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Il guardaroba de I Crimini di Grindelwald: gli outfit dei maghi

17 Luglio 2019 mati-stro 5 min read

Il guardaroba de I Crimini di Grindelwald: gli outfit dei maghi

17 Luglio 2019 Greengrass 5 min read

La costumista Colleen Atwood ha vinto ben 4 oscar come miglior costume e l’ultimo proprio per il primo capitolo della saga di Animali Fantastici nel 2017.

Per il sequel non è stata da meno: scoprite con noi cosa c’è dietro i vestiti e il guardaroba di ogni personaggio.

Differenze tra il primo Animali Fantastici e i Crimini di Grindelwald

Dal momento che il secondo film è ambientato a Parigi e non più a New York, Atwood si è ispirata alla moda parigina di quel periodo. Parigi alla fine degli anni 20′ era un centro culturale: piena di arte, teatro, letteratura e fotografia. In particolare è stato quest’ultimo elemento ad aiutarla a ricreare il guardaroba dei maghi che amiamo, dato che ha trovato un sacco di informazioni visuali da vecchie fotografie di Parigi di quel periodo. Ad ispirarla sono state sopratutto quelle di Man Ray e Brassaï.


Tina Goldstein

Per l’ispirazione Colleen Atwood e Katherine Waterston (l’attrice che interpreta Tina) avevano visto la foto di una giacca montgomery di quell’epoca. Dal momento che Tina lascia i capelli nel colletto, Atwood l’ha tenuto ma l’ha applicato ad un lungo trench. In un intervista ha rivelato che aveva trovato questo stupendo trench blu militare in pelle negli Stati Uniti che l’ha influenzata sulla scelta del colore. Infatti cercava un colore inusuale per la pelle e quel cappotto l’ha portata fuori dal mondo dei capi in pelle marrone/neri. E così è diventato un must del guardaroba di Tina.

Crimes, Tina, Newt

Queenie Goldstein

Queenie nel primo film indossa degli abiti rosa cipria anni ’20. Nel secondo film invece indossa abiti di una palette più scura, che riflette il cambiamento del suo personaggio. Ma qual’è stata l’ispirazione dietro il suo vestito tartan?

È divertente” ha rivelato la costumista “ho avuto una prima prova costume con Allison dove abbiamo parlato dei colori. Sentivamo che doveva avere una specie di scudo attorno a lei per questo personaggio. È un po’ più chiusa rispetto al primo film e non più così vulnerabile. Avevo diversi vestiti da fargli provare e lei mi ha detto: ho sempre pensato che Queenie potrebbe indossare un plaid.

L’idea alla costumista è piaciuta molto. Ha trovato un vestito che piaceva molto a entrambe e successivamente un pezzo di stoffa plaid anni ’30 a Berlino e l’ha aggiunto al guardaroba di Queenie. L’unico problema è che era lungo solo 15 cm e non ce n’era abbastanza per fare niente. Ha quindi preso l’idea dal plaid, gli aggiunto del colore e ha stampato questa fantasia su dell’altra stoffa per tutti i suoi vestiti. “È definitivamente una stampa d’epoca” ha dichiarato “ma ho barato aggiungendo della nuova stoffa“.

Queenie

Albus Silente

La prima volta che vediamo l’Albus Silente di Jude Law indossa un cappotto di velluto a coste. L’idea era di rendere Silente avvicinabile e di dagli calore come personaggio, come se fosse il professore più avvicinabile dagli studenti a Hogwarts all’epoca. Sia ad che Atwood che a Jude piaceva l’idea di farlo sembrare un professore e il tweed e il velluto a coste danno questo aspetto che è molto nella cultura inglese.

Colleen Atwood è personalmente una grande fan del velluto a coste: “lo adoro. Penso che sia una grande stoffa ed fotograficamente interessante“. Invece di farne però un semplice blazer ha pensato di farne una giacca usando un materiale più accessibile.

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Leta Lestrange

Lo stupendo cape gown viola intenso che indossa Leta Lestrange è una combinazione tra la fine degli anni ’20 e l’inizio dei ’30 ed è decisamente più audace dei tagli anni ’20. La costumista ha raccontato che stava indirizzando la stoffa verso quella direzione quando si è chiesta: “come posso dargli l’aria di una cappa senza renderlo troppo evidente? Come renderlo adatto al mondo magico ma non farlo sembrare una semplice cappa?”. Per risolvere ha aggiunto l’elemento sulla schiena, che ha trovato su un vero capo vintage, ma in un modo meno drammatico.

Il colore invece viene da un pezzo di stoffa vintage color prugna. Nonostante non sia una grande fan del colore viola, ama quando viene mescolato con il marrone e quello era il giusto cocktail per quelle tonalità. Ha pensato: “quello deve essere il vestito di Leta. È nata in un maniero. È purosangue. È aristocratica ma in un modo modesto. È solo la sua vita; lei è semplicemente così senza farne un affare di stato.”

rappresentazione

Vinda Rosier

Il braccio destro di Grindelwald, Rosier, è decisamente chic con il suo vestito cut-out verde olivia. Atwood è riuscita a dare un tocco unico al suo guardaroba: mescolando il look da spia cattiva con il glamour parigino.

Per farlo ha preso dei cappelli anni ’30 e gli ha dato un twist per indirizzarli verso il mondo della magia. Ha anche fatto dei seri lavori di sartoria per il look coi pantaloni nella scena finale. Atwood ha dichiarato di essersi innamorata del colore verde su di lei; il suo mantello, il suo cappello e il suo vestito rifletto tutti i colori della foresta alpina del mondo di Grindelwald. Ha usato quei colori e tonalità per tutte le persone attorno a lui e lei è risultata la versione più evidente di tutto ciò.


Le divise di Hogwarts

Nel film ci sono flash back di Tina, Leta e Silente a Hogwarts e le uniformi sono un po’ differenti. Le cappe hanno un design più o meno medievale: Atwood ha preso le divise dei film di Harry Potter e le ha refinite un pochino rendendo le maniche un po’ più corte e un po’ più larghe alla fine. Le cappe e le gonne le ha rese più lunghe, come usavano le scuole anni ’20, ma gli emblemi delle case e i colori sono rimasti gli stessi: ha semplicemente cambiato la stoffa e aggiunto pezzetti in velluto per ragioni estetiche. In sostanza però le divise sono rimaste bene o male come ce le ricordavamo.


Insomma Colleen Atwood ha fatto un lavoro eccezionale incorporando elementi anni ’20/’30 allo stile e al guardaroba del mondo dei maghi preesistente dei film originali e ottenendo dei look tutti suoi e immediatamente riconoscibili. E voi che ne pensate dei costumi dei Crimini di Grindelwald? Scrivetecelo qua sotto in un commento e se vi interessa un altro articolo sugli abiti nel mondo dei maghi cliccate qui.


Articolo ispirato da un’intervista che Fawnia Soo Hoo ha fatto a Colleen Atwood.

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