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10 citazioni di Harry Potter che chi non ha letto i libri non capisce

3 Marzo 2019 gian-tucc 5 min read

10 citazioni di Harry Potter che chi non ha letto i libri non capisce

3 Marzo 2019 Neville 5 min read

Chi non ha letto i libri (che aspettate a farlo?) si è perso una miriade di frasi meravigliose. Abbiamo raccolto le 10 citazioni più significative: leggiamole insieme!


Il discorso di Silente

Il senso dell’umorismo di Silente è a dir poco surreale. Ce ne rendiamo conto dal discorso che il Preside pronuncia all’arrivo degli studenti a Hogwarts durante il primo anno di Harry:

Benvenuti al nuovo anno scolastico di Hogwarts! Prima di dare inizio al nostro banchetto, vorrei dire qualche parola. E cioè: pigna, pizzicotto, manicotto, tigre! Grazie.

La prima volta che Harry sente parlare Silente, questi pronuncia un discorso di quattro parole. Letteralmente.

Quale miglior modo per introdurre uno dei personaggi più importanti, misteriosi e folli, per certi versi, della saga?


La telecronaca di Lee Jordan

Restando ancora nel primo libro, catapultiamoci nella prima partita di Quidditch a cui Harry prende parte. La telecronaca è affidata a Lee Jordan, il quale dovrebbe mantenersi neutrale, ma appare da subito un fervente sostenitore della sua casa (Grifondoro). Con ovvi richiami all’onestà da parte della McGranitt.

Intanto, Lee Jordan trovava difficile mantenersi distaccato. «Quindi… dopo questa lampante e ignobile scorrettezza…»

«Jordan!» ringhiò la professoressa Mcgranitt.

«Voglio dire, dopo questo fallo palese e schifoso… »

«Jordan, ti avverto…»

«E va bene. Flitt per poco non ammazza il Cercatore del Grifondoro, il che naturalmente può succedere a chiunque, quindi un rigore per i Grifondoro, battuto da Spinnet che mette in rete senza difficoltà e il gioco prosegue, con i Grifondoro ancora in possesso di palla».

Memorabile.


Non c’è bisogno di chiamarmi signore

Facciamo un salto temporale al nono capitolo del sesto libro, in cui, durante una lezione di Difesa contro le Arti oscure insieme a Piton, Harry ha dato prova della sua sfacciataggine. Di fronte alla quale, ovviamente, Severus non poteva restare in silenzio:

Il suo Sortilegio Scudo fu così potente che Piton perse l’equilibrio e urtò contro un banco. Tutta la classe si voltò a guardare l’insegnante che si raddrizzava, torvo.

«Ricordi che stiamo praticando gli incantesimi non verbali, Potter?»

«Sì» rispose Harry, rigido.

«Sì, signore».

«Non c’è bisogno di chiamarmi signore, professore».

Le parole gli erano sfuggite prima che se ne rendesse conto. Parecchi ragazzi trattennero il respiro, Hermione compresa. Alle spalle di Piton, tuttavia, Ron, Dean e Seamus sorridevano ammirati.

«In punizione, sabato sera nel mio ufficio» disse Piton. «Non accetto l’impudenza da nessuno, Potter… nemmeno dal Prescelto».

Cos’altro aggiungere?


Prendi un biscotto, Potter

Parlando del quinto libro, non si può non parlare del conflitto tra la McGranitt e la Umbridge. Un conflitto combattuto a suon di frecciate, battute sarcastiche e diverbi più o meno velati.

E proprio a questo discorso generale ci rimandano le due prossime citazioni. La prima (di cui abbiamo già avuto modo di parlare ampiamente) è divenuta una delle frasi più emblematiche della saga letteraria:

«È vero che hai urlato contro la professoressa Umbridge?»

«Sì» rispose Harry.

«E le hai dato della bugiarda?»

«Sì».

«Le hai detto che Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato è tornato?»

«Sì».

La professoressa McGranitt si sedette alla sua scrivania e osservò Harry, accigliata. Poi disse: «Prendi un biscotto, Potter».


Si svita dall’altra parte

Tra le tante frasi che lasciano intendere il vero e proprio odio tra la McGranitt e la Umbridge, inoltre, ce n’è una veramente spassosa, che rientra sicuramente tra le parti più esilaranti. Dopo la fuga di Fred e George, l’avversione per la Umbridge si è diffusa tra tutti gli abitanti del castello, incluso Pix il Poltergeist. A cui la McGranitt dà un grande suggerimento…

Di tutto il personale, soltanto Gazza sembrava intenzionato ad aiutarla [riferito alla Umbridge]. Addirittura, una settimana dopo la fuga di Fred e George, Harry vide la professoressa McGranitt passare accanto a Pix che trafficava intorno a un lampadario di cristallo, e poteva giurare di averla sentita sussurrare al poltergeist: «Si svita dall’altra parte».


Perché Weasley è il nostro re!

Nel quinto libro, Ron prende parte alla squadra di Quidditch di Grifondoro; inizialmente, diviene oggetto di scherno da parte dei Serpeverde, che si divertono a prenderlo in giro con cori derisori. Dopo essersi ripreso, però, Ron viene celebrato da tutti i Grifondoro, che riadattano i cori dei Serpeverde in toni gloriosi e vittoriosi:

Perché Weasley è il nostro re ogni due ne para tre! Così noi cantiam perché, perché Weasley è il nostro re… Weasley è il nostro salvatore, col suo gioco pien d’ardore, Grifondor canta con me: perché Weasley è il nostro re.

Il canto è divenuto un ritornello noto a tutti gli amanti di Ron, che da allora in poi è diventato our king.


L’uomo di Silente

«Be’, mi sembra chiaro che [Silente] ha fatto un ottimo lavoro con te» riprese Scrimgeour, gli occhi freddi e duri dietro le lenti cerchiate di metallo. «Sei l’uomo di Silente, sempre e comunque, vero, Potter?»

«Esatto» concluse Harry. «E sono contento che l’abbiamo chiarito».

Siamo nel sedicesimo capitolo del sesto libro. Harry ha appena intrattenuto una conversazione con Rufus Scrimgeour, Ministro della Magia, chiarendo una volta per tutte che non ha intenzione di tradire la propria fedeltà a Silente. E quando, qualche capitolo più tardi, Harry rivelerà a questi le parole pronunciate di fronte al Ministro, il vecchio Preside si commuoverà sinceramente. Come potevamo non inserirlo tra i momenti più significativi?


Il bacio di Ron e Hermione

Le zanne del Basilisco caddero con un gran fragore dalle braccia di Hermione. Corse da Ron, lo abbracciò e lo baciò sulla bocca. Ron gettò via le zanne e il manico di scopa e rispose con tanto entusiasmo che sollevò Hermione da terra.

«Vi pare il momento?» gemette Harry debolmente. Ma quando non successe nulla, anzi Ron e Hermione si strinsero più forte e cominciarono a dondolare sul posto, alzò la voce. «Ehi! C’è una guerra là fuori!»

Non poteva mancare un momento d’intensa passionalità quale quello del bacio tra Ron e Hermione. A cui, a differenza del film, assiste anche Harry. E difatti è proprio Harry a richiamare alla realtà i propri amici, che però, immersi nel loro intenso amore, non hanno orecchi per nessun altro che per loro stessi. Indubbiamente si tratta di una scena più emozionante rispetto a quella del film.


La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene.

Se non avete letto i libri, non potete comprendere il significato di cui si carica una frase che, se letta così, potrebbe apparire marginale. Si tratta della frase conclusiva, la frase finale, che chiude l’ultimo libro, e quindi la saga letteraria.

Qualcuno l’ha ritenuta poco significativa, tacciandola di banalità e mediocrità. Ma quale modo migliore c’era di concludere una saga come quella della Rowling? Da brividi, semplicemente da brividi.


E a te, se sei rimasto con Harry fin proprio alla fine

E, per concludere, non potevamo non aggiungere alla lista questa frase, che ha finito per rappresentare un intero fandom. Tuttavia, non tutti i potterhead sanno da dove derivano queste parole. Si tratta dell’ultima parte della dedica del settimo libro, divisa dalla Rowling in sette parti, l’ultima delle quali è appunto dedicata ai lettori, a coloro che sono rimasti con Harry until the very end.


Siete d’accordo? Quali frasi dei libri ritenete particolarmente significative? Riempite i commenti di citazioni potteriane!

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