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Origini dell’Anatema che Uccide

6 Ottobre 2020 davi-tarp 6 min read

Origini dell’Anatema che Uccide

6 Ottobre 2020 Sirius 6 min read

Pensando alla magia, spesso la prima cosa che salta alla mente sono incantesimi innocenti come la levitazione o il volo. L’universo di Harry Potter, però, ha fatto conoscere a noi fan gli aspetti più oscuri della magia, tra cui numerose maledizioni. L’Anatema che Uccide, in particolare, permette di uccidere all’istante il proprio avversario. In questo articolo approfondiamo proprio questa maledizione senza perdono. Trovate qui l’approfondimento su Imperio e qui quello su Crucio.

«Avada Kedavra!» ruggì Moody.
Ci furono un lampo di luce verde accecante e un rumore improvviso, come se un’entità enorme e invisibile galleggiasse nell’aria: il ragno si rovesciò sulla schiena all’istante, intatto ma inequivocabilmente morto. Parecchie ragazze lanciarono grida soffocate; Ron si era gettato all’indietro e quasi cadde dalla sedia quando il ragno scivolò verso di lui. Moody spazzò via il ragno morto dalla cattedra.
«Non è bello» disse tranquillamente. «Non è piacevole. E non c’è contromaledizione. Non c’è modo di fermarlo. Solo una persona, che si sappia, è mai sopravvissuta, e questa persona è seduta qui di fronte a me»

Harry Potter e il Calice di Fuoco – Capitolo 14

L’ultima maledizione senza perdono che Malocchio Moody (in realtà Barty Crouch Jr.) mostra agli studenti del quarto anno è proprio l’Anatema che Uccide. La freddezza e l’immediatezza con le quali il ragno “cavia” muore lascia tutti di stucco e senza respiro. In quel momento, Harry pensa e spera con tutto se stesso che la tragica morte dei suoi genitori sia stata altrettanto rapida e indolore.


Etimologia

Come affermato da J.K. Rowling in un’intervista all’Edinburgh Book Festival del 2004 (che trovate qui) le parole “Avada Kedavra” hanno un’origine ben precisa. Il termine aramaico אַבַדָא כְּדַברָא (“avada kedavra”) significa “che le cose siano distrutte”. La parola “kedavra” è molto simile al termine “cadavere” e deriva dal latino “cadere”. La formula stessa dell’Anatema che Uccide richiama quindi a un corpo morto che cade a terra. Pare che dal termine aramaico sopracitato derivi anche la formula magica “abracadabra”, utilizzata dai “finti maghi” babbani nei loro spettacoli di magia. Vediamo le parole esatte della Rowling a riguardo:

(…) Qualcuno sa da dove viene “Avada Kedavra”? Si tratta di un antico incantesimo in Aramaico, da cui deriva “abracadabra”, che significa “che le cose siano distrutte”. In origine era utilizzato per curare malattie e le “cose” erano proprio le malattie stesse, ma io decisi che la “cosa” doveva essere la persona di fronte a me (il mio avversario).


Le origini e la natura

Nel corso del Medioevo, maghi e streghe oscuri idearono la Maledizione Mortale (che solo anni dopo assunse il nome di “Anatema che Uccide”) come soluzione rapida e decisa per concludere un duello. Essa venne resa illegale nel 1717 insieme a Imperio e Crucio. Dall’anno della sua invenzione (non noto) fino ad oggi, il mago oscuro che più ha abusato dell’Anatema che Uccide è Lord Voldemort. Ne faceva un uso smodato specialmente fuori dai combattimenti, poiché freddare le vittime con Avada Kedavra gli provocava un piacere impagabile.

L‘elemento caratterizzante dell’Anatema che Uccide è un lampo di intensa luce verde e un frastuono quasi assordante: le ultime cose che la vittima vede e sente prima della morte. La natura della maledizione permette a essa di uccidere istantaneamente senza lasciare la minima traccia sul corpo dell’avversario. Quando l’Anatema che Uccide colpisce un oggetto inanimato genera comunque distruzione: da piccole fiamme dal colore verdastro a forti esplosioni.

Esistono oggetti in grado di bloccare l’Anatema che Uccide. Un esempio è la Fontana dei Magici Fratelli che si trova nel grande atrio del Ministero della Magia. In particolare, il Centauro (una delle cinque statue della fontana) animato da Albus Silente a difesa di Harry non riportò alcun danno dopo essere stato colpito dalla maledizione (scagliata da Voldemort).


Esecuzione e difesa

Barty Crouch Jr. (nelle vesti di Malocchio Moody) afferma che se tutti i suoi studenti del quarto anno avessero lanciato contemporaneamente Avada Kedavra contro di lui probabilmente ne sarebbe uscito illeso. Questo perché lanciare l’Anatema che Uccide (come qualsiasi delle tre maledizioni senza perdono) efficacemente richiede grandi abilità e poteri. Tre anni più tardi, Severus Piton spiegherà che un altro requisito fondamentale è avere freddezza e non esitare minimamente. Per questo motivo, possiamo ipotizzare che se Draco Malfoy avesse lanciato Avada Kedavra contro Silente, probabilmente non lo avrebbe ucciso, in quanto forzato.

Non esiste alcun incantesimo di difesa in grado di bloccare l’Anatema che Uccide. Come abbiamo scritto nella sezione precedente, esistono oggetti in grado di bloccare la maledizione e quindi per sopravvivere ci si potrebbe riparare dietro essi. Un’alternativa è tentare di schivare il “proiettile” di luce verde. Esistono creature in grado di resistere ad Avada Kedavra, per esempio la Fenice che è di fatto immortale poiché rinasce dalle proprie ceneri. Uno dei metodi più potenti per impedire che la vittima venga colpita da Avada Kedavra è la Protezione Sacrificale (o solamente “Protezione”).

La tecnica della Protezione consiste nel sacrificare il proprio corpo in un atto estremo di amore, ponendosi davanti alla vittima in sua difesa. Un esempio di ciò è il gesto dei genitori di Harry. James impedì all’Avada Kedavra di Voldemort di colpire a morte sua moglie e suo figlio, sacrificando sé stesso. Lily fece altrettanto per Harry. Quest’ultimo sarà protetto a vita dall’amore della madre, l’incantesimo più potente di tutti, capace anche di bloccare l’Anatema che Uccide.

«Ha preso il mio sangue».
«Esatto!» esclamò Silente. «Ha preso il tuo sangue per far rinascere il suo corpo! Il tuo sangue nelle sue vene, Harry, la protezione di Lily dentro di te e dentro di lui! Ti ha legato alla vita finché lui vive!»

Harry Potter e i Doni della Morte – Capitolo 35

Un’altra tecnica molto più avanzata e comunque meno potente della Protezione è la creazione di uno o più Horcrux. Una volta che la maledizione colpisce la vittima, il corpo di quest’ultima muore ma la sua anima rimarrà parzialmente integra. A questo punto, il mago oscuro si ritroverà a vagare come uno spirito vivente, che non riesce quindi ad “abbandonarsi” al mondo dei morti.

L’ultima spiaggia per tentare di contrastare l’Anatema che Uccide è generare il Prior Incantatio, rispondendo con un altro incantesimo che deve essere altrettanto veloce (ad esempio, Expelliarmus). In alcuni casi, rispondere con un incantesimo di stordimento può risultare in un’esplosione magica al centro dei duellanti, che fermerà la maledizione. Bisogna puntualizzare che entrambe queste alternative hanno più possibilità di essere efficaci solo quando le bacchette di entrambi i duellanti condividono lo stesso nucleo.


Effetti specifici e sensazioni

Come scritto in precedenza, Avada Kedavra uccide immediatamente il proprio avversario senza lasciare alcuna traccia visibile. Infatti, anche secondo i risultati di alcune autopsie babbane, le vittime dell’Anatema che Uccide paiono morire per nessuna ragione biologica. Sembra, tra l’altro, che esse non provino alcun dolore. Sul piano medico è come se gli organi della vittima smettessero tutti contemporaneamente di funzionare.

Harry descrive il colpo dell’Avada Kedavra di Voldemort come un pugno di ferro; ipoteticamente, egli riuscì a sentire tale dolore solo perché sopravvisse alla maledizione. La prima volta che Voldemort tentò di uccidere Harry, la maledizione gli rimbalzò addosso, e il Signore Oscuro provò un dolore indescrivibile: quello della sua anima che si separava dal suo corpo e, contemporaneamente, si insediava parzialmente nel corpo di Harry.


“Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È una cosa che ci resta dentro, nella pelle.” Con queste parole che si dimostreranno tremendamente accurate, Silente spiega indirettamente al piccolo Harry e a tutti noi lettori che Avada Kedavra non è, dopotutto, una maledizione totalmente infallibile e incontrastabile. Speriamo di avervi fatto scoprire qualcosa che non sapevate riguardo l’Anatema che Uccide.

Fonti:
Fandom
Potterpedia

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Sirius
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Serpeverde 🐍 - Studente di Informatica (UNIPR) 💻🔵 - Polistrumentista 🥁 - Fotografo 📷

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