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6 volte in cui Harry è rimasto vittima di una crisi ormonale ne L’Ordine della Fenice

9 Aprile 2017 mari-gard 8 min read

6 volte in cui Harry è rimasto vittima di una crisi ormonale ne L’Ordine della Fenice

9 Aprile 2017 Luna 8 min read

Si sa che l’adolescenza è un periodo difficile, pullulante di crisi dettate dall’ormone della crescita, soprattutto se si è sottoposti a continue pressioni. Immaginiamo il povero Harry: a giugno ha visto risorgere Voldemort sotto al suo naso, ha assistito alla morte di Cedric Diggory ed è stato rispedito a Privet Drive, dove non ha ricevuto nessuna visita, se non quella di due Dissennatori. Capiamolo, la situazione era un vero schifo; se poi la combiniamo con la tempesta ormonale tipica di un qualunque quindicenne ribelle, ecco che scatta il putiferio.

Ecco 6 volte in cui a Harry è partito l’ormone dell’adolescente incompreso: che sia anche l’influenza dell’Horcrux che era in lui?

NB: alcune citazioni, per ovvi motivi, hanno subito parecchi tagli

#1 Quando si sentiva solino soletto a Privet Drive

Ma quando si sarebbero visti? Nessuno sembrava preoccuparsi di indicare una data precisa. Hermione aveva scribacchiato Spero che ci vedremo presto in fondo al suo biglietto di auguri di compleanno, ma quanto presto era presto? Per quello che poteva dedurre Harry dalle vaghe allusioni nelle loro lettere, Hermione e Ron si trovavano nello stesso posto, presumibilmente a casa di Ron. Riusciva a stento a sopportare il pensiero di quei due che si divertivano alla Tana quando lui era bloccato a Privet Drive.
E che cosa teneva Ron e Hermione tanto occupati? Perché lui, Harry, non era occupato? Non si era dimostrato capace di affrontare molte più cose di loro? Si erano dimenticati tutti di quello che aveva fatto? Non era stato lui ad entrare nel cimitero, ad assistere all’assassinio di Cedric, a venire legato a quella lapide e a rischiare di essere ucciso?

Il giovane Harry si sente abbandonato a Privet Drive, senza alcuna notizia sul mondo magico, né tantomeno su quelli che sono i suoi migliori amici. Anzi, sembrerebbe che se la stiano spassando assieme senza di lui. Ma povero, lui, da solo coi babbani che odia tanto. Come se tutte le sue “prodezze” fossero un lasciapassare a una qualunque attività… Caro, tra qualche mese, davanti a mezzo ES, dichiarerai esplicitamente che il tuo è stato culo e gente che ti aiutava, quindi abbassa la cresta.

Sono solo e nessuno mi vuole :c

#2 Quando è arrivato all’Ordine della Fenice

“E COSI’ NON ANDATE ALLE RIUNIONI, BELLA ROBA! MA ALMENO SIETE QUI, NO? STATE SEMPRE INSIEME! IO SONO STATO BLOCCATO UN MESE DAI DURSLEY! E HO AFFRONTATO COSE BEN PIU’ GROSSE DI QUANTO NON SIA MAI SUCCESSO A VOI… CHI HA SALVATO LA PIETRA FILOSOFALE? CHI SI E’ SBARAZZATO DI RIDDLE? CHI HA SALVATO LA PELLE, A VOI DUE, DAI DISSENNATORI? CHI HA DOVUTO SUPERARE DRAGHI E SFINGI E TUTTE QUELLE ALTRE SCHIFEZZE L’ANNO SCORSO? CHI HA VISTO LUI CHE TORNAVA? CHI HA DOVUTO SFUGGIRGLI? IO! MA PERCHE’ DOVREI SAPERE COSA STA SUCCEDENDO? PERCHE’ QUALCUNO DOVREBBE PRENDERSI LA BRIGA DI DIRMI CHE COSA SUCCEDE?”
“Harry, noi volevamo dirtelo, davvero” cominciò Hermione.
“NON LO VOLEVATE PROPRIO TANTO, EH, ALTRIMENTI POTEVATE MANDARMI UN GUFO! QUATTRO SETTIMANE SONO STATO PRIGIONIERO A PRIVET DRIVE, A PESCARE I GIORNALI NEI BIDONI PER CERCARE DI SCOPRIRE COSA SUCCEDEVA”

Mamma che frustrazione, Harry, placa l’ormone! Credi davvero che i tuoi amici ti avrebbero abbandonato così senza nessun motivo? Bella opinione che hai di loro. Hermione ti ha appena accolto con un abbraccio; hai visto in che razza di bunker di squinternati si trovano. Hai proprio voglia di farli sentire in colpa? Direi che tu, più di tutti, sei quello sorvegliato, mai veramente solo. Capisci la situazione! In risposta alla reazione di Harry ecco arrivare i gemelli Weasley che, a mio parere, vincono tutto:

“Ciao Harry!” disse George con un gran sorriso. “Mi pare di aver sentito i tuoi toni soavi”
“Non devi reprimere la rabbia così, Harry, lasciala sfogare” disse Fred, che pure sorrideva. “Forse a una quarantina di chilometri da qui ci sono due o tre persone che non ti hanno sentito”

Eccola guarda, ora mi abbraccia pure, ‘sta burina

#3 Quando voleva diventare prefetto ad honorem solo perché si credeva figo

Si era completamente dimenticato che i prefetti vengono scelti al quinto anno. Ma se l’avesse ricordato… che cosa si sarebbe aspettato?
Non questo, disse una vocina sincera dentro la sua testa. Se avesse saputo che la spilla stava per arrivare, si sarebbe aspettato che toccasse a lui, non a Ron. […] Io sono più bravo a Quidditch, disse la vocina. Ma non sono più bravo in nient’altro. Era la verità, pensò Harry; non era migliore di Ron a scuola. Ma fuori dalle aule? E quelle avventure che lui, Ron e Hermione avevano vissuto da quando avevano cominciato a frequentare Hogwarts, rischiando spesso molto più che l’espulsione? […] Non hanno lottato contro Raptor. Non hanno sfidato Riddle e il Basilisco. Non si sono sbarazzati di tutti quei Dissennatori la notte della fuga di Sirius. Non erano in cimitero con me, quando Voldemort è tornato. Ho decisamente fatto di più, pensò Harry indignato. Ho fatto più di tutti e due!

Daje Harry, non ti pare di ripeterti un po’? Santo cielo, Piton non aveva tutti i torti quando ti dava dell’arrogante. Per fortuna che poi di rendi conto delle boiate che dici e ti ripigli, altrimenti sai che figura. E poi, per una volta che Ron riesce ad avere una gioia, vorresti averla tu al posto suo? Ma che amico sei? Che poi, se Ron non fosse diventato Prefetto, non avrebbe ricevuto la scopa nuova in dono, non sarebbe mai diventato un fottuto portiere e Grifondoro la coppa del Quidditch se la sognava. Un po’ di umiltà, ragazzo!

Che frustrazione ragazzi

#4 Quando se la prende con Seamus perché ha la mamma credulona

“Cos’è successo, Seamus?” chiese Neville.
“La mamma non voleva che tornassi a Hogwarts” rispose Seamus, voltando le spalle a Harry.
“Ma… perché?” chiese Harry esterrefatto.
“Be’, immagino… per colpa tua”.
“Che cosa vuoi dire?” chiese Harry in fretta. Il suo cuore batteva forte. Aveva la vaga sensazione che qualcosa gli si stesse chiudendo addosso.
“Be’ -ripeté Seamus-, lei… ehm… be’, non sei solo tu, è anche Silente…”
“Crede alla Gazzetta del profeta? Crede che io sia un bugiardo e Silente un vecchio pazzo?”
“Sì, qualcosa del genere”.
Harry non replicò. Si tolse la veste, la ficcò rabbioso nel baule e s’infilò il pigiama. Era stufo marcio di essere la persona che tutti fissavano e di cui tutti parlavano di continuo. Se avessero saputo come ci si sentiva a essere quello a cui erano successe quelle cose… Che ne sapeva la signora Finnigan, quella stupida? pensò con ferocia.
“Cos’è successo veramente quella notte quando… sì, insomma, quando… con Cedric Diggory?” disse Seamus.
“Perché me lo chiedi? Basta che tu legga La Gazzetta del Profeta come tua madre, no?”
“Non prendertela con mia madre” sbottò Seamus.
“Me la prendo con chiunque mi dà del bugiardo” ribatté Harry.
“Non parlarmi con quel tono!”
“Io parlo come mi pare e piace. Se è un problema dividere il dormitorio con me, vai a chiedere alla McGranitt di spostarti… Così tua mamma non sta più in pensiero…”
“Lascia stare mia madre, Potter!

Eddai Harry, cosa ti aspettavi? Mentre facevi l’adolescente frustrato in preda all’ormone durante l’estate, tutta la comunità magica è stata bombardata di storie sulla tua instabilità mentale. Cosa pretendi, che tornando a scuola tutti avrebbero creduto alle tue parole? E poi, Seamus ha fatto il primo passo chiedendoti cos’è successo la notte della terza prova. Potevi spiegargli la tua versione dei fatti, visto che hai urlato diecimila volte negli ultimi 30 giorni che hai visto Cedric morire e Voldemort rinascere. Non potevi farlo un’altra volta, invece di perculare la mamma di Seamus? Si sa come sono fatte le mamme: basti pensare a Molly che, quando l’anno prima aveva letto sul giornale che Harry soffriva di pene d’amore a causa di Hermione, si è rivelata particolarmente scorbutica con lei. Le mamme sono esseri nati per preoccuparsi del ben vivere dei figli: se poi sono poco provviste di giudizio, ecco che scatta il dubbio. Che ansia che sei, Harry. Che scuse hai?

E’ Voldemort dentro di me che mi fa odiare le persone, il freddo e l’olio di palma

#5 Quando se la prende con Ron e Hermione se discutono animatamente

“Oh, smettetela, voi due. Non potete darci un taglio? Non fate altro che beccarci, è una cosa che mi fa impazzire”. Si gettò la borsa in spalla e li abbandonò lì, seduti. La rabbia che era appena divampata così a sorpresa ardeva ancora dentro di lui, e la visione delle facce sconvolte di Ron e Hermione gli dava una profonda soddisfazione. Gli sta bene, perché non la smettono… non fanno altro che bisticciare… Farebbero diventare matto chiunque…

Sì ma Harry cosa fai la predica a Ron e Hermione se te passi il tempo a urlare in faccia agli altri? E’ perché sei il protagonista del libro e non hai la possibilità di leggere la tua biografia; altrimenti ti renderesti conto quanti tuoi discorsi diretti sono in maiuscolo perché NON-FAI-ALTRO-CHE-STRILLARE! Senti coso, calmati te, e forse poi si potrà vivere in pace. Naturalissima la risposta di Ron, nella pagina dopo:

“Io e Hermione abbiamo smesso di litigare, ma Hermione dice che sarebbe carino se tu la smettessi di scaricare i tuoi nervi su di noi”.

Mmm che nervoso, questo muro E’ TROPPO DURO! AAAAAAAA CREPA

#6 Quando distrugge l’ufficio di Silente dopo la morte di Sirius

“Harry, soffrire così dimostra che sei un uomo! Questo dolore fa parte dell’essere umano…”
“ALLORA… NON… VOGLIO… ESSERE… UMANO!” ruggì Harry.
Afferrò un delicato strumento argento dall’esile tavolino accanto a lui e lo scaraventò dall’altra parte della stanza; si fracassò in mille pezzi contro la parete.
“NON M’IMPORTA!” Gridò Harry, afferrando un Lunascopio e lanciandolo nel camino. “NE HO ABBASTANZA, VOGLIO USCIRNE, VOGLIO CHE FINISCA, NON MI’IMPORTA PIU’…” Sollevò di peso il tavolino e lo scaraventò sul pavimento; le gambe sottili si spaccarono e rotolarono ciascuna in una direzione diversa.

 

Credetemi se vi dico che mi sento un po’ in colpa a giudicare questo momento. E’ una parte che adoro, così tragicomica, così struggente. Harry, furioso, addolorato, sconvolto per la morte di Sirius, distrugge qualunque oggetto vagamente prezioso presente nell’ufficio di Silente. Tutto questo mentre il preside, calmissimo, lo osserva con vaga curiosità.
Questa scena è l’apice di una serie di frustrazioni durata un anno intero: la gente che non gli credeva, la Umbridge che gli rendeva la vita impossibile, Silente che non lo cagava manco di striscio, le pesanti lezioni di Occlumanzia con Piton, la trappola di Voldemort in cui è caduto, l’impossibilità di parlare liberamente con Sirius dei suoi sogni e naturalmente la sua morte. Ecco che butta fuori tutto quel risentimento distruggendo tutti gli aggeggi magici davanti a un Silente tranquillissimo. E tutto ciò avviene con fattezze davvero comiche, nonostante il dolore che esce dalle sue parole. Per stavolta ti perdono, Harry.

Siccome sono una di quelli, leggi anche: Tutto quello che c’è da sapere sul #lettorerompicoglioni (parte I)

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Luna
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Se metti buona volontà il mondo tutto ti darà. Però se tu non rischierai... Nulla mai rosicherai.

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