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Tutto quello che non sapevi sugli asticelli

3 Dicembre 2016 gian-tucc 2 min read

Tutto quello che non sapevi sugli asticelli

3 Dicembre 2016 Neville 2 min read

Tra le creature magiche che hanno affascinato i fan di Animali fantastici vi sono indubbiamente gli asticelli. Esseri timidi e gelosi, vengono nominati più volte all’interno della saga di Harry Potter. Ma cosa sono in realtà gli asticelli? Di cosa si nutrono? Dove vivono? Scopriamolo insieme!


Ammettetelo: appena siete stati a vedere Animali fantastici e dove trovarli, oltre allo Snaso (scopritelo qui!), vi siete particolarmente affezionati a Pickett, il simpatico asticello che Newt Scamander porta nel taschino. Ebbene, non è di certo la prima volta che sentiamo nominare queste creature. Nel quinto libro gli asticelli sono oggetto di studio durante una lezione di Cura delle Creature Magiche con la professoressa Caporal (Grubbly-Plank in lingua originale):

Allora, quando avete bisogno di foglie o di legna di un albero in cui risiede un asticello, è saggio tenere pronta un’offerta di onischi per distrarlo o calmarlo. Possono non sembrare pericolosi, ma se si arrabbiano tenteranno di strapparvi gli occhi con le dita, che, come potete vedere, sono molto appuntite e nient’affatto desiderabili in zona pupille. Adesso accostatevi, prendete qualche onisco e un asticello — uno ogni tre persone — e studiateli più da vicino. Voglio che ciascuno di voi prepari un disegno con le definizioni di tutte le parti del corpo per la fine della lezione.

Ma cosa sono di preciso gli asticelli?

L’asticello è una piccola creatura che si nutre degli insetti che si annidano nella corteccia degli alberi. Dotato di due lunghe dita artigliate per mano, ha una pelle simile alla corteccia stessa, utile alla mimetizzazione. A causa delle piccole dimensioni (non superano i 20 cm), gli asticelli sono particolarmente difficili da riconoscere. Il nome originale, bowtruckle, è composto da due parole inglesi: bow, termine dai tanti significati tra i quali “inchinarsi”, “archetto” (inglese moderno) e “scavare” (scozzese), e truckle (“abbassarsi”, “sottomettersi”). La traduzione italiana “asticelli” rievoca la forma allungata, oltre che la natura arborea di queste esili creature.


Gli asticelli trovano larga diffusione nell’Inghilterra occidentale, nella Germania meridionale e in tutta la penisola scandinava; si comportano da “guardiani” dell’albero in cui vivono (si stanziano esclusivamente su alberi dal cui legno si ricavano bacchette). Non c’è da stupirsi, dunque, se gli asticelli attaccano maghi in cerca di legno per le bacchette: sono creature generalmente pacifiche, ma particolarmente gelose del loro ambiente. E di certo non si fanno scrupoli a servirsi delle lunghe dita appuntite… L’unico modo per placarne l’ira o per distrarli è offrire loro uova fatate o piccoli insetti. Per queste ragioni, l’Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche ha assegnato agli asticelli la classificazione XX (innocuo, può essere addomesticato).


 

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Neville

«Per aspera ad astra» | Gianluigi, 19

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