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Intervista a Bonnie Wright: potrei tornare a essere Ginny Weasley

21 Novembre 2016 gugl-como 5 min read

Intervista a Bonnie Wright: potrei tornare a essere Ginny Weasley

21 Novembre 2016 Butterbeer 5 min read

In un’intervista del 2016 Bonnie Wright ha parlato della sua crescita personale e professionale. Non ha escluso di tornare a vestire i panni di Ginny Weasley in un eventuale nuovo film su Harry Potter.

Bonnie Wright raramente concede interviste. È comprensibile: per un decennio, è stata famosa per essere Ginny Weasley, la giovane strega che riesce a far breccia nel cuore di Harry Potter. Bonnie è cresciuta davanti ai paparazzi e considera Daniel Radcliffe, Emma Watson e JK Rowling come una seconda famiglia.

Ripensandoci allora, da regista che stava cercando di lasciare il proprio segno a Los Angeles, la vedeva come una meravigliosa opportunità.

Ho capito che questi dieci anni nel mondo di Harry Potter sono stati le basi per la mia vita di adesso e lo rispetto. È stato fondamentale per la mia crescita.

Ma allo stesso tempo, il fatto di aver preso parte a tutti e otto i film ha significato per lei dover affrontare la pubertà e altre problemi dell’adolescenza sotto gli occhi di tutti.

Non è divertente quando sei un’adolescente e sperimenti sulla tua pelle tutto questo. Stai crescendo dentro di te e lo vedi anche attraverso le foto che ti scattano. Specialmente succede quando cambi così tanto di anno in anno.

La crescita di Bonnie Wright sotto i riflettori

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Oggi giorno viene ancora messa sotto esame per il suo aspetto. Una veloce ricerca su Google mostrerà articoli centrati sul suo “corpo da bikini”; ci sono ancora riferimenti a un critico che la definiva una “plain Jane”, ovvero una ragazza insignificante.

Wright spiega che accettare il proprio corpo richiede molto tempo, ed è una cosa continua. “Sei sempre in continuo cambiamento e stai crescendo. È un processo continuo ma prima accetti che è così, meglio è. Non è una cosa che ho accettato immediatamente e dire che ora sono sicura di me, non sarebbe del tutto vero”.

Come si sente oggi riguardo agli articoli che parlano del suo aspetto?

Che tu sia famosa o no, è un viaggio che ogni donna attraversa. È la battaglia di fregarsene del proprio aspetto fisico. Non è bello che questo venga messo e visto su internet; la domanda è quanto tu vuoi prenderne le distanze. Questo è quello che ho veramente imparato.


I social media

Ha anche espresso il suo sollievo riguardo al fatto di non aver dovuto affrontare la pressione mediatica della rete, durante i suoi anni più importanti per la formazione. Cosa che invece succede alle star di oggi.

Mi sento davvero fortunata e soddisfatta per il fatto che, quando giravamo Harry Potter, i social media non esistevano per nulla. Quello è stato davvero un fatto fortunato. Non sono stata una ragazzina di nove anni con un account di Twitter. Ne sono grata.


La regia

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Nonostante la fama mondiale come attrice, la Wright si è lanciata nella regia. Dopo la saga di Harry Potter ha studiato cinema all’università e ora ha anche fondato la sua società: la BonBonLumiere.

Al momento dell’intervista stava lavorando su alcuni film indipendenti, così come si stava dedicando al ruolo di ambasciatrice per FilmAid, un’organizzazione benefica che punta ad aiutare i rifugiati usando il potere di raccontare una storia attraverso un film.

La regia è chiaramente una grande passione.

Sento come se dal minuto in cui sono stata davvero coinvolta nel mio lavoro di regia, sia poi diventata un esperienza personale. È un qualcosa che faccio per me stessa. Ovviamente mi piacerebbe far carriera e anche qualcosa di più. Ma per molto tempo, da quando mi sono laureata, è stato qualcosa di molto personale.


Sessismo e discriminazioni per Bonnie Wright

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Ci sono un’infinità di esempi di sessismo contro le donne a Hollywood, ancora oggi. La Wright si chiedeva se era solo una questione di tempo prima che le capiti la prima esperienza di discriminazione nel campo della regia.

Non mi sono ancora avvicinata ad alcuna discriminazione o mancanza di opportunità, perché il mio lavoro al momento non ha ancora effettivamente messo piede in un mondo commerciale. Ma nel momento in cui lasci l’area indipendente, molte di queste assurde statistiche iniziano a saltare fuori. Se tu dovessi dirigere una casa cinematografica sarebbe quello il momento in cui il terribilmente piccolo numero di registe femminili e di diversità diventerebbe un grosso problema. Per me non lo è ancora.

Vorrei essere sicura che si arrivasse al punto in cui che tu sia maschio o femmina non deve essere la prima cosa che risalta rispetto alla tua qualifica lavorativa. Non ci dovrebbe essere un nome come “regista donna” ma semplicemente un unico regista. Dovrebbe andare oltre al genere, alla razza, all’età e alla lingua, oltre a tutte queste cose. Le mie storie provengono da una prospettiva femminile, ma dall’inizio dei tempi gli uomini hanno anche raccontato storie con donne protagoniste.“.


Il rapporto con se stessa

Bonnie Wright

Nonostante tutto, il più grande ostacolo della Wright è sé stessa.

Ho iniziato una carriera già da molto giovane. Mi sono ovviamente posta grandi aspettative in termini di miglioramenti. Bisogna avere pazienza e ricordare a se stessi che non esiste alcun limite se non quello auto-imposto. In questa generazione di gratificazione istantanea, dove tutto è sempre più nuovo, in un mondo consumista, puoi iniziare velocemente a perderti. Mi accorgo che sto andando alla deriva anch’io.

Il suo successo con Harry Potter ha fatto si che alcune persone nell’industria cinematografica arrivassero a fare supposizioni ingiuste.

Alcuni erano molto eccitati, altri erano più del tipo “devi essere stata aiutata in tutto”. Sono incredibilmente fortunata, per come alcune porte si siano aperte per me. Ma è importante che quando ti vengono date queste possibilità, tu le rispetti ancora di più. Avrai sempre a che fare con persone che ti giudicheranno, ma alla fine è un loro problema, non tuo.


Diversità

La mancanza di diversità è un altro grande problema a Hollywood, ed è una cosa di cui la Wright è consapevole, quando fa i casting per i suoi film.

Al tempo dell’intervista aveva visto Harry Potter e la Maledizione dell’Erede a Londra, con l’attrice nera Noma Dumezweni che recitava nel ruolo di Hermione Granger. La Wright era rimasta soddisfatta e ha affermato che maggiori tentativi di scritturare attori non bianchi potrebbe poi venir ampiamente ripagato nel film.

C’è sempre spazio per diversificare il cast. Penso che sia stato importante e grandioso che abbiano fatto questa scelta per lo spettacolo.


Bonnie Wright dopo Harry Potter

Bonnie Wright

Si è ormai messa i film di Harry Potter alle spalle, e le piace che le persone la associno prima con la regia rispetto al personaggio di Ginny. Come detto prima, non esclude un possibile ritorno nel ruolo di Ginny in un futuro film di Harry Potter. “Come con tutte le cose, mai dire mai.”.

Per ora è contenta di stare lontana dai riflettori. Sempre al tempo dell’intervista, stava lavorando a un progetto per aiutare giovani ragazze rifugiate a Kukuma in Kenya a raccontare le loro storie.

Il film è uno strumento davvero potente. È l’attrazione principale, per me è questa l’idea base del raccontare una storia. Sono tornata alle basi. Fare film con un piccolo gruppo di persone è il modo che ho usato per riportare il tutto alle radici. Questo processo creativo riflette il modo in cui scelgo di vivere la mia vita giorno dopo giorno, che è piuttosto tranquilla e normale. Il che mi permette di essere relativamente libera.

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Butterbeer

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