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La magia della musica nei film di Harry Potter

15 Marzo 2019 gian-tucc 5 min read

La magia della musica nei film di Harry Potter

15 Marzo 2019 Neville 5 min read

Chi dobbiamo ringraziare per il fantastico impianto musicale dei film di Harry Potter? Fondamentalmente, si tratta di quattro compositori (e che compositori!), ognuno dei quali, a modo suo, ha contribuito a rendere iconici i film della serie.


Avete mai immaginato un mondo silenzioso, un mondo in cui la musica non esiste? Sarebbe impossibile vivere. E pensate a un film senza colonna sonora: verrebbe meno tutto quel carico emotivo che ci accompagna e ci trasporta durante la visione; le iniezioni di gioia, rabbia, spavento, suspense, se affidate alle sole immagini, si rivelerebbero ben poco efficaci. La musica è un grosso pilastro su cui l’impianto del film si poggia (non a caso si parla di colonna sonora); un film senza musica, in definitiva, sarebbe tutt’altro che fantastico.

Pensate a Harry Potter: la musica è parte integrante dell’intera saga cinematografica (e se vogliamo anche letteraria, ma questo è un altro discorso). Avremmo tanto desiderato passeggiare per Diagon Alley se non avessimo ascoltato quel motivo musicale caratteristico? Avremmo odiato così tanto la Umbridge se non ci fosse stata quell’intera traccia a lei dedicata? La saga ci sarebbe piaciuta così tanto senza l’ormai epico tema di Edvige? Insomma, con la musica è tutta un’altra storia: le melodie, i sottofondi, le riprese e i motivi tipici contribuiscono a impregnare la saga di quel tocco di magia che tanto ci attira. Ma quali compositori si nascondono dietro questi capolavori musicali?


John Williams non ha bisogno di presentazioni. Ha collaborato con registi del calibro di Steven Spielberg e Chris Columbus, musicando film quali Star Wars, Indiana Jones, E.T. l’extraterrestre, Lo squalo, Jurassic Park, Mamma ho perso l’aereo e molti altri, tra cui i primi tre capitoli della saga di Harry Potter. A lui si deve la composizione di quello che è divenuto il tema caratteristico dell’universo potteriano, Hedwig’s Theme. Williams getta le basi per tutto il mondo musicale di Harry Potter, ricorrendo a uno stile molto classico che fa uso di diversi strumenti musicali; le sue melodie ci proiettano in un mondo del tutto nuovo, e ci consentono per la prima volta di familiarizzare con i protagonisti della serie.

Elemento caratteristico delle musiche di Williams è il tintinnio dei campanelli che, essendo il componente principale dell’Hedwig’s Theme, tornerà a farsi sentire in tutti i film successivi. Tra gli altri pezzi principali composti da Williams, c’è sicuramente da ricordare Leaving Hogwarts, che è possibile ascoltare solo nel primo e nell’ultimo film della saga.


Nel quarto film Williams è sostituito da Patrick Doyle, compositore scozzese, che più volte ha collaborato con Kenneth Branagh in film come Enrico V (1989), Cenerentola (2015) e Assassinio sull’Orient Express (2017). Dal punto di vista compositivo, Doyle è assai legato alla cultura popolare della sua terra d’origine: c’è molta Scozia nei suoi componimenti, e di questo Doyle è molto fiero.

Doyle ha accettato l’incarico per il quarto film di Harry Potter solo perché riteneva di aver maturato un’esperienza sufficiente. A suo avviso, l’abilità di un compositore di musica per film risiede nel comprendere la distinzione tra i momenti in cui le immagini riescono a evocare sensazioni da sole e i momenti in cui invece è necessario inserire della musica. Nonostante le grandi difficoltà, Doyle è rimasto sinceramente soddisfatto del lavoro svolto per Harry Potter e il Calice di Fuoco:

Non ho mai avuto occasione di comporre temi musicali così diversi: valzer, danze e altro; è stata un’opportunità magnifica per esplorare nuove idee.


Con Harry Potter e l’Ordine della Fenice si cambia ancora musica: è Nicholas Hooper il nuovo compositore, che tornerà a musicare anche Harry Potter e il Principe Mezzosangue.

La musica di Hooper è ricca di passaggi melodici, che riescono a mettere in luce i lati oscuri dell’inconscio. Adottando uno stile musicale totalmente differente da quello di Williams e di Doyle (l’unica ripresa significativa è l’immancabile Hedwig’s Theme), Hooper è riuscito a rendere in musica quei mutamenti caratteriali dei personaggi, oltre che l’atmosfera sempre più cupa delle vicende: tra i nuovi motivi, di timbro scuro come il film e segnati da toni saltellanti e strumenti quali corni, campane e corde, sono da segnalare quello dedicato alla Umbridge (una perla nello scenario dell’intera saga, probabilmente) e quello che fa da sfondo al momento in cui Voldemort riesce a possedere la mente di Harry.


Il sesto film si apre con una presentazione musicale assai oscura (è la prima volta nel corso della saga): l’apertura di Hooper anticipa le tinte cupe che caratterizzano tutto il film (la cui palette è tutta basata sui toni di grigio) e che si riflettono in soluzioni musicali come il brano corale In noctem. Comunque sia, non mancano momenti più vivaci e divertenti (come nel caso del pezzo Living death), interessanti melodie per chitarra acustica che accompagnano le vicende sentimentali (When Ginny kissed Harry) e spassosi brani jazz (Wizard wheezes). Va comunque riconosciuto che, attraverso la sua musica, Hooper ci offre un chiaro avvertimento relativo al fatto che non ci sarà alcun ritorno ai tempi vivaci e giocosi dei primi film. Le ombre iniziano a dominare dal momento in cui prende avvio Dumbledore’s Farewell.


La colonna sonora degli ultimi due capitoli della saga è stata affidata al compositore francese Alexandre Desplat, già noto per aver musicato, tra i tanti film, anche Il curioso caso di Benjamin Button. Abile nel trasmettere un’enorme quantità di emozioni attraverso la musica, Desplat, ricorrendo a strumenti a corda e melodie che lasciano quasi in estasi, è riuscito a lasciare intendere il carico sentimentale dei personaggi: Harry, Ron e Hermione hanno lasciato Hogwarts e il destino del mondo magico grava sulle loro spalle; la serietà di una simile missione si riflette in pezzi come Obliviate, Harry and Ginny, Godric Hollow’s Graveyard e Farewell to Dobby. Come se non fosse abbastanza, la seconda parte del capitolo conclusivo si apre con Lily’s Theme, un capolavoro incredibilmente evocativo di Desplat.

Ma anche se la maggior parte delle tracce trafigge il cuore in un modo in cui solo la musica può fare, non mancano brani impetuosi che accompagnano le tante sequenze di battaglie (basti citare Statues, che riecheggia nella scena da brividi in cui la McGranitt e gli altri professori s’impegnano a proteggere il castello di Hogwarts). Insomma, come compositore Desplat è la ciliegina sulla torta di una fantastica serie di colonne sonore.


Insomma, ascoltando la musica del primo film e paragonandola a quella degli ultimi, ovviamente ci si accorgerebbe di quanto sia forte il contrasto. Ma probabilmente la graduale trasformazione a cui si assiste nel corso dei film (relativa alla caratterizzazione dei personaggi, alle vicende narrate, all’aspetto scenografico e, per l’appunto, alla colonna sonora) rappresenta l’aspetto più interessante dell’intera saga cinematografica. È veramente incredibile pensare al fatto che i quattro compositori, ognuno con il proprio stile e attraverso contributi unici, abbiano potuto raccontare una magnifica storia attraverso la musica, in un modo che davvero lascia gli ascoltatori persi in un mondo magico.


E voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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