della Morte. Per fare un esempio, non possiamo incolpare Cuarón, o i suoi sceneggiatori, di non aver inserito la scena dell’Avvincino, perché non si sapeva dell’importanza che avrebbe avuto. Nel caso del sesto film, invece, la saga letteraria si era già conclusa.

Silente osserva la cerva d'argento evocata da Piton

Le storie d’amore

L’amore, inteso in senso carnale tra due persone, è uno dei temi principali del Principe Mezzosangue. Anche nel libro i protagonisti, ormai sedicenni, vivono le loro storie d’amore adolescenziali. Quindi ci sta che nel film venga dato spazio a questo aspetto. La trama può essere di tanto in tanto alleggerita dalle storielle tra i ragazzi, che possono far appassionare un pubblico più giovane o che non ha letto i libri. Ciò che ci sta un po’ di meno è che queste finiscono per diventare la vera trama e non qualcosa che fa da sfondo. È inaccettabile, invece, il modo in cui essere vengano narrate, diventando a tratti quasi un teen-drama. La scena tra Harry e la ragazza della metropolitana, ad esempio, non aggiunge nulla alla storia, a differenza di altre storie presenti nel libro.

Nel film scompaiono le relazioni più profonde e piene di significato, cioè quelle tra Bill e Fleur e tra Remus e Tonks, alla quale abbiamo già accennato prima. Quando Fenrir Greyback ferisce Bill e Fleur non rinuncia al matrimonio nonostante i tratti deformati del fidanzato, Molly Weasley capisce che si tratta di amore puro e accetta finalmente Fleur nella sua famiglia. Di conseguenza, Remus capisce che deve sposare Tonks nonostante la sua condizione di lupo mannaro. La Rowling qui ci ha insegnato che si può “amare un mostro”. Dunque, ci sta dare spazio alle storie d’amore, ma bisogna dar loro un senso, cosa non è stata fatta neanche con le storie adolescenziali dei protagonisti, come vedremo tra poco.

Remus e Tonks

Il triangolo Ron-Hermione-Lavanda

Su questa storia c’è poco da dire, anche se l’inizio della storia tra Ron e Lavanda è dovuto al fatto che Hermione ha confessato di aver baciato Krum, e allora Ron ha iniziato la sua relazione per “ripicca”. Nella scena dell’infermeria e dai discorsi di Ron e Harry nel dormitorio, però, è chiaro che Ron nutre forti sentimenti verso Hermione. D’altro canto, è palese come Hermione vada dietro a Cormac McLaggen soltanto per far ingelosire Ron. L’unico dettaglio che manca è che Hermione aveva preso in considerazione persino Zacharias Smith. Tutto sommato, questo triangolo è stato narrato bene, ma una domanda è lecita: Lavanda meritava davvero tutto questo spazio?

Harry Potter e il Principe Mezzosangue: Ron e Lavanda

La relazione tra Harry e Ginny e il ruolo di Ron

In tanti hanno puntato il dito verso il personaggio di Ginny, che nei film sembra l’opposto di quella che conosciamo nei libri. Se nel quinto film Ginny aveva avuto i suoi momenti di gloria (l’evocazione del Patronus, con annessi complimenti di Harry, e il Reducto nell’Ufficio Misteri), qui l’evoluzione del suo personaggio non ha avuto continuità. La relazione con Harry, poi, è stata completamente stravolta. Ma ciò che forse è ancora peggiore è il ruolo di Ron nell’intera vicenda. Partiamo dall’inizio. Torniamo quindi all’anno precedente, precisamente a quando Ron apprende la notizia che sua sorella esce con Michael Corner. Dopo aver urlato e sputato la Burrobirra che stava bevendo, ha chiesto maggiori informazioni a Hermione e poi ha rivelato il vero motivo della sua gelosia:

“Ma” continuò Ron, seguendola lungo una fila di penne infilate in calamai di rame, “io credevo che a Ginny piacesse Harry!

Ordine della Fenice, Capitolo 17

Questo rende la scena dei biscotti in cui Ron si frappone tra Harry e Ginny completamente priva di senso e fuori dal suo personaggio. Ron esprimeva il suo disappunto per ogni ragazzo che osasse avvicinarsi a Ginny (Michael Corner, Dean Thomas) perché sperava che sua sorella si fidanzasse con Harry, che a sua volta sarebbe entrato definitivamente a far parte della sua famiglia. Ricordiamo anche che Ron non vedeva di buon occhio neanche Cho Chang. La criticava persino in sua presenza lanciando frecciate alla sua squadra di Quidditch del cuore (i Tutshill Tornados).

Nel film, poi, sembra che a frenare Harry e Ginny ogni qualvolta provano a baciarsi siano degli ostacoli “esterni”. Nel libro non è così. Harry è tormentato perché teme di fare un torto a Ron. Ora, sappiamo che la scena del bacio è parecchio discutibile (è un momento pieno di passione, mentre nel film sembra etereo, quasi come se Harry stesse sognando). Il peggio è però ciò che viene dopo. Nel film, Harry mente di fronte a un geloso Ron riguardo l’accaduto. Nel libro, invece, la sua approvazione della relazione, dopo lo spavento iniziale, fortifica e mette il suggello definitivo sull’amicizia tra lui e Harry.

Principe Mezzosangue: a differenza che nel libro, Harry mente a Ron sulla relazione con Ginny

Il clima di guerra presente nel sesto libro

La scena all’inizio del Principe Mezzosangue, anche se è anacronistica (la costruzione del Millennium Bridge di Londra risale al 2000, mentre il sesto libro è ambientato nel 1996), è di grande impatto ed è evocativa perché ci fa capire che anche il mondo dei Babbani è in pericolo. Idealmente, questa scena sostituisce il lungo discorso di presentazione del nuovo Ministro della Magia Rufus Scrimgeour al Primo Ministro. Effettivamente, quella scena avrebbe occupato troppo tempo. Il fatto che lo stesso Scrimgeour non compare per tutto il film, però, è inaccettabile. Il suo impegno nel “reclutare” Harry come immagine della lotta al Signore Oscuro, come simbolo di una speranza che in quel momento serve come il pane al Mondo Magico, fotografa perfettamente il momento. In questo senso, è assurdo tagliare la sua visita alla Tana nelle feste natalizie.

Non basta il discorso di Silente a inizio anno, se poi durante il film ci dimentichiamo di quello che sta accadendo, mentre nel libro continuano ad arrivare notizie agghiaccianti sulla Gazzetta del Profeta. Olivander scompare nel nulla, Amelia Bones e la madre di Hannah Abbott muoiono, le sorelle Montgomery abbandonano Hogwarts dopo l’aggressione di Greyback al loro fratellino di cinque anni.

Nel quinto film Yates aveva fatto un gran lavoro nel rappresentare la situazione politica, con il Ministero che chiudeva un occhio di fronte al ritorno di Voldemort, qui invece la situazione di guerra aperta non traspare se non in pochi momenti. Anzi, per compensare la mancanza di queste notizie, oltre alla totale mancanza di azione, è comparso dal nulla un attacco dei Mangiamorte alla Tana ed è stata eliminata la già citata visita di Scrimgeour. Si poteva rendere in maniera più scenica, magari con Harry e Ginny che vengono interrotti da questo arrivo improvviso. Sarebbe stata una modifica accettabile, che non avrebbe cambiato la storia, come invece è stato fatto. Noi, comunque, a spiegare quella scena ci abbiamo provato: trovate la nostra interpretazione in quest’articolo.

Harry Potter il Principe Mezzosangue: Millennium Bridge, Londra

Daniel Radcliffe, per sua stessa ammissione, non è stato all’altezza

In quest’articolo abbiamo parlato di come Daniel abbia ammesso di non aver apprezzato la sua stessa performance nel Principe Mezzosangue. Nel quinto film aveva rappresentato alla perfezione la crisi adolescenziale che attraversava il suo personaggio. Si era calato così bene nella parte che i produttori hanno cancellato il suo urlo alla morte di Sirius dato che era troppo spaventoso. In questo film ha fatto un evidente passo indietro, risultando troppo statico e monocorde. Al contrario, invece, Tom Felton ha compiuto un autentico capolavoro nell’interpretazione di Draco Malfoy. Ha rappresentato i suoi tormenti forse ancora meglio di come appaiono nel libro. Quelle scene sono tra le poche che salvano il film, ma ottimo è anche l’ingresso nel cast di Jim Broadbent nel ruolo di Lumacorno. Merita qualche parola anche il ritorno del Quidditch, clamorosamente ignorato nel quarto e nel quinto film.

Daniel Radcliffe

Alla luce di queste considerazioni, non stupisce come il sesto film sia uno dei meno amati della serie. E voi cosa ne pensate, vi piace il sesto film? O, peggio, avete riscontrato altri difetti? Vi aspettiamo nei commenti!

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