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Remus e Harry: un rapporto più profondo di quello tra professore e alunno

27 Settembre 2021 gian-sarl 7 min read

Remus e Harry: un rapporto più profondo di quello tra professore e alunno

27 Settembre 2021 Newt 7 min read

Tra Harry e il professor Remus Lupin, suo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, si è instaurato un rapporto profondo che va molto al di là di quello tra un professore e uno studente, anche se non è mancata una terribile discussione in cui per poco i due non sono venuti alle mani.

Da questo abbiamo potuto imparare davvero tanto su come può evolvere il rapporto tra un adulto e un ragazzo, su come può diventare alla pari o persino rovesciarsi.

Il periodo di insegnamento: Harry non era uno studente qualunque

Al suo terzo anno, Harry incontra quello che sarà da lui definito come il miglior insegnante di Difesa contro le Arti Oscure che abbia mai avuto: Remus Lupin. Si trattava di un insegnante bravo e gentile con gli studenti, che cercava di instaurare da subito un rapporto amichevole con loro (è uno dei pochi a chiamare i suoi studenti per il nome di battesimo) ma senza mai perdere la sua serietà e dimostrando grandi capacità didattiche.

Remus nutriva per Harry nutriva un affetto particolare. Non ha però mai fatto dei veri e propri favoritismi. Certo, ha augurato a Harry di vincere la sua partita di Quidditch, ma dopotutto Grifondoro era stata la sua Casa.

Era però inevitabilmente il suo studente preferito per una serie di motivi. Prima di tutto, Harry era il figlio di uno dei suoi migliori amici, James Potter. C’è poi da dire che i Dissennatori vedevano in Harry la loro vittima preferita, proprio per il suo passato tormentato (o, secondo un’affascinante teoria, perché aveva due anime). Lupin, inoltre, credendo che Sirius Black voleva uccidere Harry per ordine di Voldemort, ha cercato in tutti i modi di proteggerlo.

Remus si è quindi offerto di aiutare Harry in prima persona a combattere i Dissennatori e, dunque, a vincere tutte le sue paure. Dal canto suo, Harry si è fidato fin da subito di Remus, anche perché era una delle poche persone a non aver paura di pronunciare il nome di Voldemort ad alta voce.


Le lezioni private

Remus Lupin è stato forse il professore che ha insegnato più cose utili a Harry, dato che nelle loro lezioni private è riuscito a fargli evocare un Patronus corporeo alla tenera età di 13 anni (si tratta di una magia di livello M.A.G.O. che crea problemi anche a molti adulti).

Ci sono tanti episodi all’interno della saga in cui Harry se l’è cavata per la fortuna o per aiuti esterni, ma in quell’occasione ha dimostrato davvero di saperci fare, dimostrando grande coraggio e forza morale respingendo un centinaio di Dissennatori in una volta.

Harry vedeva quindi in Lupin un esempio di coraggio e di determinazione, a maggior ragione dopo aver scoperto il suo terribile segreto: quello di essere un lupo mannaro. Remus era andato avanti per la sua strada nonostante una condizione di emarginato. I due non hanno però passato molto tempo insieme dato il licenziamento forzato del professore a causa delle informazioni sulla sua natura di lupo mannaro rivelate dal suo collega Severus Piton.


L’Ordine della Fenice

Il rapporto tra i due è proseguito quando si sono ritrovati a combattere fianco a fianco per l’Ordine della Fenice, società segreta fondata da Albus Silente durante la prima guerra magica con lo scopo di combattere Voldemort, riformata in occasione della rinascita del Signore Oscuro. La distanza tra i due inizia ad assottigliarsi e si è più vicini a un rapporto “alla pari” rispetto a due anni prima.

Durante il sesto anno di Harry, il ragazzo inizia a dare del tu al suo ex professore (almeno nelle traduzioni italiane) quando i due discutono su Severus Piton e sulla sua posizione controversa.

“Ma Silente può sbagliare” ribatté Harry. “Lo dice anche lui. E a te…” Guardò Lupin dritto negli occhi “…sinceramente, a te piace Piton?”

Principe Mezzosangue, Capitolo 16

Il litigio

All’inizio del settimo libro accade qualcosa di totalmente inatteso, soprattutto per quanto detto finora: Harry litiga pesantemente con il suo ex professore.

Durante il litigio, Harry pronuncia una frase ad effetto che può essere interpretata in vari modi:

“Credo che tu ti senta un po’ uno scavezzacollo” proseguì Harry. “Ti è venuta voglia di prendere il posto di Sirius…”

Doni della Morte, Capitolo 11

Harry probabilmente intendeva che Remus, data la sua condizione (Tonks era incinta) non poteva permettersi di fare la vita di Sirius e restare nascosto. Non c’è dubbio, però, sul fatto che Harry alludeva anche all’affetto che provava per Sirius. Nessuno, nonostante il bene che voleva a Remus, poteva sostituire il padrino nel suo cuore.

I due arrivano persino a darsele di santa ragione, finché non intervengono Ron e Hermione. I motivi per cui Harry ha reagito in maniera così spropositata possono essere molteplici e forse ognuno di essi è giusto in parte. Proviamo quindi ad analizzare la situazione.


Le ragioni della reazione di Harry

Prima di tutto, come stesso lui spiega, qualunque genitore dovrebbe pensare prima di tutto al bene dei propri figli e non era giusto che Lupin continuasse a “nascondersi” dietro la sua malattia.

Inoltre, Silente aveva esplicitamente comunicato a Harry che nessun altro, oltre a Ron e Hermione, doveva conoscere il segreto degli Horcrux. A tal proposito ricordiamo che Harry aveva taciuto persino di fronte alla professoressa McGranitt, da poco divenuta Preside di Hogwarts. Harry era rimasto l’uomo di Silente anche e soprattutto dopo la sua morte e non l’avrebbe mai tradito.

C’è da dire inoltre che, con la morte di Silente, era scattato un clic nella mente di Harry, che aveva ormai capito che non avrebbe avuto più nessun “protettore” e che la faccenda riguardava soltanto lui e Voldemort.

E Harry, seduto sotto il sole caldo, vide con estrema chiarezza come coloro che gli avevano voluto bene si erano messi, uno alla volta, davanti a lui per proteggerlo: sua madre, suo padre, il suo padrino, e infine Silente; ma ormai era finita. Non poteva permettere a nessun altro di porsi fra lui e Voldemort.

Principe Mezzosangue, Capitolo 30

Tutto ciò venne poi acuito dalla morte di Malocchio Moody, con Harry che si rifiuta categoricamente di rischiare che altra gente muoia per lui, e accetta Ron e Hermione solo perché designati da Silente.

Per non mettere in pericolo altri innocenti, Harry non accetta neanche la compagnia di Ginny, che era appena diventata la sua ragazza, nella sua missione.

Lupin, a differenza della McGranitt e della stessa Ginny, ha insistito più e più volte, tanto da far perdere le staffe a Harry.

Probabilmente, però, nella mente di Harry è scattata anche la rabbia per la delusione verso un uomo che riteneva uno dei più forti e coraggiosi che avesse mai conosciuto e non avrebbe mai immaginato di dovergli dare una tale lezione. Una sorta di mito che decade, di un maestro che si scopre più umano di quanto Harry avesse immaginato.


La riappacificazione

Tramite quest’articolo di Wizarding World, la Rowling ci rivela i particolari del post-litigio:

Remus rispose con un’insolita violenza e uscì come una furia dalla casa, trovando rifugio in un angolo del Paiolo Magico, dove sedette bevendo e fumando. Tuttavia, dopo qualche ora di riflessione, Remus fu costretto ad accettare che il suo ex allievo gli aveva dato una validissima lezione. James e Lily, Remus rifletté, erano rimasto con Harry anche nella loro stessa morte. I suoi stessi genitori, Lyall e Hope, avevano sacrificato la loro pace e sicurezza per tenere la famiglia unita. Amaramente vergognato, Remus lasciò la locanda e ritornò dalla moglie, dove lui pregò per il suo perdono e le assicurò che, qualunque cosa potesse succedere, non l’avrebbe lasciata di nuovo. Per il resto della gravidanza di Tonks, Remus respinse le missioni per l’Ordine della Fenice e fece sì che la sua priorità sarebbe stata la protezione della moglie e del nascituro.

Wizarding World

Sembra quasi paradossale, ma qui è stato Harry a dare una lezione a Lupin, non il contrario, tramite una sfuriata che ha superato di gran lunga tutte le ramanzine (messe insieme) che Remus aveva dato al suo studente ai tempi della scuola.

C’è dell’altro: Harry si era preoccupato per Remus e ha voluto proteggere quella che stava diventando la sua famiglia. Un rapporto che, per un attimo, si è completamente rovesciato.

Lupin, però, con grande umiltà, ha accettato la lezione, nonostante essa provenisse da un mago di vent’anni più giovane di lui. Forse, però, è proprio per questo che ha capito la gravità del suo errore.

Il resto lo ritroviamo tra le pagine del settimo libro, con Harry che conoscerà il figlio di Remus, a cui farà da padrino, chiudendo il cerchio con la storia tra lui e Sirius, dato che il povero Teddy resterà orfano.


Abbiamo bisogno dei più giovani

Tutto ciò ci porta a una riflessione. Quanto possiamo imparare da chi è più giovane di noi? Probabilmente tanto, più di quanto possiamo immaginare. È il classico caso dell’allievo che batte il maestro, dato che quell’allievo è diventato talmente forte da non aver più bisogno del maestro.

Non dovrebbe esserci nulla di vergognoso, dato che anche l’adulto (o il maestro) è un umano e magari è stato proprio lui a rendere quel giovane così forte. Dovremmo ragionare come Lupin al Paiolo Magico, nel momento in cui ha capito che Harry aveva ragione.

Questo concetto è stato espresso alla perfezione da Stefano Bartezzaghi, curatore della criticatissima seconda traduzione dei libri di Harry Potter (qui però trovate un nostro articolo in difesa di essa). Nella quarta di copertina dell’edizione di Harry Potter e i Doni della Morte con la nuova traduzione si può leggere un pezzo della sua intervista a Vanity Fair che recita:

L’eredità di Harry Potter? L’idea che ci si possa opporre all’andare a rotoli del mondo, che si può essere forti a ogni età. E che non ci sono adulti tanto forti da non aver mai bisogno, o paura, di un ragazzino.

Stefano Bartezzaghi

Nella Nota alla nuova edizione, Bartezzaghi aggiunge che i protagonisti di J.K. Rowling “crescendo hanno visto gli adulti diventare, in prospettiva, meno grandi”. È proprio ciò che è successo in quel momento a Harry, che ha visto per la prima volta una mancanza di coraggio in Remus ed era incredulo dell’accaduto.


Abbiamo quindi visto come questi due personaggi, pur avendo ben vent’anni di differenza, hanno dato ciascuno dei due qualcosa all’altro. E voi cosa ne pensate? Ci sono altre ragioni per cui Harry ha reagito così di fronte a Remus?

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Newt
Newt

Ingegnere meccanico, 29 anni, Tassorosso.

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