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Commento a caldo su The Cursed Child – SPOILER!

23 Settembre 2016 mari-gard 7 min read

Commento a caldo su The Cursed Child – SPOILER!

23 Settembre 2016 Luna 7 min read

Aaah, quel momento in cui Phoebe Buffay esprime ESATTAMENTE la mia reazione. Con tanto di “Aaah, my eyes! My eyes!”

Molto bene, è giunto il momento di scrivere bianco su nero le mie impressioni sulla sceneggiatura dell’opera teatrale che si presenta come sequel della saga che tutti noi conosciamo: Harry Potter.

Preparatevi, mi farò aiutare da gif di persone che stimo molto e che sapranno mostrare al meglio la mia reazione di fronte ad alcuni passi.

Erano i primi di giugno… l’anteprima esclusiva delle parti 1 e 2 era a teatro e il web una trappola per spoiler. Ero decisa ad arrivare fino al 31 luglio, giorno dell’uscita del libro, senza aver letto nulla circa la trama.
E invece arrivano ai miei occhi tre avvenimenti della storia:
Albus Severus è Serpeverde; è il migliore amico di Scorpius Malfoy; Ron sta con Padma Patil (ho urlato). Ecco che iniziano i pregiudizi.

Facciamo un passo in avanti, 3 agosto: acquisto la versione del libro per Kindle su Amazon. Inizio a leggere: l’inglese è molto semplice e scorrevole. Bene.

Ecco che iniziano i guai.

Allora, innanzitutto vorrei dire che non volevo essere prevenuta nei confronti della trama, nonostante già da tempo se ne stesse parlando come se fosse una fanfiction. Ho iniziato, emozionata, a leggere, aspettandomi un altro po’ di quella Rowling che mi ha fatto sognare con sette libri meravigliosi… Eppure quello che stavo leggendo non mi sembrava affatto opera della Rowling. Nossignore.

Personaggi totalmente fuori dalle loro caratterizzazioni, frasi che non uscirebbero mai e poi mai dalle loro bocche, parti prive di senso, prive di quella perfezione che senti scorrere tra le pagine dei sette libri precedenti.

Partiamo dall’inizio: Albus Serpeverde. A parte il fatto che quest’evento viene presentato come esso stesso la maledizione del giovane Potter, spiegatemi questa cosa: prima ha una paura folle di finire in quella casa e poi ci finisce pure? Per non parlare dell’immediata amicizia con Scorpius, la quasi totale assenza del fratello James, il modo in cui Rose viene utilizzata, del tipo ragazza carina che snobba l’amico del protagonista, perché sì, Rose viene ridotta a quello. Allora, Jo, se avessi voluto leggere una fanfiction, sarei andata su Efp, dove l’avrei trovata in forma-romanzo, con pathos e tutto il resto. Vabbeh, facciamo finta che questo sia l’opposto dell’ovvio fan-service e che sia una cosa utile ai fini di trama.

Passiamo ora al rapporto Albus-Harry, a mio parere una delle parti meno riuscite. Harry che fa di tutto per essere un buon padre (non riuscendoci, ma solo per colpa dell’eccessiva ira adolescenziale di Albus), ma poi gli dice espressamente che, talvolta, non vorrebbe che Albus sia suo figlio.
Ma. MA. MA COSA?! Allora, okay. Stiamo parlando di Harry Potter, il mago che nessuno sa come fa ad essere arrivato a quaranta e passa anni con entrambe le chiappe nelle mutande, colui che ha sofferto come un cane perché senza famiglia, ecco che dice al figlio che non lo vuole. DITEMI COM’E’ POSSIBILE. Ditemi che l’Harry dei libri l’avrebbe fatto. Quel ragazzo che, anni prima, vedeva la sua famiglia riunita nello specchio delle brame, ora ripudia il figlio. No vabbeh, taccio che è meglio.

Voglio soffermarmi un momento sulla cosiddetta Signora del carrello, no perché mi pare un dettaglio che non va tralasciato: questa vecchina, che da anni passa il tempo a vendere Zuccotti di zucca agli studenti del treno, cerca di impedire la fuga ad Albus e Scorpius diventando un samurai ninja che neanche nei film con Jackie Chan e Owen Wilson sopra ai treni. Scusate dovevo fare questo paragone. Dovevo.

Nel frattempo a Harry tornano le paturnie legate alla cicatrice e Hermione, ministro della Magia, mette in allarme il mondo magico perché al suo amico fa male la cicatrice. Ma porca miseria, hai proprio bisogno di gettare il panico al minimo doloretto del tuo amico? Ecco che nella mia mente passa il pensiero della giovane Hermione, astuta e riflessiva, che pensava una, due, tre volte prima di fare qualcosa. Dov’è finita? Mah.

Albus, intanto, decide che è cosa buona e giusta andare indietro nel tempo per salvare la vita al primo che capita: Cedric Diggory. Se c’è qualcuno da salvare, almeno fai una scelta un po’ più ponderata. No, Cedric Diggory è proprio la scelta migliore. Che mossa geniale, Albus, sei tutto tuo padre. Come fare? Ma sì, impediamogli di vincere al Torneo Tremaghi… Questa situazione mi ricorda Dobby che, al secondo anno, procura guai e acciacchi a Harry perché vuole salvarlo.
Ecco che vanno indietro nel tempo per salvare Cedric, creando più danni di quelli di Marty McFly in Ritorno al Futuro o Rose Tyler di Doctor Who. Si vede che il mondo fantasy è popolato da idioti che si divertono a intromettersi nello spaziotempo. Mannaggia a voi.

Harry poi decide di togliere ad Albus l’unico amico che ha perché il centauro Cassandro dice che attorno a lui c’è un’aura oscura. Scelta saggia. Bravoh. Mi chiedo come abbia fatto la Rowling ad approvare una cosa del genere. Boh. Per non parlare della McGranitt, ridotta a sorvegliante del giovane Potter. MA STIAMO SCHERZANDOOO? LA MCGRANITT? MA COSA STA SUCCEDENDOOOO? Sono calma. Sono calmissima.

Ed ecco che arriva lo spoiler di Ron e Padma. Bene. Ron e Padma Patil. Allora, partendo dal fatto che colui che viene presentato in The Cursed Child non è assolutamente Ron Weasley, sul serio, con Padma? E Hermione zitella che fa l’insegnante? Ma per piacere. Ron è l’imbarazzo fatto persona, impedito, goffo, completamente diverso dal Ron che noi conosciamo. Ma la cosa ancora più assuda è una presunta relazione con Padma. Va bene mondo alternativo, ma non esageriamo, grande Giove.

A quanto pare, Ron non sta con Hermione perché non ha provato gelosia nei confronti di Krum al Ballo del Ceppo, Harry non è un buon padre perché è stato un orfano, vediamo, cosa manca? Ah, sì, Draco che a Hogwarts era geloso di Harry! Santifichiamo questo personaggio, se lo merita proprio! Eh, ma è tutto ai fini della trama…

Passiamo al Voldemort Day. La Umbridge è preside (e noi che speravamo di non vederla mai più), Voldemort è al potere e Harry è crepato. Tutto questo perché Cedric è passato al lato oscuro. VA BENE. VA BENISSIMO. Credibile quanto la HermionexPiton, anzi, quanto la RonxPadma, visto che ora possiamo dire che potrebbe esistere. Piton è vivo, è eccessivamente buono e tiene in piedi l’Esercito di Silente. Hermione è una specie di Fiona nel quarto film di Shrek: una selvaggia cazzuta. AH.

Fortunatamente, come in tutte le storie con viaggi nel tempo, i due amici riescono a sistemare il disastro che hanno fatto, finendo per fidarsi di Delphi, ragazza che inizialmente si celava sotto le spoglie di una parente di Amos, ma che poi si scopre essere la figlia che Voldemort ha avuto con nientepopodimeno ché Bellatrix Lestrange. Avete sentito bene, shippers di tutto il mondo, avete avuto il figlio che tanto avete bramato e sul quale avete scritto molte fanfiction. Sarete molto contenti. A me stava bene finchè una cosa del genere accadeva nei vostri racconti, ma non qui. Non dove le cose sono realmente successe. Non dove la Rowling ha messo mano.

Ecco che Delphi torna indietro nel tempo, nel 1981. Naturalmente Draco esibisce un’altra Giratempo, perché è ovvio che serve un’altra Giratempo, altrimenti come si salvano? Ringraziando il cielo, questa volta non s’intromettono negli eventi in corso (il Dottore lo ripete spesso: mai cambiare i punti fissi nel tempo!), tornano nel presente e vissero per sempre felici e contenti.

In tutto questo neanche l’ombra di Neville o Luna, per non parlare di Teddy Lupin, figlioccio di Harry: inesistente.

Insomma, ormai avrete capito qual è il mio pensiero a riguardo. Ammetto di aver letto senza problemi la storia, che di per sé è godibile e fila molto bene. Ci sono vari spunti in cui si vede lo zampino della Rowling, altri invece che sono totalmente campati in aria.

Sono sicurissima che una storia del genere possa essere stata rappresentata a teatro in maniera magistrale: per simulare le magie si sono serviti di illusionisti esperti, il che mi fa pensare che lo spettacolo possa essere veramente figo. Però non è Harry Potter. I personaggi non sono gli stessi. Le vicende sembrano un pout pourrì di elementi dei sette libri, combinati assieme con un po’ di assurdità ad unirli tra loro. A questo punto credo sia veramente trascurabile guardare la pelle di Hermione, i capelli di Ron, perché tanto non sono loro, sono altre persone. La storia ha dei picchi interessanti, ma poi scade nel ridicolo o nell’ovvio, e questo non è affatto da Rowling, non è da saga di Harry Potter.

Certo, non posso nascondere il mio rammarico nei confronti di ciò che sto per dire, ma nel mio cuore The Cursed Child non sarà mai l’ottavo libro della saga; lo considero piuttosto quel tipo di spin-off che può piacerti solo se non conosci tutto il resto, una specie di (chi è serie TV addicted come me capirà) nona stagione di Scrubs, o quegli ultimi 40 minuti di How I met your mother che il cervello cerca istintivamente di dimenticare. È un’opera a parte, che sicuramente a teatro potrà risultare mozzafiato e che, se la mostreranno al cinema, probabilmente andrò a vedere. Ma per me la saga continua a finire con “La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene”.

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Luna
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Se metti buona volontà il mondo tutto ti darà. Però se tu non rischierai... Nulla mai rosicherai.

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