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Le inquadrature più belle dei film di Harry Potter – parte 2

20 Dicembre 2025 beat-napo 6 min read

Le inquadrature più belle dei film di Harry Potter – parte 2

20 Dicembre 2025 Becks 6 min read

Gli otto film di Harry Potter sono entrati nella storia del cinema. Ecco a voi quali sono le inquadrature dei film che, a nostro parere, sono rimaste nella storia!

In questo articolo vi abbiamo parlato delle inquadrature più belle dei primi tre film della saga. Continuiamo la nostra lista con altri frame che ci sono piaciuti particolarmente e che, ancora oggi, si citano non appena si parla dei film di Harry Potter.

Harry Potter e il Calice di Fuoco

La regia cambia di nuovo e stavolta troviamo Mike Newell a dirigere il quarto film della saga. Da questo capitolo i film subiscono un drastico cambiamento, diventando estremamente più crudi. Infatti, questo sarà il primo film della saga a essere vietato ai minori di tredici anni non accompagnati. Il contrasto con la regia di Cuarón è evidente: le scene diventano meno tetre e più coreografiche, anche per esigenza di trama. Un esempio fra tanti è la rappresentazione della Coppa del Mondo di Quiddicth, dove Irlanda e Bulgaria si giocano la finale. A spiccare sono le presentazioni coreografiche delle due squadre, caratterizzate da colori, fuochi d’artificio e stili differenti.

Le altre scuole di Magia

Lo stesso elemento coreografico lo ritroviamo nella presentazione delle due scuole che parteciperanno al Torneo Tre Maghi, Durmstrang e BeauxBatons. Il loro ingresso è, letteralmente, a passo di danza. Ovviamente lo stile è differente, in quanto vi è una netta contrapposizione tra la durezza della musica degli allievi di Igor Karkaroff e l’eleganza quasi floreale delle streghe di Madame Maxime. Queste sequenze sottolineano lo stile di Newell, che si discosta da quello dei registi precedenti.

Il calice di Fuoco

Una delle inquadrature più belle del film, è probabilmente quella che vede la coppa tre maghi incombere sulla sala grande. Come già detto nell’articolo precedente, il punto macchina è un fondamentale metodo narrativo che anche in questo caso sottolinea una situazione potenzialmente pericolosa. Il torneo è, infatti, un evento rischioso e la coppa che in quel momento rappresenta tutte le prove che i partecipanti devono affrontare, non fa altro che assumere il ruolo di antagonista.

Sempre riguardo il torneo tre maghi, è da ricordare la prima prova, dove sono state usate ben centoquaranta inquadrature, create con gli effetti speciali. Hanno creato molte di esse completamente al computer, così come hanno digitalizzato lo stesso Daniel Radcliffe in molte scene.

Malocchio Moody

Una delle sequenze più interessanti, e che rende questo film più crudo rispetto ai precedenti, è sicuramente quella della lezione di Difesa contro le Arti Oscure di Moody sulle Maledizioni senza perdono. Questa scena mostra tutto il sadismo di Barty Crouch, in una sequenza simbolica e significativa. I primi piani sulle espressioni dei protagonisti e l’utilizzo del sound design non fanno che accentuare questo primo step all’interno nel mondo della magia oscura. Persino l’aula è in totale penombra, ben lontana dalle lezioni illuminate del professor Lupin, quasi il regista volesse anticipare che niente sarebbe stato più come prima.

L’inizio dell’oscurità

Questo contrasto e dualismo presente nel libro, Newell lo mostra benissimo sullo schermo. Inizialmente, la sequenza di casa Riddle ci prospetta quello che succederà, che poi trova riscontro nel finale, dove Lord Voldemort risorge. Queste inquadrature sono forse le più intense di tutto il film, dove vengono messe da parte le coreografie allegre e viene invece usata una fotografia intensa e scura. Parte tutto dalla prova del labirinto, dove troviamo una delle inquadrature più suggestive del film.

Harry e Cedric in primo piano e la coppa tre maghi alle loro spalle, che brilla come se fosse la loro via d’uscita dalla prova. Sappiamo tutti che quella coppa è in realtà una passaporta, che li conduce direttamente nelle braccia di Voldemort. Qui i colori prevalenti sono il nero e il blu e c’è una nebbia costante che circonda la scena. Newell è stato abile nel presentare il ritorno di Voldemort come l’inizio dell’oscurità.


Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Altro cambio di regia, che stavolta sarà cruciale e si estenderà non solo fino alla fine della saga, ma anche ad Animali Fantastici. David Yates è molto diverso dai suoi predecessori e lo capiamo anche dall’uso creativo che farà della Gazzetta del Profeta. Fino a questo momento è sempre stato uno strumento di contorno, ma Yates decide di utilizzarlo non solo come raccordo temporale fra le scene, ma anche per scandire le scelte del ministero, rendendo questo capitolo della saga ancora più politico.

Luna Lovegood e i Thestral

Non si può parlare dell’Ordine della Fenice, senza menzionare una delle scene che ci ha fatto amare il personaggio di Luna Lovegood. Quando la vediamo al fianco di Harry, mentre interagisce con un Thestral, racconta al ragazzo la storia della sua famiglia. Yates è stato molto furbo nel lasciare questa inquadratura statica, lenta e, in un certo senso, morbida. È rimasto in disparte, lasciando che fossero i due personaggi a parlare, e noi ad assistere alla loro conversazione.

I colori caldi usati per i cattivi

Lungo tutto il film si può notare il cambio estremo di fotografia, che ormai è lontanissima da quella del primo capitolo. I colori sono estremamente più freddi e tutto ci appare come se fosse coperto da uno strato di ghiaccio. Uno dei pochi colori del film è il rosa, che ritroviamo sempre associato alla Umbridge. Iconica è l’inquadratura del suo ufficio, che sembra quasi una caricatura e rispecchia perfettamente il personaggio descritto dalla Rowling.

Non da meno è la scena in cui Fred e George Wesley abbandonano la scuola in grande stile, riaccendendo per un attimo gli animi degli studenti e interrompendo, anche se per poco, il regime di terrore imposto dalla Umbridge.

L’esercito di Silente e i Patronus

Altro elemento da ricordare, è sicuramente la stanza delle Necessità e tutta la sequenza in cui Harry insegna a evocare un Patronus. Qui i colori freddi tendono verso il bianco e abbiamo un momento di respiro dal pericolo che si nasconde fuori dalle porte in cui sono nascosti i personaggi.

La battaglia al Dipartimento Misteri

Se c’è una cosa per cui va ricordato il quinto film, è la presenza dei duelli più spettacolari di tutta la saga. Il momento in cui i ragazzi vengono raggiunti e aiutati da Lupin e Sirius, è forse uno dei più emozionanti, anche se culmina con la morte del padrino di Harry. L’inquadratura più dolorosa però, non è tanto quella in cui Sirius scompare dietro il velo, ma quella in cui Lupin trattiene Harry. Yates ha affermato che le urla di Daniel erano così strazianti, che hanno deciso di non includerle nel montaggio finale.

Subito dopo, assistiamo allo scontro tra Voldemort e Silente, epico e simbolico. Questa è sicuramente la sequenza più articolato del film: un duello tra elementi, tra acqua e fuoco, tra bene e male, che potrebbe anche richiamare alla memoria quello tra Mago Merlino e la Maga Magò del classico Disney La Spada nella roccia.


Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Questo film forse è quello in cui la fotografia è riuscita al meglio, tanto da essere nominato agli Oscar proprio per questa categoria. Qui ci sono sempre toni estremamente dark, ma la Warner Bros ha chiesto al regista di aggiungere qualche punta di colore, arrivando al risultato finale che è stato ampiamente apprezzato.

Le inquadrature

Uno dei film più cupi della saga, Il Principe Mezzosangue vanta svariate inquadrature tecnicamente belle, come quella in cui Silente e Harry si ritrovano sulla torre di astrologia, o quella in cui vediamo Fred e George all’interno del loro negozio a Diagon Alley.

Il passato di Voldemort

Una delle parti maggiormente apprezzate, è però quella in cui si mostrano i ricordi di Voldemort, che sembrano tinteggiate di verde e grigio, appannate e distorte. Probabilmente il regista ha usato degli obiettivi cinematografici a lente larga o addirittura anamorfica.

La morte di Silente

Sebbene il sesto film sia stato ampiamente criticato per i vari tagli e le aggiunte apportate, il finale è forse tra i più forti di tutti i film. La morte di Silente e l’inquadratura in cui cade dalla torre di Astronomia è rimasta nella storia del cinema. Yates ha studiato la scena in maniera perfetta, mostrando la caduta di Silente dall’alto, come se la stessimo guardando tramite gli occhi di Severus Piton.

Proprio a seguire della sua caduta, un altro momento iconico è quello in cui gli studenti di Hogwarts alzano le bacchette verso il cielo, cancellando il marchio nero e rendendo omaggio al loro defunto preside.


Per terminare questo viaggio fra le inquadrature più belle dei film, ecco l’ultima parte dell’articolo.

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