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Alla scoperta della Sala comune di Tassorosso

3 Febbraio 2019 gian-tucc 3 min read

Alla scoperta della Sala comune di Tassorosso

3 Febbraio 2019 Neville 3 min read

Quella dei Tassorosso è l’unica Sala comune che Harry non visita nel corso delle sue avventure. È per questo che la Rowling le ha dedicato uno scritto speciale…


Durante le vicende di Harry Potter, abbiamo visitato, ovviamente, la Sala comune di Grifondoro, quindi quella di Serpeverde e, infine, anche quella di Corvonero. Non sappiamo nulla, tuttavia, della Sala comune di Tassorosso. Ecco come si è espressa in merito la Rowling:

Quando ho pianificato la saga per la prima volta, avevo progettato di far visitare a Harry tutte e quattro le Sale comuni durante la sua permanenza a Hogwarts. Arrivò un momento in cui mi resi conto che non ci sarebbe mai stata una ragione valida per farlo entrare nella Sala dei Tassorosso. Tuttavia, per me questa è tanto reale quanto le altre tre, e ho sempre saputo esattamente dove stavano andando i Tassorosso quando, dopo le lezioni, si dirigevano verso le cucine.


L’entrata alla Sala comune di Tassorosso si trova nello stesso corridoio da cui si accede alle cucine di Hogwarts. Procedendo oltre la grande natura morta che costituisce l’ingresso di queste ultime, ci si trova di fronte a una grande catasta di botti in un’oscura cavità di pietra sul lato destro del corridoio. La seconda botte dal basso, al centro della seconda fila, si aprirà se toccata al ritmo di “Tosca Tassorosso”. Quanto invece al sistema di sicurezza per proteggere i Tassorosso, se si tocca la botte sbagliata o se si picchietta un numero errato di volte, il coperchio di una delle altre botti viene via, sommergendo l’intruso di aceto.


Una breve parentesi. Si potrebbe affermare che le caratteristiche dell’ingresso alle Sale comuni offra un’idea – seppur molto approssimativa – della reputazione intellettuale di ciascuna casa: Tassorosso ha un portale che non cambia e che richiede di saper portare il ritmo; sia Grifondoro che Serpeverde hanno porte che sfidano chiunque le voglia oltrepassare (i Grifondoro hanno un guardiano capriccioso e parole d’ordine che variano frequentemente; i Serpeverde hanno un ingresso quasi invisibile e una parola d’ordine mutevole). In linea con la sua reputazione di Casa delle menti più dotate di Hogwarts, Corvonero richiede a chiunque voglia entrare nella Sala comune di superare una sfida intellettuale o filosofica.

Tuttavia, da ciò non si deve concludere che i Tassorosso siano delle incapaci teste di legno, benché a volte siano stati crudelmente considerati tali. Dalla casa dei Tassorosso, nel corso dei secoli, sono emerse diverse menti eccezionali; a questi abili cervelli si sono affiancate fenomenali doti di pazienza, una forte etica del lavoro e il valore della costanza, tutte caratteristiche tradizionalmente appartenenti ai Tassorosso.


Tornando alla Sala comune di Tassorosso: dentro la botte, un cunicolo terroso in pendenza sale verso l’alto, sino a quando non dà l’accesso a una sala accogliente, rotonda e dal soffitto basso, che ricorda la tana di un tasso. L’ambiente è decorato con colori allegri, come il giallo e il nero (i colori dell’ape), enfatizzati dal legno lucido e dal color miele dei tavoli e delle porte rotonde che conducono ai dormitori dei ragazzi e delle ragazze (arredati con letti di legno, tutti ricoperti da trapunte patchwork).


Una variopinta miriade di piante e fiori sembra contraddistinguere l’atmosfera della Sala comune di Tassorosso: sulle mensole di legno circolari (curve per adattarsi alle pareti) poggiano vari cactus, molti dei quali si agitano e ballano di fronte ai passanti, mentre dai portavasi di rame che pendono dal soffitto penzolano ciuffi di felci ed edera che ti spazzolano i capelli quando ci passi sotto.


Un ritratto sopra la mensola del caminetto in legno (decorata con tassi danzanti intagliati) mostra Tosca Tassorosso, uno dei quattro fondatori della Scuola di Hogwarts, che brinda ai suoi studenti, porgendo una piccola coppa dorata a due manici… Le piccole finestre rotonde, situate allo stesso livello del terreno ai piedi del castello, offrono una piacevole vista su una spianata di erba increspata e denti di leone e, occasionalmente, sui piedi dei passanti. Nonostante la bassezza delle finestre, si ha la sensazione che la stanza sia perennemente soleggiata.


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