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Quel che non sapevi sulla Mappa del Malandrino

27 Ottobre 2020 davi-tarp 5 min read

Quel che non sapevi sulla Mappa del Malandrino

27 Ottobre 2020 Sirius 5 min read

All’apparenza un inutile pezzo di carta, la Mappa del Malandrino è in realtà uno degli oggetti più curiosi e utili del mondo magico. Ma sapete da dove proviene e come è stata realizzata nella trasposizione cinematografica? Scopriamolo insieme in questo articolo!

I Malandrini crearono un oggetto magico a dir poco fenomenale, considerato per molto tempo il loro capolavoro nonché personalissima firma nella storia di Hogwarts. Possiamo trovare la Mappa del Malandrino nella meravigliosa edizione illustrata del Prigioniero di Azkaban, realizzata da Jim Kay, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Un breve ripasso di storia

La Mappa del Malandrino fu creata dai quattro Malandrini: Lunastorta (Remus Lupin), Codaliscia (Peter Minus), Felpato (Sirius Black) e Ramoso (James Potter). La realizzazione iniziò nel 1974 e terminò tra il 1975 e il 1978. La mappa fu utilizzata dai Malandrini per aggirarsi nel castello senza il rischio di essere scoperti oppure per pedinare qualcuno con lo scopo di fargli uno scherzo. Argus Gazza tentò molte volte nel corso degli anni di fermare i quattro ragazzi e confiscare la mappa e alla fine ci riuscì, durante il loro ultimo anno, probabilmente grazie all’aiuto di Severus Piton.

Nessuno dei Malandrini riuscì a rimettere mano sulla mappa. Durante il loro primo anno a Hogwarts, i gemelli Fred e George Weasley entrarono nell’ufficio di Gazza per recuperare la Caccabomba che egli gli aveva confiscato e furono attratti dal cassetto “Cose Requisite – Pericolo”, dove trovarono proprio la Mappa del Malandrino. Essa gli diede alcuni indizi, per guidare i gemelli verso la frase chiave da utilizzare per “sbloccare” le potenzialità della mappa: “Giuro solennemente di non avere buone intenzioni”.


Dai Malandrini a Harry Potter

Grazie alla mappa, i gemelli memorizzarono la maggior parte dei passaggi segreti di Hogwarts. Decisero di regalarla a Harry Potter, quando quest’ultimo frequentava il terzo anno. Essendo Harry figlio di James, i gemelli Weasley consegnarono la mappa a uno dei “legittimi” eredi senza saperlo.

La mappa fu particolarmente utile a Harry per scovare svariati passaggi segreti e, durante il quinto anno, per non farsi scoprire dalla Umbridge e dai suoi “inquisitori”: Argus Gazza e svariati studenti della Casa Serpeverde.

«E voi sapete come usarla?»
«Ma certo» disse Fred con un ghigno. «Questo tesorino ci ha insegnato più cose di tutti gli insegnanti della scuola messi insieme».
«Volete prendermi in giro» disse Harry, guardando la vecchia pergamena strappata.
«Ma davvero?» disse George.
Estrasse la bacchetta, sfiorò il foglio e disse: «Giuro solennemente di non avere buone intenzioni».

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban – Capitolo 10

Incantamenti e peculiarità

La Mappa del Malandrino è un banale pezzo di carta arricchito con con una serie di incantesimi ad hoc. Per essere utilizzata, è necessario pronunciare la frase: “giuro solennemente di non avere buone intenzioni”; a questo punto la mappa si tingerà di inchiostro magico che delineerà ogni zona (o quasi) del castello. Inoltre, in testa alla pagina si potrà leggere:

I SIGNORI LUNASTORTA, CODALISCIA, FELPATO E RAMOSO
CONSIGLIERI E ALLEATI DEI MAGICI MALFATTORI
SONO FIERI DI PRESENTARVI
LA MAPPA DEL MALANDRINO

Per “disattivarla”, basterà pronunciare: “fatto il misfatto”. La mappa è incantata per insultare Severus Piton ogni qual volta egli la confischi o provi a utilizzarla. Questo a meno che la mappa non sia già stata “attivata”: nel terzo libro, infatti, Piton la ruba dalla scrivania di Remus Lupin, che l’aveva lasciata lì per correre alla Stamberga Strillante.

La mappa mostra la posizione di tutti i passaggi segreti, fornendo anche la rispettiva parola d’ordine per accedervi una volta che ci si avvicina. Ma la peculiarità numero uno della Mappa del Malandrino è che essa mostra la posizione di ogni individuo all’interno del castello, senza essere ingannata da oggetti magici (come il Mantello dell’Invisibilità), pozioni (come la Pozione Polisucco) e Animagi.


Eccezioni d’uso

La distinzione tra persone con lo stesso nome e cognome non è evidenziata dalla mappa. Ad esempio, durante il terzo anno, Harry non distingue Barty Crouch Senior da Barty Crouch Junior, perché la mappa si limita ad indicare esclusivamente il nome e il cognome. Quando qualcuno raggiunge la Stamberga Strillante, scompare dalla mappa, perché essa si trova al limite del perimetro di Hogwarts, come dimostrato da Piton.

Ci sono luoghi che non vengono mostrati sulla mappa, come la Stanza delle Necessità e la Camera dei Segreti. La prima compare, come suggerisce il nome, secondo le necessità di un individuo e quindi è come se fosse “ovunque e da nessuna parte”, citando il titolo del romanzo di Luca Platini. Per quanto riguarda la seconda, invece, possiamo facilmente intuire che nessuno dei Malandrini ne fosse a conoscenza; per questo motivo non è stata inserita nella mappa.


Realizzazione

I Malandrini si divertivano a esplorare il castello e le sue aree proibite. Spesso, venivano inseguiti da Gazza e a dovevano ritirarsi nel dormitorio di Grifondoro per sfuggirgli e non essere puniti. Ogniqualvolta tornavano sui loro passi, finivano inevitabilmente per sbagliare strada: il castello di Hogwarts è, d’altronde, gigantesco e intricato. Nel 1974, i quattro ebbero l’idea geniale di risolvere entrambi i problemi creando la Mappa del Malandrino. Essa venne protetta con due parole d’ordine per l’apertura e la chiusura.

Fanart di viria13

Per circa tre anni, Remus, James e Peter si aggirarono per il castello sfruttando le loro abilità da Animagi per scovare ogni passaggio segreto. Il Mantello dell’Invisibilità di James tornò molto utile per non farsi scoprire da Gazza e altri sorveglianti e disegnare la mappa durante l’esplorazione. La mappa ha l’abilità di espandersi: quando si raggiunge il limite del foglio infatti, essa può essere dispiegata ulteriormente. Le pieghe e le estensioni compaiono a seconda del percorso dell’utilizzatore.


La mappa nei film

Per la trasposizione cinematografica sono state realizzate diverse versioni della Mappa del Malandrino. I caratteri presenti sulla mappa sono stati ideati e disegnati a mano da Miraphora Mina. Lei e il team di designer decisero di macchiare la mappa utilizzando della polvere di caffè unità a pochissima acqua per darle un look antiquato e quasi sgualcito. L’hanno poi cosparsa con una manciata di chicchi di caffè per rendere l’effetto ancora più marcato.

Le pieghe e gli strati della mappa la rendono magica, perché ogni qual volta che la si ha tra le mani sembra di star esplorando veramente una nuova area di Hogwarts. Oltre alle versioni cartacee, nel film la mappa è stata ricreata diverse volte in CGI (Computer-Generated Imagery, ovvero computer grafica).

Nel terzo film, si può notare che “Lunastorta” (in inglese “Moony”) è scritto in modo errato sulla mappa, comparendo come “Mooney”. Questa apparente svista è in realtà un omaggio a Karl Mooney, supervisore degli effetti speciali che lavorò alla realizzazione del film.


Qualche segreto finale

Nei titoli coda dello stesso film, troviamo una magnifica sequenza di 11 minuti dove i crediti compaiono in una versione animata della mappa. Questa sequenza è stata realizzata e animata a mano da Rus Wetherell, che impiegò più di 700 ore per ultimarla. Wetherell si è comunque divertito, inserendo anche qualche piccolo segreto, come la posizione del negozio di Caccabombe e del laboratorio di riparazione del Libro Mostro dei mostri. Inoltre, alla presentazione degli ammaestratori di animali, le impronte umane si trasformano in impronte di animali o in orme di uccelli.


La Mappa del Malandrino è l’oggetto perfetto per i ficcanaso che non hanno il minimo senso dell’orientamento. Oltre a questo, è sicuramente molto utile e divertente da utilizzare. Chi di voi vorrebbe metterci mano? Fatecelo sapere con un commento e…fatto il misfatto!

Fonti:
Fandom
Wizarding World (YouTube)

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Sirius
Sirius

Studente di informatica, eclettico, Grifondoro

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