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I 7 momenti in cui Ginny è stata la più tosta

30 Agosto 2019 lucitoma 6 min read

I 7 momenti in cui Ginny è stata la più tosta

30 Agosto 2019 Ginny 6 min read

Il personaggio di Ginny nei film ha subito delle vere e proprie ingiustizie, con scene tagliate e appiattimento nella scrittura. Il che ha portato a uno svilimento dell’ultima Weasley nel corso dei film.

Ma in questo articolo cercheremo di rendere giustizia al personaggio incredibilmente coraggioso, forte e determinato che la Rowling aveva descritto nei suoi libri.

Ecco quindi i 7 momenti in cui Ginny è stata la persona più in gamba e incredibile dell’intera saga.

7. Quando Ginny ha risposto a Malfoy

Ginny nel secondo libro aveva appena 11 anni, ed eccola lì a difendere a spada tratta Harry Potter davanti a Draco Malfoy.

«Il famoso Harry Potter» disse Malfoy. «Non può neanche entrare in una libreria senza fare notizia!»
«Lascialo in pace, non è stato lui a volere tutto questo!» disse Ginny. Era la prima volta che parlava di fronte a Harry. Stava guardando fisso fisso Malfoy.

Harry Potter e la Camera dei Segreti, capitolo 4

6. Ginny e il Quidditch: una grande giocatrice

Come affermato più volte, mentre i gemelli e Ron si allenavano per conto loro, anche Ginny, fin da piccola, è sempre stata molto brava nel Quidditch, grazie quindi a degli allenamenti in solitaria. Questo mette alla luce non solo la sua bravura nello sport, ma anche la sua determinazione.

La cosa migliore della partita fu che era stata breve; gli spettatori di Grifondoro avevano dovuto patire solo ventidue minuti. Difficile dire qual era stato il momento peggiore: secondo Harry era una dura lotta tra la quattordicesima parata sbagliata da Ron, Sloper che mancava un Bolide ma sferrava una mazzata sui denti ad Angelina, e Kirke che cadeva all’indietro dalla scopa, strillando, mentre Zacharias Smith sfrecciava verso di lui con la Pluffa. Il miracolo fu che Grifondoro aveva perso solo di dieci punti: Ginny era riuscita a strappare il Boccino sotto il naso di Summersby, il Cercatore di Tassorosso, così che il punteggio finale fu di duecentoquaranta a duecentotrenta.

Harry Potter e l’Ordine della Fenice, capitolo 26

5. Magia e incantesimi: il punto forte di Ginny

Nella magia Ginny è sempre stata molto portata. Tanto da aver dato più volte segni della sua bravura, una delle prime volte è stato proprio nell’Ordine della Fenice, libro in cui Ginny ha per la prima volta molto più spazio e viene descritta al meglio.

«Un paio di Schiantesimi, un Incantesimo di Disarmo, e Neville ne ha tirato fuori uno di Ostacolo niente male» rispose Ron disinvolto, e rese la bacchetta anche a Hermione. «Ma Ginny è stata il massimo: ha sistemato Malfoy con una Fattura Orcovolante assolutamente superba… aveva la faccia coperta di mostruosi esseri svolazzanti.

Harry Potter e l’Ordine della Fenice, capitolo 33

4. Ginny al Lumaclub

E a riprova della sua bravura nelle arti magiche c’è anche la sua entrata trionfale all’interno del Lumaclub, il club esclusivo del professor Lumacorno. All’interno del club vengono ammessi solo studenti “promettenti“; quindi o solo grazie al peso del proprio cognome e della propria casa di appartenenza, o per meriti magici eccezionali, e questo secondo caso è proprio quello di Ginny.

«Oh, cielo!» ridacchiò Lumacorno tranquillamente, guardando Ginny che scrutava torva Zabini al di sopra del suo pancione. «Attento, Blaise! Ho visto questa signorina scagliare una meravigliosa Fattura Orcovolante mentre passavo dal suo scompartimento! Eviterei di contrariarla!»

Harry Potter e il Principe Mezzosangue, capitolo 7

E come riprova c’è l’ammissione da parte di Ginny stessa:

«Come mai sei finita qui, ginny?»
«Mi ha visto fare una fattura a Zacharias Smith» disse ginny, «ti ricordi quell’idiota di Tassorosso che veniva all’ES? Continuava a chiedere che cosa era successo al Ministero e alla fine mi ha irritato tanto che gli ho scagliato un’Orcovolante. Quando Lumacorno è entrato pensavo che mi avrebbe punito, invece ha detto solo che la trovava un’ottima fattura e mi ha invitato a pranzo! Pazzo, eh?»

Harry Potter e il Principe Mezzosangue, capitolo 7

3. Donna forte accanto a un uomo altrettanto forte

Ginny è stata una fidanzata splendida per Harry, in grado di capirlo come nessun altro aveva fatto prima. E anche nel loro addio ad Hogwarts, lei cerca comunque di rassicurarlo e di comprendere il motivo delle sue scelte.

Harry guardò Ginny, Ron e Hermione: il volto di Ron era contratto come se la luce del sole lo accecasse. Quello di Hermione era lucido di lacrime, ma Ginny non piangeva più. Incrociò gli occhi di Harry con la stessa espressione dura e ardente di quando lo aveva abbracciato dopo aver vinto la Coppa di Quidditch senza di lui, e lui seppe che in quel momento si capivano alla perfezione e che, quando lui le avesse detto che cosa avrebbe fatto, non avrebbe detto ‘sta’ attento’ o ‘non farlo’, ma avrebbe accettato la sua decisione, perché non si sarebbe aspettata da lui niente di meno. E così si preparò a dire quello che doveva da quando Silente era morto.
«Ginny, ascolta…» mormorò pianissimo, mentre il brusio cresceva attorno a loro e la gente cominciava ad alzarsi. «Non posso più stare con te. Dobbiamo smettere di vederci. Non possiamo stare insieme».

Lei chiese, con uno strano sorriso storto: «È per qualche stupida, nobile ragione, vero?»

«Queste ultime settimane con te sono state come… come la vita di un altro» continuò Harry. «Ma io non posso… noi non possiamo… Devo fare delle cose da solo, ora».
Lei non pianse; lo guardò negli occhi.
«Voldemort usa le persone a cui i suoi nemici tengono. Ti ha già usato una volta come esca, e solo perché sei la sorella del mio migliore amico. Pensa a quanto più grande sarà il pericolo che correrai se continuiamo a stare insieme. Lo verrà a sapere, lo scoprirà. Cercherà di arrivare a me attraverso di te».
«E se a me non importasse?» ribatté Ginny con forza.
«Importa a me» rispose Harry. «Come credi che mi sentirei se questo fosse il tuo funerale… e fosse colpa mia…»

Lei distolse lo sguardo per fissare il lago.

«Io non ho mai davvero rinunciato a te» disse. «Mai. Ho sempre sperato… Hermione mi ha detto di vivere la mia vita, magari di stare con altri, di lasciarti perdere per un po’, perché non riuscivo a spiccicare parola se c’eri tu nella stessa stanza, ti ricordi? E lei pensava che forse mi avresti notato di più se io fossi stata un po’ più… me stessa».
«Astuta, quell’Hermione». Harry cercò di sorridere. «Vorrei solo averti chiesto di stare con me prima. Avremmo avuto un sacco di tempo… mesi… forse anni…»
«Ma tu eri troppo occupato a salvare il mondo magico» lo interruppe Ginny con una mezza risata. «Be’… non posso dire di essere sorpresa. Sapevo che sarebbe successo, alla fine. Sapevo che non saresti stato contento se non fossi andato a caccia di Voldemort. Forse è per questo che mi piaci tanto».

Harry Potter e il Principe Mezzosangue, capitolo 30

2. Non solo incredibilmente forte, ma anche spiritosa

Infatti Ginny, accanto a tutte le sue doti, può annoverare senza problema anche la simpatia. Infatti è sempre stata molto spiritosa; anche perché, crescendo con Fred e George (a meno che tu non ti chiami Percy), come si fa a essere immune alla simpatia?

«Lo sapevo che Ginny mentiva su quel tatuaggio» disse Ron, guardandosi il petto nudo.

Harry Potter e i Doni della Morte, capitolo 4
Harry Potter e l’Ordine della Fenice

1. Combattiva fino alla fine

Determinata e combattiva sempre, senza darsi mai per vinta, prova ne è il tentativo suo, di Neville e di Luna di resistere e opporsi alla presidenza di Piton durante l’ultimo libro della saga.

A Ginny erano state proibite le visite a Hogsmeade. Piton aveva reintegrato il vecchio decreto della Umbridge che proibiva i raduni di tre o più studenti o qualunque organizzazione studentesca non ufficiale.
Da tutto questo Harry dedusse che Ginny, e probabilmente Neville e Luna con lei, facevano del loro meglio per tenere in vita l’Esercito di Silente.

Harry Potter e i Doni della Morte, capitolo 16

E qual è il vostro momento preferito di Ginny Weasley?

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Ginny

Ventiduenne amante della scrittura, dei libri e fumetti, con un'insana passione per il cinema in tutte le sue forme.

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