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Le stranezze che avvicinarono il cast alla saga di Harry Potter

25 Febbraio 2015 sere-savo 4 min read

Le stranezze che avvicinarono il cast alla saga di Harry Potter

25 Febbraio 2015 Rose 4 min read

Anche gli attori, come i normali lettori, possono entrare in contatto con un libro per la sua fama o per situazioni casuali.
Ecco come gli attori di Harry Potter scoprirono la saga o comunque vennero a conoscenza dei provini per accedere al cast!

 

Julie Walters (Molly)

 

Tutti stavano impazzando per quei romanzi, inclusa mia figlia,così mi toccò leggere il primo per farmi un’idea di che cosa trattassero e lo trovai divertentissimo. Ma ancora nessuno aveva parlato di farne un film. Poi, nel 2000 mi offrirono la parte della signora Weasley. Mia figlia naturalmente non stava più nella pelle.

 

Bonnie Wright (Ginny)

 

Avevo nove anni e, a dire il vero, non avevo ancora iniziato a leggere i romanzi “Harry Potter”, ma mio fratello li adorava. Non faceva che dirmi quanto gli ricordassi Ginny Weasley. Poi venimmo a sapere che quelli della produzione andavano in giro per le scuole per mettere insieme il cast e io cominciai a pensarci. Allora feci due provini e fui richiamata da Chris Columbuse David Heyman. Quando hai quell’età e non hai precedenti esperienze di come funziona un provino o di quanto sia competitivo, non ti impegni molto. Non sono mai stata una bambina ansiosa o competitiva, pensavo solo che fosse divertente e volevo vedere cosa sarebbe successo. Quando mi comunicarono che ero stata presa eravamo in viaggio per tornare a Londra alla nostra casa di campagna. Pensavo che ci fosse qualcosa che non andava, l’atmosfera era strana. Poi i miei genitori, che avevano avuto la notizia prima della partenza, mi dissero che avevo avuto la parte. Mi misi a urlare fuori dal finestrino della macchina. Probabilmente è stata una fortuna che all’inizio fosse una piccola parte. Era un’esperienza travolgente ed eccitante. Non dimenticherò mai la prima volta che mi sono trovata sul binario 9 3/4. Sono stata tutto il giorno con gli occhi sbarrati e, probabilmente, è così che mi si vede nel film.

 

 

 

Maggie Smith (Minerva)

 

Pensavo che fosse un libro per ragazzi formidabile. Quando uscì, ricordo che pensai subito che sarebbe stato affascinante farne un film. Mi è piaciuto moltissimo veder creare quella magia. Ciò che la gente non capisce è che lavori così non capitano spesso. Questa storia ha catturato l’immaginazione di tutti, adulti compresi. E quando ti ricapita mai di andare in giro vestita nei favolosi abiti di una maga?

 

Daniel Radcliffe (Harry)

 

Quando il telefono squillò, ero in bagno. Mio padre entrò: era raggiante e mi disse che avevo avuto la parte. Mia madre era già lì, penso che si aspettassero che l’avremmo saputo quella sera. Fu un momento fantastico: probabilmente gridai dalla gioia. Quella fu quasi certamente la mia reazione, insieme, probabilmente, a un sacco di schizzi. Poi fu tutto pazzesco. Fummo mandati al Landmark Hotel di Londra, un albergo monumentale. Restammo lì per alcuni giorni: io, Emma e Rupert. Il secondo giorno partecipammo alla conferenza stampa. Ricordo che Emma e Rupert furono dolcissimi quando un giornalista, presumibilmente a conoscenza del fatto che io non avessi letto molto bene i romanzi, mi pose una domanda del tipo “Chi è Tom Riddle, in verità?” Non ne avevo idea. Capii che sia Emma sia Rup stavamo scrivendo la risposta e cercavano di passarmela facendola scivolare sul tavolo: come pensavano che la stampa mondiale non l’avrebbe visto? Ma fu dolcissimo da parte loro e fu una bella giornata. Il giorno prima affrontammo una sessione fotografica con Terry O’Neill, che si riferisca a noi tre, in maniera meravigliosa, e lo dico senza alcuna critica, chiamando me ‘quello con gli occhiali’, Emma ‘la ragazzina ‘ e Rup ‘ l’altro maschio’. Continuo a trovarlo molto divertente ed incantevole, a essere sincero. All’epoca non eravamo nessuno. Eravamo davvero quello con gli occhiali, la ragazzina e l’altro maschio.

 

 

Jessie Cave (Lavanda)

 

La settimana prima avevo fatto un provino per la pubblicità di un succo di frutta o di un divano e poi mi dissero che dovevo fare un provino per Lavanda Brown. Avevo appena finito di leggere Il principe Mezzosangue e fu davvero strano. Pensai immediatamente di essere perfetta. Non per quello che avevo letto nel libro: non assomigliavo affatto a Lavanda e la trovavo perfino noiosa. Ma appena feci il provino per quella parte, pensai che sarebbe stato divertente interpretare quel personaggio. Penso di essere stata la persona giusta nel momento giusto. Fui molto fortunata.

 

Emma Watson (Hermione)

 

Nei weekend che trascorrevo con mio padre, lui mi leggeva Harry Potter prima di dormire. Verso il terzo o il quarto romanzo, ho cominciato a leggerli da sola. Ero cresciuta e volevo sapere cosa succedeva, ed è allora che più ti innamori e ti identifichi con i personaggi. Ero piuttosto categorica sul fatto di non avere niente in comune col personaggio di Hermione, specie con le sue gonnelline in tweed e le calze pesanti. Essere una secchiona, all’epoca non era molto popolare. Ma crescendo ho capito quanto in realtà fossimo simili e che il fatto che mi paragonassero a lei fosse in realtà un complimento.

 

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