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Hogwarts Legacy, nonostante tutto, è il gioco più venduto dell’anno

9 Dicembre 2023 gian-sarl 3 min read

Hogwarts Legacy, nonostante tutto, è il gioco più venduto dell’anno

9 Dicembre 2023 Newt 3 min read

Finalmente uscito per tutte le piattaforme previste, Hogwarts Legacy è ufficialmente il videogioco più venduto del 2023. Un risultato clamoroso per un videogioco atteso ma nato sotto una cattiva stella, con accorate richieste di boicottaggio.

Stando a ciò che si legge su La Regione, l’intera comunità di giocatori di Hogwarts Legacy è stata letteralmente presa d’assalto. Riassumiamo quindi la paradossale storia di questo videogioco, iniziando addirittura dai tempi del suo annuncio.

Una community insultata ancor prima di nascere

Il gioco è uscito sul mercato il 10 febbraio 2023 per le console di ultima generazione come PS5 e Xbox Series X/S, a cui poi si sono aggiunte le “vecchie” PS4 e Xbox One il 4 maggio. L’ultima in ordine di tempo è stata Nintendo Switch il 14 novembre. Eppure, già nel mese di gennaio si leggevano dichiarazioni della comunità LGBT decise ad affossare le vendite del gioco con tutte le le loro forze.

Il modo più “semplice” per sfogare la loro frustrazione, soprattutto una volta visto che il gioco iniziava a vendere e ad appassionare, è stato insultare i vari streamer che su Twitch e altre piattaforme portavano contenuti legati al gioco, invitandoli al boicottaggio in maniera non proprio gentile. Eppure, tutto questo non ha frenato il successo di questo videogioco, addirittura al primo posto tra i titoli venduti nel 2023.


Distinguere l’autrice dalla saga

Il motivo delle critiche è sempre lo stesso, ormai da tanti anni. Laddove si parla di Harry Potter, sempre più spesso la discussione tende a spostarsi verso la sua autrice e i suoi tweet controversi riguardo l’identità di genere (a proposito, se volete recuperare la storia su come il rapporto autrice-fan si sia sgretolato, potete trovarla qui). Questo rischia di portare a un disinteresse, se non persino a un’antipatia, nei confronti della saga da parte dei giovanissimi.

Sembra sia nato quasi un dovere morale di distaccarsi esplicitamente dall’autrice, anche per gli stessi appassionati della saga. Questo avviene persino quando l’argomento, come in tal caso, è un videogioco al quale la Rowling ha dato semplicemente la sua approvazione, senza contribuire in alcun modo allo sviluppo. Ed è così che i giocatori di Hogwarts Legacy sono costretti a rimarcare che loro non vogliono avere nulla a che fare con lei, anche se inevitabilmente adorano il mondo che ha creato.

È davvero questo il clima giusto per combattere le discriminazioni sull’identità di genere o si rischia l’effetto contrario? C’è davvero bisogno di questa “guerra” e di queste rivendicazioni sulla moralità delle proprie azioni, come se giocare a un videogioco comporti di per sé una fedina penale sporca?


Giocatori facenti parte della comunità LGBT+

Il caso più estremo ha riguardato gli stessi membri della comunità LGBT+ da sempre fan della saga, di cui potete leggere qui una testimonianza. Con l’uscita di Hogwarts Legacy, e probabilmente con tutto ciò che riguarda la saga ed è uscito dopo quei tweet incriminati, loro si sono trovati di fronte a una scelta, a quanto pare, impossibile. Sembrerebbe quasi un paradosso apparentemente irrisolvibile, se solo esso non fosse auto-creato.

Apprezzare un’opera non significa approvare tutto ciò che abbia fatto nella sua vita il suo autore e non c’è neanche bisogno di doverlo rimarcare più e più volte. Ad esempio, non è che se ascoltiamo una canzone stiamo accettando lo stile di vita del gruppo che la canta.


Il rovescio della medaglia

Ciò che fa ancora più rabbia è le persone “discriminate” stiano agendo anche loro in maniera non proprio pulita. Insultare una persona per la sola passione che ha, sia questa Harry Potter o qualsiasi altra, non fa altro che mettere tali persone sullo stesso piano dei loro bersagli.

La persona insultata tramite Twitch o quant’altro potrebbe anche essere un ragazzino, che in quel momento diviene vittima di cyberbullismo, con conseguenze potenzialmente gravi. Si tratta di una vera e propria guerra fratricida, perché nella maggior parte dei casi entrambe le “fazioni” sono comunque a favore della comunità LGBT+ e in generale a tutte le categorie discriminate.


Da parte nostra, speriamo che la community di Harry Potter sappia invece comunicare messaggi di uguaglianza e di amore, ovvero quelli trattati nella saga, e che il successo mondiale di Hogwarts Legacy possa spingere a una distensione in una battaglia che non ha senso di esistere.

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Newt
Newt

Ingegnere meccanico, 30 anni, Tassorosso.

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