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In viaggio verso Hogwarts

12 Giugno 2015 sere-savo 3 min read

In viaggio verso Hogwarts

12 Giugno 2015 Rose 3 min read

COME E’ NATO L’ESPRESSO PER HOGWARTS? COSA USAVANO PRIMA I GIOVANI MAGHI PER ARRIVARE NELLA LORO SCUOLA? POTTERMORE CI RIVELA ANCHE QUESTO!

I primissimi resoconti storici, le antiche incisioni e stampe testimoniano che in passato gli studenti di Hogwarts solevano raggiungere la scuola con qualsiasi mezzo gli saltasse in mente. Qualcuno arrivava a cavallo di una scopa (impresa difficile quando si trasportano bauli e animali di compagnia); altri requisivano carri incantati e, successivamente, carrozze; qualcuno cercava di Materializzarsi (spesso con risultati disastrosi, visto che il castello e il parco sono da sempre protetti da incantesimi Anti-Materializzazione); altri invece arrivavano in groppa alle più svariate creature magiche.

Malgrado gli incidenti connessi a questi diversi mezzi di trasporto magici – per non parlare degli annuali avvistamenti babbani di stormi di maghi in volo verso nord – era compito dei genitori portare i ragazzi a scuola, almeno fino all’entrata in vigore dello Statuto di Segretezza, nel 1692. A quel punto fu necessario trovare urgentemente un metodo un po’ più discreto per far arrivare centinaia di giovani maghi provenienti da tutta la Gran Bretagna alla loro scuola celata nelle Highlands, in Scozia.

Si predisposero così alcune Passaporte in diversi punti di ritrovo sparsi per tutta la Gran Bretagna. Fin da subito ci furono problemi di logistica. Ogni anno fino a un terzo degli studenti non riusciva ad arrivare a Hogwarts, vuoi perché mancavano la finestra temporale, vuoi perché non riuscivano a riconoscere l’insignificante oggetto incantato che li avrebbe trasportati fino a scuola. C’era anche un altro inconveniente: molti ragazzi soffrivano (e soffrono) di mal di Passaporta, con il risultato che ogni inizio anno l’infermeria si riempiva di studenti in preda alla nausea e alle crisi isteriche.

Il Ministero della Magia dovette ammettere che le Passaporte non erano la soluzione giusta al problema del trasporto scolastico, ma non riuscì a trovare un’alternativa accettabile. Un ritorno ai trasferimenti senza regolamentazione del passato era impossibile, eppure una via più diretta per arrivare a scuola (ad esempio collegando ufficialmente un caminetto della scuola alla Metropolvere) incontrava le forti resistenza dei presidi, che non volevano mettere a repentaglio la sicurezza del castello.

Finalmente il Ministero della Magia Ottaline Gambol suggerì una soluzione audace e controversa allo spinoso problema. Le invenzioni dei Babbani l’affascinavano e intravide nei treni un potenziale. Da dove sbucò esattamente l’Espresso per Hogwarts non è mai stato stabilito con certezza, anche se di fatto al Ministero della Magia sono conservati documenti segreti attestanti un’operazione gigantesca che comportò centosessantasette Incantesimi di Memoria e il più grande Incantesimo Dissimulante collettivo mai eseguito in Gran Bretagna. La mattina dopo questi presunti crimini, una sgargiante locomotiva rossa con le carrozze al seguito lasciò di stucco gli abitanti di Hogsmeade (che non si erano neanche mai accorti di avere una stazione dei treni), mentre molti operai ferroviari babbani della città di Crewe trascorsero il resto dell’anno lottando contro la confusa e sgradevole sensazione di aver smarrito qualcosa d’importante.

L’Espresso per Hogwarts subì diverse modifiche magiche prima che il suo utilizzo scolastico fosse approvato dal Ministero. Molte famiglie purosangue inorridirono al pensiero che i loro bambini avrebbero dovuto utilizzare un mezzo di trasporto babbano che consideravano non sicuro, antigienico e degradante; tuttavia non appena il Ministero decretò che gli studenti o avrebbero preso quel treno e non avrebbero frequentato lezioni, ogni obiezione venne zittita.

DAI PENSIERI DELLA ROWLING

Quando si è trattato di scegliere il numero del binario nascosto da cui i giovani maghi e streghe sarebbero partiti per la scuola, ho deciso che avrebbe dovuto essere un numero in mezzo a quelli dei binari babbani, chiaramente un frazione, quindi. Questo ha suscitato un’interessante domanda su quanti altri binari frazionari ci fossero tra quelli a numero intero nella stazione di King’s Cross; ho dedotto che ce ne fossero probabilmente un bel po’. Nonostante non siano mai menzionati nel libro, mi piace pensare che sia possibile prendere una specie di Orient Express per i villaggi di soli maghi dell’Europa continentale (provate il binario sette e mezzo), e che altri binari possano essere aperti, in base all’occorrenza, per esempio per grandi ed eccezionali eventi come i concerti di Clestina Warbeck (si veda il biglietto per i dettagli). Il numero nove e tre quarti mi è venuto in mente senza quasi rendermene conto e mi è piaciuto così tanto che l’ho subito adottato. Naturalmente è il ‘tre quarti’ che fa la differenza.

 

-TRATTO DA POTTERMORE-

pottermore

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